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Gennaio 3, 2024

Nell’articolo di oggi affrontiamo un tema che potrebbe sollevare non poche discussioni: l’impatto del nome che diamo ai nostri figli sulle percezioni degli altri. Parliamo dunque dello strano fenomento del Kevinismo (o Chantalismo) due termini che descrivono come determinati nomi possano portare a pregiudizi nei confronti dei bambini e delle loro famiglie.

Kevinismo e Chantalismo: un’etichetta sociale?

Questi fenomeni sono stati portati recentemente alla luce da una famosa pediatra sui social, che li ha definiti come l’abitudine di giudicare famiglie e bambini sulla base di nomi percepiti come “esotici” o ispirati alla cultura popolare americana. Questo atteggiamento può manifestarsi con una tendenza a considerare tali nomi come indicatori di un basso livello socio-culturale. Non è però solo un’osservazione basata su un’esperienza diretta: è un fenomeno che avviene realmente e che comporta una serie di effetti particolari nel comportamento delle persone e nel loro giudizio verso il prossimo.

Da dove deriva il Kevinismo?

Il termine ‘Kevinismo’ pare abbia avuto origine in Germania ed è poi stato successivamente adottato da vari osservatori sociali. Si basa principalmente sull’idea che alcuni nomi, come Kevin, possano essere assegnati a bambini di famiglie socialmente svantaggiate. Il ‘Chantalismo’ rappresenta nella pratica il corrispettivo femminile di questo fenomeno. In italia questo effetto viene normalmente accentuato dallo spelling errato di questi nomi causato dalla pronuncia diversa dall’italiano, come per esempio Maicol, Sciantal, Sciaron e altri di questo tipo.

Gli studi sul Kevinismo rivelano un pregiudizio concreto

Uno studio dell’Università di Oldenburg ha evidenziato come certi nomi possano influenzare le aspettative e i giudizi degli insegnanti, portando a preconcetti sul comportamento e sulle capacità degli studenti. Nomi come Kevin o Chantal, in particolare, sono stati collegati a percezioni negative, che possono avere ripercussioni sull’approccio educativo e sullo sviluppo dei bambini.

In Germania, nomi come Kevin sono diventati quasi sinonimi di problemi comportamentali e difficoltà scolastiche, tanto da essere considerati un’autentica ‘diagnosi’ sociale. Tuttavia, non tutti i dati supportano questi stereotipi: ricerche più recenti suggeriscono che molti giovani con nomi stigmatizzati riescono comunque ad avere sufficiente successo accademico.

Il contesto sociale dei nomi

Questi pregiudizi sui nomi non sono un fenomeno nuovo e hanno colpito altri nomi nel corso della storia. Esperti di linguistica hanno condannato le “campagne diffamatorie” contro nomi come Kevin e Chantal, sottolineando la necessità di una maggiore apertura mentale e di evitare generalizzazioni dannose, anche perché è un dato di fatto che non tutti i Kevin hanno problemi di comportamento e non hanno disturbi dell’apprendimento.

Noi siamo con te.

Mentre scegliere il nome per il proprio figlio rimane un diritto personale e un’espressione di libertà, è vitale considerare l’impatto sociale che questa scelta può avere. Che sia un nome femminile, maschile o neutro, altresì essenziale insegnare ai nostri bambini il valore del rispetto e dell’inclusività, promuovendo un ambiente in cui ogni individuo sia valorizzato per le proprie qualità, al di là del proprio nome.

Noi di Genitore Informato ti seguiamo lungo tutto il viaggio della genitorialità, dal periodo fertile, al preparto fino alla vita con i bambini e siamo qui a supportarti con i nostri corsi, le nostre guide e con consulenze personalizzate. Lungo questo viaggio non sarete mai soli, noi siamo con voi.

Fonti

1. Hayn, Evelyn: You name it?! : Everyday discrimination through accustomed perception of personal names. HumboldtUniversität zu Berlin, 2016. DOI: https://doi.org/10.25595/1185.
2. Gebauer, J. E., Leary, M. R., & Neberich, W. (2012). Unfortunate First Names: Effects of Name-Based Relational Devaluation and Interpersonal Neglect. Social Psychological and Personality Science, 3(5), 590-596. https://doi.org/10.1177/1948550611431644

Dott.ssa Claudia Denti

Laureata in Scienze dell’Educazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica.
Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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