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Agosto 29, 2023

Quando si partorisce, i tessuti sono sottoposti a forti trazioni e allungamenti, per questo può capitare di avere lacerazioni parto anche durante un evento naturale e relativamente tranquillo. Vediamo insieme cosa fare se accadono e come provare ad evitarle, prevenendole.

Cosa sono le lacerazioni parto?

Durante il parto naturale, il corpo di una donna subisce molti cambiamenti, uno dei più impegnativi l’apertura del canale del parto per permettere al bambino di uscire. Questo processo, sebbene naturale, può causare delle lesioni, che sono appunto le lacerazioni naturali da parto.

Sono quindi strappi o ferite che si verificano nella vagina, nel perineo (la zona tra la vagina e l’ano), e talvolta nell’ano durante il parto. Queste lesioni, che possono variare da lievi a gravi, possono verificarsi a causa di vari fattori come il posizionamento del bambino, la dimensione del bambino, o l’uso di strumenti come forcipe o ventosa… oppure a causa di manovre come quella di Kristeller che purtroppo vengono ancora effettuate anche quando non necessarie.

Cosa fare per evitare lacerazioni durante il parto?

E’ possibile prevenire o almeno ridurre il rischio di lacerazioni parto attraverso vari metodi. Prima fra tutte, la preparazione del perineo durante la gravidanza con esercizi come il massaggio perineale, che può aumentare l’elasticità dei tessuti e facilitare il passaggio del bambino: di alcune di queste tecniche per preparare i tessuti, parliamo approfonditamente nel nostro Corso Preparto.

Inoltre, durante il parto, si possono usare posizioni che non gravano sul perineo, come quella a quattro zampe, che può aiutare a ridurre la pressione. Il personale sanitario può anche utilizzare tecniche di supporto del perineo durante la fase espulsiva per minimizzare la possibilità di lacerazioni.

lacerazioni parto

Quanti gradi di lacerazione parto?

Le lacerazioni da parto – diverse dalle ragadi vulvari – sono classificate in quattro gradi, a seconda della loro gravità:

  • Lacerazioni di primo grado: sono le più lievi e coinvolgono solo la pelle del perineo e della vagina.
  • Lacerazioni di secondo grado: coinvolgono la pelle e i muscoli del perineo e/o della vagina.
  • Lacerazioni di terzo grado: si estendono fino all’ano, coinvolgendo la pelle, i muscoli del perineo e dello sfintere anale.
  • Lacerazioni di quarto grado: sono le più gravi e coinvolgono la pelle, i muscoli del perineo, lo sfintere anale e il retto.

Per ogni livello di lacerazione, il personale sanitario ti consiglierà la migliore modalità per guarire il più in fretta possibile. In alcuni casi potrebbero essere necessari dei punti di sutura.

Quando cadono i punti dopo il parto naturale?

Come abbiamo detto, se si verificano lacerazioni durante il parto, potrebbe essere necessario ricorrere ai punti di sutura. I punti usati oggi sono generalmente riassorbibili e cadono da soli dopo qualche settimana. Il tempo preciso può variare a seconda del tipo di punto utilizzato e del grado della lacerazione, ma generalmente si aggira tra le 2 e le 6 settimane.

In ogni caso, il personale sanitario sarà in grado di spiegarti con precisione il tipo di convalescenza e quando e se ripresentarti per togliere i punti.

Quanto durano i dolori dei punti dopo il parto?

Il dolore conseguente alla sutura delle lacerazioni da parto può durare da qualche giorno a qualche settimana, a seconda del grado della lacerazione. Il dolore dovrebbe gradualmente diminuire con il passare del tempo, ma se persiste o peggiora, è importante consultare il medico.

Ci sono alcune lacerazioni che potrebbero causare anche problemi invalidanti, per questo è importante che le procedure mediche siano seguite alla perfezione per facilitare il processo di guarigione completa.

Dove tagliano per il parto naturale?

Durante il parto naturale, in alcuni casi, può essere eseguita un’incisione chirurgica chiamata episiotomia. Questa procedura, che dovrebbe essere effettuata solo quando assolutamente necessario, prevede un taglio nella zona del perineo per allargare il canale del parto. L’incisione può essere mediana, se effettuata verso l’ano, o mediolaterale, se effettuata lateralmente rispetto alla vagina.

Questa procedura è diventata controversa, perché è capitato che venisse effettuata senza il consenso della madre e senza una reale necessità, danneggiando i tessuti e rendendo poi la convalescenza inutilmente più lunga.

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Dott.ssa Claudia Denti

Laureata in Scienze dell’Educazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica.
Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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