Microbioma intestinale e comportamento: il legame gut-brain nei bambini

di Severino Cirillo, Ottobre 16, 2025

Severino Cirillo, Laureato in Health Sciences, CEO di Genitore Informato

Quante volte ti sei chiesto perché tuo figlio diventa particolarmente irritabile dopo aver mangiato certi alimenti?

O hai notato che nei periodi in cui ha problemi intestinali sembra anche più ansioso o lunatico?

Non è solo una tua impressione. La scienza sta piano piano scoprendo qualcosa di affascinante: il microbioma intestinale e il cervello dei nostri bambini sono in costante dialogo, e questo dialogo influenza molto più di quanto immaginiamo.

Parliamo di un argomento che solo negli ultimi anni sta ricevendo l’attenzione che merita: il microbioma intestinale e il suo impatto sul comportamento, l’umore e lo sviluppo cognitivo dei bambini.

Microbioma intestinale, è davvero il secondo cervello?

Forse hai già sentito definire l’intestino come “secondo cervello”.

Non è solo una metafora poetica, perché in realtà l’intestino contiene circa 500 milioni di neuroni – sì, neuroni, proprio come quelli del cervello – che formano quello che gli scienziati chiamano sistema nervoso enterico.

Questo sistema è in comunicazione continua con il cervello attraverso quello che viene definito asse intestino-cervello – Gut-brain in inglese.

Ma i veri protagonisti di questa storia sono miliardi di microorganismi – batteri, virus, funghi – che popolano l’intestino dei nostri bambini fin dalla nascita.

Questo ecosistema complesso, il microbioma, pesa circa 2 chilogrammi in un adulto e contiene più cellule batteriche di quante siano le cellule umane nel nostro intero corpo. È straordinario, se ci pensi.

Nei bambini, il microbioma è in fase di formazione e maturazione, ed è particolarmente sensibile agli influssi esterni. I primi tre anni di vita sono cruciali: è in questo periodo che si stabilisce la “comunità” di microorganismi che probabilmente accompagnerà tuo figlio per tutta la vita.

Si può intervenire anche da adulti, ma vediamo perché è importante un buon inizio.

microbioma intestinale

Come l’intestino “parla” al cervello

La comunicazione tra intestino e cervello avviene attraverso diverse vie.

La più diretta è il nervo vago, una sorta di autostrada informativa che collega i due organi. Ma ci sono anche altre strade: i batteri intestinali producono sostanze chimiche – neurotrasmettitori come serotonina, dopamina e GABA – che influenzano direttamente l’umore e il comportamento.

Per esempio, sapevi che circa il 90% della serotonina del corpo viene prodotta proprio nell’intestino? La serotonina è quel neurotrasmettitore che tutti associamo al benessere e alla felicità. Ecco perché uno squilibrio nel microbioma intestinale potrebbe avere ripercussioni dirette sull’umore di tuo figlio.

Ma c’è di più, in realtà. Il microbioma intestinale influenza anche il sistema immunitario, e a sua volta l’infiammazione sistemica può impattare sul cervello e sul comportamento. È un sistema interconnesso dove tutto si tiene, e dove un disequilibrio in un punto può creare onde in tutto l’organismo.

Cosa dicono le ricerche?

Gli studi degli ultimi anni stanno rivelando connessioni sempre più chiare.

Bambini con disturbi dell’umore, ansia o difficoltà di attenzione (o ADHD) mostrano spesso anche alterazioni nella composizione del loro microbioma intestinale rispetto ai coetanei.

Non stiamo ovviamente dicendo che il microbioma sia l’unica causa di questi problemi – sarebbe troppo semplicistico – ma che rappresenta un fattore importante che fino a poco tempo fa veniva completamente ignorato.

Ricerche recenti hanno mostrato, per esempio, che bambini con disturbi dello spettro autistico presentano frequentemente problemi gastrointestinali e un microbioma significativamente diverso rispetto ai bambini neurotipici e non neurodivergenti.

Ancora non sappiamo se questa differenza sia una causa, una conseguenza o un fattore che si autoalimenta, ma il legame c’è ed è solido.

Altri studi hanno evidenziato come bambini con maggiore diversità batterica intestinale tendano ad avere migliori capacità cognitive e minori problemi comportamentali. La diversità, in questo caso, è ricchezza: un microbioma vario e bilanciato sembra essere associato a un miglior sviluppo neuropsicologico.

Anche nel campo dell’ansia infantile le evidenze si stanno accumulando.

Alcuni ceppi batterici specifici sembrano avere un effetto “ansiolitico”, mentre altri potrebbero contribuire a stati di maggiore reattività allo stress. E qui arriviamo a un punto importante: possiamo fare qualcosa per influenzare positivamente questo equilibrio?

Cosa significa tutto questo nella pratica quotidiana

Parliamoci chiaro: non stiamo suggerendo che ogni capriccio o momento difficile di tuo figlio dipenda dal suo intestino.

I bambini sono complessi, e il loro comportamento è influenzato da moltissimi fattori – emotivi, relazionali, ambientali, il loro temperamento. Però, aggiungere la prospettiva del microbioma può aprire nuove strade per comprendere e supportare il benessere dei nostri figli.

Quindi, cosa possiamo fare concretamente?

L’alimentazione è la chiave principale

Un’alimentazione varia e ricca di fibre è fondamentale per nutrire i batteri “buoni”. Frutta, verdura, legumi, cereali integrali: questi alimenti contengono fibre che fungono da “cibo” per il microbioma. Non serve essere perfetti o rigidi, ma l’orientamento generale verso un’alimentazione ricca di vegetali fa la differenza.

I cibi fermentati meritano una menzione speciale:

  • yogurt naturale
  • kefir
  • crauti
  • miso

Contengono probiotici naturali che possono contribuire a popolare l’intestino con batteri benefici. Certo, non tutti i bambini li accettano facilmente – mio figlio guarda il kefir come se fosse veleno – ma vale la pena provarci con gradualità e senza forzature.

Gli antibiotici vanno usati solo quando servono

Sono farmaci straordinari e salvavita quando servono davvero, ma hanno un impatto significativo sul microbioma, eliminando indiscriminatamente batteri buoni e cattivi. Non si tratta di demonizzarli, ma di usarli solo quando veramente necessario, seguendo le indicazioni del pediatra, e non per ogni raffreddore o virus (non serve contro i virus!) di stagione.

Il contatto con la natura e lo “sporco buono” contano

Giocare all’aperto, toccare la terra, stare a contatto con animali (con le dovute precauzioni igieniche) espone i bambini a una varietà di microorganismi che arricchiscono il loro microbioma. L’eccesso di igienizzazione – disinfettare ogni superficie, evitare qualsiasi contatto con la natura – può impoverire questo ecosistema. Lasciamoli giocare nel fango, insomma.

Lo stress cronico influisce negativamente

Lo stress prolungato può alterare la composizione del microbioma intestinale, creando un circolo vizioso: lo stress altera l’intestino, l’intestino alterato influisce sull’umore e sulla capacità di gestire lo stress. Creare un ambiente emotivamente sicuro e supportivo per i nostri figli non è solo “buon senso educativo”, ma ha anche basi biologiche concrete.

E i probiotici? Servono davvero?

È la domanda che probabilmente ti stai facendo.

Gli scaffali delle farmacie sono pieni di integratori probiotici per bambini, con promesse allettanti. La verità è che la ricerca in questo campo è ancora in evoluzione. Alcuni ceppi specifici hanno mostrato benefici in situazioni particolari – per esempio nella prevenzione della diarrea associata ad antibiotici, o in alcuni disturbi funzionali intestinali.

Ma l’idea di dare un probiotico generico al bambino sano, senza indicazione specifica, non ha ancora solide basi scientifiche.

Il microbioma è un ecosistema complesso e personalizzato: quello che funziona per un bambino potrebbe non funzionare per un altro. Se pensi che tuo figlio possa beneficiarne, parlane con il pediatra, che potrà valutare la situazione specifica e, se necessario, indirizzarti verso prodotti con ceppi studiati e dosaggi appropriati.

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Fonti

1. Laue HE, Coker MO, Madan JC. The Developing Microbiome From Birth to 3 Years: The Gut-Brain Axis and Neurodevelopmental Outcomes. Front Pediatr. 2022 Mar 7;10:815885. doi: 10.3389/fped.2022.815885. PMID: 35321011; PMCID: PMC8936143.
2. Jena A, Montoya CA, Mullaney JA, Dilger RN, Young W, McNabb WC, Roy NC. Gut-Brain Axis in the Early Postnatal Years of Life: A Developmental Perspective. Front Integr Neurosci. 2020 Ago 5;14:44. doi: 10.3389/fnint.2020.00044. PMID: 32848651; PMCID: PMC7419604.

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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