Linfociti altissimi nei bambini: cosa devo fare?

di Severino Cirillo, Gennaio 20, 2025

Severino Cirillo, Laureato in Health Sciences, CEO di Genitore Informato

Quando il pediatra ci consegna gli esiti degli esami del sangue del nostro bambino, è naturale sentirsi in ansia vedendo dei valori fuori dalla norma.

Tra questi, i linfociti altissimi (linfocitosi) sono un riscontro relativamente comune nei più piccoli.

In questo articolo, spiegheremo con chiarezza cosa significa questo valore, quando preoccuparsi e quando invece si tratta di una situazione fisiologica.

Cosa sono i linfociti e quale è il loro ruolo

I linfociti sono cellule fondamentali del nostro sistema immunitario, veri e propri “soldati” che ci proteggono da virus, batteri e altri agenti patogeni.

Fanno parte della famiglia dei globuli bianchi e si dividono principalmente in tre tipologie:

  • linfociti T
  • linfociti B
  • cellule “Natural Killer”

Ognuno di questi tipi svolge un ruolo specifico nella difesa dell’organismo.

Nei bambini, i valori normali dei linfociti variano con l’età.

Un neonato ha naturalmente valori più alti rispetto a un bambino in età scolare, e questi a sua volta avrà valori superiori rispetto a un adulto.

Questa, ricordiamolo, è una caratteristica del tutto normale dello sviluppo del sistema immunitario.

Quali sono le cause dell’aumento dei linfociti?

L’aumento dei linfociti nel sangue può avere diverse cause, molte delle quali sono del tutto benigne e transitorie.

La causa più comune nei bambini è la risposta a un’infezione virale, come il comune raffreddore, l’influenza o altre malattie virali tipiche dell’infanzia.

In questi casi, l’aumento dei linfociti è un segno che il sistema immunitario sta funzionando correttamente per combattere l’infezione.

linfociti altissimi

Alcune delle cause più comuni di linfociti alti nei bambini includono:

  • Le infezioni virali comuni come raffreddore, influenza e mononucleosi sono spesso responsabili di un temporaneo aumento dei linfociti.
  • Alcune infezioni batteriche
  • La fase di recupero dopo una malattia può vedere ancora valori elevati per alcune settimane
  • Il periodo della dentizione nei più piccoli può comportare un lieve aumento dei linfociti, così come lo stress fisico o emotivo.
  • Anche le vaccinazioni possono causare un temporaneo innalzamento, segno che il sistema immunitario sta rispondendo correttamente allo stimolo vaccinale.

Quando preoccuparsi dei linfociti altissimi

Come genitori, è importante saper distinguere quando un valore alto dei linfociti richiede attenzione medica e quando invece rientra nella normalità.

Naturalmente i compiti medici spettano sempre al pediatra, ma “viaggiare” informati non può che fare bene… se si scelgono bene le fonti di informazione.

In generale, un aumento moderato e temporaneo dei linfociti, soprattutto se associato a sintomi lievi come raffreddore o influenza, non è motivo di preoccupazione.

Tuttavia, esistono alcune situazioni che meritano un’attenzione particolare.

Se l’aumento dei linfociti è considerevole (molto al di sopra dei valori di riferimento per l’età) o persiste per più di qualche settimana, è opportuno consultare il pediatra.

Anche la presenza di sintomi come:

richiede una valutazione medica abbastanza veloce.

I linfociti variano con l’età

È fondamentale comprendere che i valori di riferimento dei linfociti variano significativamente con l’età.

Questo è uno dei motivi per cui è sempre importante che gli esami vengano valutati da un pediatra, che saprà interpretarli correttamente in base all’età specifica del bambino.

Per esempio:

  • un neonato può avere valori di linfociti compresi tra 2.000 e 11.000 cellule per microlitro
  • in età scolare i valori normali si abbassano, oscillando tra 1.500 e 6.500 cellule per microlitro.

Questi range sono ovviamente indicativi e possono variare leggermente tra diversi laboratori.

Come viene effettuata la diagnosi

Se il pediatra dovesse riscontrare valori elevati di linfociti, il primo passo è sempre una accurata valutazione clinica del bambino.

Questa include la raccolta della storia clinica recente (eventuali malattie, vaccinazioni, sintomi), un esame obiettivo completo e, se necessario, ulteriori esami del sangue più specifici.

In alcuni casi, potrebbe essere necessario ripetere l’esame del sangue dopo alcune settimane per monitorare l’andamento dei valori.

Questo permette di verificare se l’aumento è temporaneo, come spesso accade, o se persiste nel tempo.

Cosa fare quando i linfociti sono alti

Se gli esami del sangue mostrano linfociti altissimi o anche solo alti, la prima cosa da fare è non farsi prendere dal panico.

Come abbiamo visto, nella maggior parte dei casi si tratta di una situazione transitoria e benigna.

Ecco alcuni consigli pratici:

Per prima cosa, è importante consultare il pediatra per una corretta interpretazione dei valori.

Solo un medico può valutare se l’aumento dei linfociti è significativo e se sono necessari ulteriori accertamenti.

Nel frattempo, è utile sostenere il sistema immunitario del bambino garantendo un’alimentazione equilibrata, ricca di frutta e verdura, un adeguato riposo notturno e una regolare attività fisica.

Questi fattori contribuiscono al buon funzionamento del sistema immunitario (normalmente non servono integratori, a meno che non ci siano specifiche mancanze).

Prevenzione e stile di vita

Sebbene non sia possibile prevenire tutte le cause di aumento dei linfociti, possiamo contribuire a mantenere forte il sistema immunitario dei nostri bambini attraverso alcune semplici, ma efficaci, abitudini quotidiane.

Come abbiamo detto, un’alimentazione varia ed equilibrata, ricca di frutta, verdura e proteine di qualità, fornisce i nutrienti necessari per un sistema immunitario efficiente.

Il sonno regolare e di qualità è altrettanto importante: durante il riposo, infatti, il sistema immunitario si rigenera e si rafforza.

L’attività fisica regolare, adatta all’età del bambino, contribuisce non solo al benessere generale ma anche al buon funzionamento del sistema immunitario.

Altrettanto importante è la gestione dello stress, che può influenzare negativamente le difese immunitarie.

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Fonti

Hamad H, Mangla A. Lymphocytosis. [Aggiornato 2023 Lug 17]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2025 Gen-. Disponibile qui: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK549819/

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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