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Ittero neonatale: come accorgersene?

di Severino Cirillo, Febbraio 16, 2024

L’arrivo di un neonato è sempre accompagnato da gioia, ma anche da una serie di preoccupazioni legate alla salute del piccolo. Una condizione comune è l’ittero neonatale, e oggi ne parliamo brevemente per capire quando preoccuparsi e come intervenire.

Cosa succede con l’ittero neonatale?

Quando un neonato presenta l’ittero, la sua pelle e il bianco degli occhi assumono una colorazione giallastra. Questa condizione è causata da un’elevata concentrazione di bilirubina nel sangue, un pigmento giallo prodotto dalla degradazione dell’emoglobina. Nei neonati, il fegato non è ancora completamente maturo per elaborare efficacemente la bilirubina, che può quindi accumularsi nell’organismo.

Nei primi giorni di vita, è normale un certo grado di ittero, detto ittero fisiologico, che di solito raggiunge il picco intorno al terzo o quarto giorno di vita e tende a regredire senza particolari interventi entro una o due settimane. Tuttavia, se i livelli di bilirubina sono molto alti o l’ittero persiste, potrebbero essere necessari ulteriori accertamenti e trattamenti per prevenire complicazioni.

Cosa fare se un neonato ha l’ittero?

Come abbiamo detto, di fronte a un neonato con segni di ittero è fondamentale consultare il pediatra per una valutazione approfondita. Il pediatra potrebbe richiedere esami del sangue per misurare la concentrazione di bilirubina e valutare la necessità di un trattamento. Nel caso di ittero fisiologico, spesso sono sufficienti misure semplici come un’alimentazione frequente, che aiuta il neonato a espellere la bilirubina attraverso le feci.

Se l’ittero è più pronunciato, il pediatra potrebbe raccomandare la fototerapia, una procedura che utilizza la luce per trasformare la bilirubina in una forma più facilmente eliminabile dal corpo del neonato. Questo trattamento viene solitamente eseguito in ospedale o, in certi casi, a domicilio, sotto stretto monitoraggio medico.

Cosa fare in caso di ittero?

Nel caso l’ittero non sia di tipo fisiologico ma legato a altre condizioni più serie, come l’incompatibilità del gruppo sanguigno tra madre e figlio o altre patologie, è essenziale seguire attentamente le indicazioni del pediatra. In aggiunta alla fototerapia, potrebbe essere necessario attuare altri interventi, come la somministrazione di immunoglobuline o, in casi rari, la trasfusione di sangue.

I genitori possono aiutare il neonato mantenendo una routine di allattamento regolare e monitorando il colore della pelle e degli occhi. È anche importante esporre il bambino a una luce naturale moderata, che può contribuire alla riduzione dei livelli di bilirubina, ovviamente senza esporre direttamente il neonato ai raggi UV del sole, che possono essere dannosi.

Quanto tempo sotto la lampada per ittero?

La durata della fototerapia può variare a seconda dell’età del neonato, del livello di bilirubina e della causa dell’ittero. Il trattamento, che può durare da poche ore a diversi giorni, viene continuato fino a quando i livelli di bilirubina nel sangue non si riducono a una soglia considerata sicura. Durante la fototerapia, il neonato è tipicamente posto sotto una lampada speciale o avvolto in una coperta luminosa, indossando protezioni oculari per prevenire danni alla vista.

Il monitoraggio costante e la ricalibrazione del trattamento sono essenziali, poiché la risposta alla fototerapia può variare notevolmente da un neonato all’altro. È importante seguire scrupolosamente le indicazioni mediche e mantenere tutte le visite di controllo programmate per assicurare il benessere del bambino.

Cosa succede se non si cura l’ittero ai neonati?

Se l’ittero non viene trattato e i livelli di bilirubina rimangono elevati per un periodo prolungato, esiste il rischio di complicanze neurologiche, una condizione nota come kernittero. Questa può portare a danni permanenti al cervello del neonato, con possibili conseguenze sullo sviluppo motorio, cognitivo e uditivo.

È dunque cruciale che i genitori non sottovalutino l’ittero e che si adoperino per un tempestivo intervento medico. Fortunatamente, con un’adeguata attenzione e trattamento, i rischi possono essere minimizzati, permettendo al neonato di crescere sano e senza effetti a lungo termine.

Come svegliare neonato con ittero?

I neonati con ittero possono apparire più sonnolenti del normale, e questo può rendere più difficoltoso mantenerli svegli durante l’allattamento. Tuttavia, è importante che il neonato si alimenti regolarmente per facilitare l’eliminazione della bilirubina. Per svegliarlo, si possono usare tecniche dolci, come cambiare la sua posizione, fare un piccolo bagnetto con acqua tiepida, massaggiare delicatamente il corpo o cambiare il pannolino prima dell’alimentazione.

È essenziale evitare metodi bruschi o scomodi per il bambino e, se le difficoltà persistono, consultare il pediatra per consigli specifici e per valutare se ci sia bisogno di eventuali interventi aggiuntivi. Ricordate, il pediatra è sempre la figura di riferimento per ogni condizione di salute del vostro bambino.

Noi siamo con te.

Noi di Genitore Informato siamo qui per supportarvi in questo viaggio, fornendovi le informazioni e la consulenza di cui avete bisogno per prendervi cura del vostro bambino. Ricordatevi che ogni neonato è unico, e come tali sono le cure di cui ha bisogno. Non esitate a rivolgervi ai professionisti per una guida personalizzata e attenta.

Fonti

Ansong-Assoku B, Shah SD, Adnan M, Ankola PA. Neonatal Jaundice. 2023 Feb 20. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2024 Jan–. PMID: 30422525.

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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