Il morbillo è una malattia infettiva che, nonostante i progressi nella prevenzione, continua a rappresentare una minaccia significativa per la salute pubblica globale.
Comprendere la natura di questa patologia, le sue cause, i sintomi, le potenziali complicanze e le strategie di prevenzione è fondamentale per proteggere noi stessi e i nostri cari.
Esaminiamo in dettaglio perché è importante prestare attenzione al morbillo.
Cos’è il morbillo?
Il morbillo è una malattia infettiva esantematica acuta causata da un virus a RNA appartenente al genere Morbillivirus, della famiglia dei Paramyxoviridae.
È una patologia altamente contagiosa che colpisce esclusivamente l’uomo, non avendo altri ospiti naturali.
Prima dell’introduzione del vaccino negli anni ’60, il morbillo era responsabile di epidemie cicliche ogni due o tre anni, causando circa 2,6 milioni di morti all’anno a livello globale.
Grazie alle campagne di vaccinazione, l’incidenza del morbillo è diminuita significativamente in tutto il mondo.
Tuttavia, la malattia rimane una causa importante di morbilità e mortalità, specialmente nei paesi in via di sviluppo.
Nel 2022, si stima che il morbillo abbia causato la morte di 136.200 persone, principalmente bambini sotto i cinque anni.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha fissato obiettivi di eliminazione del morbillo in tutte le sue sei regioni.
Questo traguardo richiede livelli di immunità molto elevati nella popolazione. Ad oggi, solo la Regione delle Americhe ha raggiunto l’eliminazione nel 2016, ma purtroppo la trasmissione endemica è stata successivamente ristabilita.
A questo proposito, ci teniamo a citare un post del nostro pediatra di fiducia Giorgio Cuffaro.
“𝐂𝐚𝐬𝐢 𝐝𝐢 𝐦𝐨𝐫𝐛𝐢𝐥𝐥𝐨. 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚, 𝟐𝟎𝟐𝟓.
Nel 2025 sono stati segnalati in Italia 529 casi di morbillo, circa la metà dell’anno prima.
Di questi 529, circa la metà aveva età compresa tra 15 e 39 anni ma l’incidenza più elevata è stata registrata nella fascia 1-4 anni.
La vaccinazione contro il morbillo ha una efficacia del 95% dopo la prima dose (prevista poco dopo il primo anno di vita) e una seconda e ultima dose attorno ai 5-6 anni conferisce una protezione del 99% che dura per tutta la vita (calando molto poco nel tempo).
Non a caso del totale:
- 87,6 % non era vaccinato affatto;
- 8,4% aveva fatto una sola dose;
- 3,4% aveva completato il ciclo vaccinale.
Circa 1 su 3 (31,3%) ha riportato complicanze di cui la più frequente, come noto, è stata la polmonite, seguita dall’epatite.
4 casi hanno presentato encefalite: sebbene l’incidenza nota di questa grave complicanza sia di 1 caso su 1000 (come il decesso da morbillo), lo scorso anno in Italia i casi registrati sono stati circa 7 volte superiori.
Che dire?
Questo come tutti gli altri vaccini raccomandati in età pediatrica è sicuro ed efficace.
L’obbligatorietà è una scelta politica, la raccomandazione è frutto di evidenze scientifiche.
Tutti i vaccini obbligatori sono anche raccomandati, sebbene alcuni non obbligatori lo siano (es. antinfluenzale nella fascia 6 mesi-6 anni, anti-rotavirus).
Ai genitori diversamente vaccinanti: più che pretendere che un qualche medico si assuma la responsabilità per iscritto di eventuali reazioni avverse (il più delle volte immaginarie) firmando prestampati che vi ha fornito qualche luminare pretendete che, quello stesso luminare, vi sconsigli per iscritto le vaccinazioni pediatriche, assumendosi la responsabilità di eventuali danni da infezione (molto probabili) invece che da vaccino (quasi inesistenti) con data, timbro e firma.
Quando il medico vi prescrive qualunque farmaco, nessuno esente da potenziali effetti avversi, fate lo stesso?
Antibiotico, cortisone, anti-ipertensivi, gastroprotettori, ecc?”
Quali sono le cause del morbillo?
Il morbillo è causato da un virus altamente contagioso.
La sua trasmissibilità è eccezionalmente elevata, con un numero di riproduzione di base tra 12 e 18.
Ciò significa che in una popolazione completamente suscettibile, una persona infetta può contagiare da 12 a 18 altre persone.
In effetti, il 90% delle persone non immuni esposte a un individuo infetto contrae la malattia.
Il contagio avviene principalmente attraverso le secrezioni nasali e faringee e le goccioline respiratorie che si diffondono nell’aria quando una persona infetta tossisce o starnutisce.
Il virus del morbillo è notevolmente resistente nell’ambiente, rimanendo infettivo nell’aria e sulle superfici contaminate fino a due ore dopo l’emissione.
Nei paesi a clima temperato, il morbillo tende a presentare un picco di incidenza verso la fine dell’inverno e all’inizio della primavera.
Il periodo di contagiosità si estende da quattro giorni prima a quattro giorni dopo la comparsa dell’eruzione cutanea caratteristica, rendendo il controllo della diffusione particolarmente impegnativo.
Quali sono i sintomi del morbillo?
I sintomi del morbillo si manifestano dopo un periodo di incubazione che varia da 7 a 18 giorni, con una media di 10-12 giorni. L’evoluzione della malattia può essere suddivisa in diverse fasi:
- Fase prodromica: i primi sintomi sono simili a quelli di un raffreddore comune. Includono tosse, rinite (naso che cola) e congiuntivite. Si accompagnano a un malessere generale e febbre che aumenta progressivamente, potendo raggiungere i 39-40,5°C.
- Fase esantematica: dopo 2-4 giorni dall’inizio dei sintomi, compare l’eruzione cutanea caratteristica (esantema). Inizia sul viso e sul collo per poi diffondersi, nell’arco di 2-3 giorni, su tutto il resto del corpo. L’esantema persiste per 3-7 giorni e poi scompare seguendo l’ordine di insorgenza, talvolta terminando con una leggera desquamazione che può passare inosservata.
- Macchie di Koplik: un segno patognomonico del morbillo sono le macchie di Koplik, presenti nel 60-70% dei casi. Queste lesioni bianco-bluastre, leggermente rilevate, di 2-3 mm di diametro, compaiono sulla mucosa buccale, solitamente di fronte al primo molare. Appaiono generalmente un giorno prima dell’eruzione cutanea e persistono per 2-3 giorni.
Altri sintomi comuni includono fotofobia, mal di gola, cefalea, dolore addominale e una lieve linfoadenopatia generalizzata.
La febbre di solito persiste per 2-3 giorni dopo la comparsa dell’esantema, mentre la tosse può durare fino a 10 giorni.
È importante notare che in alcune persone, soprattutto quelle con immunità parziale preesistente, il morbillo può manifestarsi in forme più lievi, rendendo più difficile la diagnosi clinica.
Quali sono le complicanze del morbillo?
Sebbene la maggior parte delle persone guarisca dal morbillo entro 2-3 settimane, la malattia può avere un decorso grave e portare a complicanze serie, talvolta fatali. Le complicanze possono interessare fino al 30% dei casi, con percentuali ancora più elevate nei paesi in via di sviluppo.
I gruppi a maggior rischio di complicanze sono:
- Bambini sotto i 5 anni di età
- Adulti di età superiore a 20 anni
- Donne in gravidanza
- Persone con deficit immunitario
Le complicanze più gravi includono:
- Polmonite: può complicare l’1-6% dei casi ed è una delle principali cause di morte associata al morbillo.
- Encefalite acuta: si verifica in circa lo 0,1% dei casi (1 su 1000) e può portare a danni neurologici permanenti nel 20-30% dei casi complicati.
- Panencefalite subacuta sclerosante (PESS): Una rara ma grave complicanza a lungo termine che si manifesta in media 7 anni dopo l’infezione primaria. La PESS è una malattia degenerativa del sistema nervoso centrale caratterizzata da un deterioramento delle facoltà mentali e convulsioni. Si verifica con una frequenza di 4-11 casi per 100.000 casi di morbillo, con un’incidenza maggiore (18/100.000) quando l’infezione primaria è stata acquisita prima dei 5 anni di età.
Altre complicanze includono otite media, laringotracheobronchite, diarrea, disidratazione, cheratite, trombocitopenia e convulsioni febbrili. Nei paesi in via di sviluppo, il morbillo associato a carenza di vitamina A è una delle principali cause di cecità acquisita nei bambini.
La letalità del morbillo varia significativamente tra i paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo. Nei paesi industrializzati, il tasso di mortalità è dello 0,05-0,1%, mentre nei paesi sottosviluppati può arrivare fino al 6% dei casi.

Ci sono cure?
Attualmente non esiste un trattamento antivirale specifico per il morbillo. La terapia è principalmente di supporto e mira ad alleviare i sintomi e prevenire le complicanze. Le misure terapeutiche generalmente includono:
- Gestione della febbre e del dolore: si utilizzano farmaci come paracetamolo o ibuprofene per ridurre la febbre e alleviare il malessere.
- Idratazione: è fondamentale garantire un’adeguata assunzione di liquidi per prevenire la disidratazione, soprattutto in presenza di febbre alta.
- Riposo: Il riposo è importante per permettere al corpo di combattere l’infezione.
- Antibiotici: Possono essere prescritti in caso di complicanze batteriche secondarie, come polmonite o otite.
- Supplementazione di vitamina A: l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda la somministrazione di alte dosi di vitamina A per via orale nei bambini infetti, specialmente nei paesi in via di sviluppo. Questo intervento ha dimostrato di ridurre le complicanze, in particolare i problemi visivi e la cecità, nonché la mortalità. Tuttavia, in Italia e in altri paesi industrializzati, l’uso routinario della vitamina A nei pazienti con morbillo senza malnutrizione non è attualmente raccomandato per mancanza di dati a supporto.
In caso di complicanze gravi, come l’encefalite o la polmonite severa, può essere necessario il ricovero ospedaliero per un trattamento intensivo.
Come si previene il morbillo?
La prevenzione del morbillo si basa principalmente sulla vaccinazione, che rappresenta il metodo più efficace per controllare la diffusione della malattia.
Il vaccino contro il morbillo è disponibile da circa 60 anni ed è caratterizzato da elevata efficacia, basso costo e un eccellente profilo di sicurezza.
Il vaccino è un preparato vivo attenuato e viene generalmente somministrato in combinazione con i vaccini contro la rosolia e la parotite (vaccino MPR) o con l’aggiunta del vaccino contro la varicella.
In Italia, il calendario vaccinale prevede due dosi:
- Prima dose: somministrata a 12 mesi di vita
- Seconda dose: somministrata a 5 anni di età
Questa schedula vaccinale offre una protezione superiore al 90% dei vaccinati.
È importante notare che nei bambini sotto i 12 mesi di età, l’efficacia del vaccino può essere ridotta a causa della presenza di anticorpi materni.
Tuttavia, in situazioni particolari come le epidemie, il vaccino può essere somministrato a partire dai sei mesi di età.
Come per tutti i vaccini, ci sono alcune controindicazioni:
- Reazione allergica grave a una precedente dose o a uno dei componenti del vaccino
- Deficit immunitario (essendo un vaccino vivo attenuato)
- Gravidanza
È importante sottolineare che l’esposizione al morbillo non è una controindicazione alla vaccinazione.
Al contrario, il vaccino può essere efficace come profilassi post-esposizione se somministrato entro 72 ore dal contatto con un caso di morbillo.
Per i soggetti che non possono essere vaccinati (ad esempio, bambini sotto i 6 mesi, donne in gravidanza suscettibili e pazienti immunodepressi), è possibile utilizzare le immunoglobuline come profilassi post-esposizione fino al sesto giorno dopo il contatto.
La vaccinazione diffusa non solo protegge gli individui vaccinati, ma contribuisce anche all’immunità di comunità, proteggendo indirettamente coloro che non possono essere vaccinati.
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Fonti
1. Kondamudi NP, Waymack JR. Measles. [Aggiornato 2023 Ago 12]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2024 Gen-. Disponibile qui: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK448068/
2. https://www.iss.it/en/-/morbillo2025
