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Mutismo selettivo: come lo gestisco?

di Claudia Denti, Marzo 18, 2024

Il mutismo selettivo è un disturbo complesso che colpisce la comunicazione dei bambini, e talvolta anche degli adulti, in determinati contesti sociali. In questo articolo, esploreremo cosa può causare il mutismo selettivo, come si manifesta, come riconoscerlo, la sua durata e chi ne soffre maggiormente.

Come nasce il mutismo selettivo?

Il mutismo selettivo è un disturbo d’ansia che solitamente ha origine nell’infanzia. I bambini con questo disturbo sono in grado di parlare normalmente in situazioni in cui si sentono a proprio agio, come a casa con la famiglia, ma sono incapaci di farlo in altri contesti, come a scuola o in presenza di estranei.

Le cause esatte del mutismo selettivo non sono ancora del tutto chiare, ma gli esperti credono che una combinazione di fattori genetici, biologici e ambientali giochi un ruolo importante nella sua genesi. Alcuni bambini potrebbero essere più predisposti al disturbo a causa della loro costituzione genetica o di una particolare sensibilità all’ansia. Eventi traumatici o cambiamenti significativi nella vita di un bambino, come il trasferimento in una nuova scuola o la nascita di un fratellino, possono anche contribuire allo sviluppo del mutismo selettivo.

Quasi sempre è una situazione reversibile, quindi è importante chiedere aiuto prontamente appena si nota qualche segnale.

Come si comporta un bambino con mutismo selettivo?

Un bambino con mutismo selettivo si presenta spesso ritirato e silenzioso in situazioni sociali dove ci si aspetterebbe la comunicazione verbale. Nonostante ciò, può essere molto loquace in ambienti in cui si sente al sicuro. Nei contesti in cui il bambino è “muto”, può sembrare timido, ansioso o scontroso, a seconda delle circostanze e delle sue reazioni personali all’ansia che prova.

I segnali non verbali, come il linguaggio del corpo o le espressioni facciali, possono diventare il principale mezzo di comunicazione per un bambino con mutismo selettivo in ambienti meno familiari. Questo può portare a malintesi, frustrazione e ulteriore ansia, creando un circolo vizioso che potrebbe rinforzare questo problema del comportamento.

Come capire se si ha il mutismo selettivo?

Riconoscere il mutismo selettivo può essere difficile, poiché il comportamento del bambino può essere scambiato per timidezza estrema o semplice riluttanza a parlare. Tuttavia, ci sono alcuni indizi chiave che possono suggerire la presenza di questo disturbo. Se un bambino parla liberamente in alcuni ambienti ma rimane completamente silenzioso in altri, specialmente quando ci si aspetta che parli, potrebbe essere affetto da mutismo selettivo.

La consulenza di uno specialista, come uno psicologo infantile o un logopedista, è fondamentale per una diagnosi accurata. Un professionista sarà in grado di valutare il comportamento del bambino attraverso osservazioni e test specifici, distinguendo il mutismo selettivo da altri disturbi del linguaggio o dell’apprendimento.

Quanto può durare il mutismo selettivo?

La durata del mutismo selettivo varia da bambino a bambino. Alcuni superano rapidamente il disturbo con l’aiuto di un intervento precoce e il sostegno di familiari e insegnanti. In altri casi, il mutismo selettivo può persistere per anni, spesso aggravandosi senza un trattamento adeguato.

È essenziale un approccio terapeutico tempestivo e personalizzato per prevenire che il disturbo si radichi e impatti negativamente lo sviluppo sociale ed emotivo del bambino. Con il supporto appropriato, molti bambini con mutismo selettivo sono in grado di superare le loro difficoltà comunicative e di partecipare attivamente alla vita scolastica e sociale.

Chi soffre di mutismo selettivo?

Il mutismo selettivo si manifesta prevalentemente nei bambini, ma non è esclusivo dell’infanzia e può continuare nell’adolescenza e, meno frequentemente, nell’età adulta. Si stima che circa 1 bambino su 140 possa soffrire di mutismo selettivo, con una leggera prevalenza nel genere femminile.

I bambini che presentano altri disturbi d’ansia o che hanno familiari con problemi simili sono a maggior rischio di sviluppare il mutismo selettivo. Inoltre, bambini con particolari tratti di personalità, come perfezionismo e sensibilità, possono essere più inclini a sperimentare questo disturbo.

Perché un bambino si rifiuta di parlare?

È importante sottolineare che il mutismo selettivo non è una scelta consapevole. I bambini con questo disturbo non si “rifiutano” di parlare, ma piuttosto non sono in grado di farlo a causa dell’ansia eccessiva che provano, sono come bloccati. Questa ansia può essere così intensa che paralizza la capacità di parlare in certi contesti.

La paura del giudizio, la paura di commettere errori o di essere il centro dell’attenzione sono alcune delle preoccupazioni che possono innescare il mutismo selettivo. È cruciale che genitori, insegnanti e coetanei comprendano che il sostegno, la pazienza e le strategie di comunicazione adeguate sono fondamentali per aiutare il bambino a superare le sue difficoltà.

Noi siamo con te.

Noi di Genitore Informato ci impegniamo a fornirti risorse e consulenze specifiche per gestire i problemi della genitorialità e garantire che ogni bambino possa esprimere al meglio il suo potenziale. Siamo sempre al tuo fianco, non sarai mai solo.

Fonti

Muris P, Ollendick TH. Current Challenges in the Diagnosis and Management of Selective Mutism in Children. Psychol Res Behav Manag. 2021 Feb 16;14:159-167. doi: 10.2147/PRBM.S274538. PMID: 33623447; PMCID: PMC7896755.

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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