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Neuropsichiatria infantile: quando può servire?

di Chiara Fabbiano - Psicologa, Giugno 10, 2024

Hai mai sentito parlare di neuropsichiatria infantile

Anche solo pronunciare questo nome può fare un po’ paura.

Da genitore, sentirsi dire che il proprio bambino ha bisogno di un neuropsichiatra infantile può spaventare ma, andiamo a vedere insieme chi è e cosa fa esattamente questa figura. 

Il neuropsichiatra infantile è un medico specialista che si occupa di tutte le problematiche neurologiche e psichiatriche che emergono da 0 a 18 anni, quindi è un’importantissima figura di riferimento.

Infatti, dalla valutazione neuropsichiatrica infantile inizia l’iter diagnostico che porta sia ad una diagnosi precisa, sia alla definizione di un piano terapeutico di riabilitazione. 

Quando serve la neuropsichiatria infantile?

Il neuropsichiatra infantile ha una visione a 360° sullo sviluppo neuropsichico di bambini e ragazzi.

Queste competenze ad ampio spettro permettono al neuropsichiatra di valutare le difficoltà in modo globale e di comprendere quando si tratta di situazioni fisiologiche oppure di problematiche di tipo patologico.

In quali casi un bambino ha bisogno di un neuropsichiatra?

Quindi, quando è il caso di recarsi da un neuropsichiatra infantile?

Generalmente, quando pensi di essere di fronte ad una fatica del tuo bambino che lo pone nella condizione di non riuscire a fare una cosa che invece a quell’età dovrebbe saper fare. 

Ad esempio, ritardo nel linguaggio, nello sviluppo psico-motorio, nell’apprendimento, nell’attenzione o ancora quando si presentano dei comportamenti particolari che non reputi siano in linea con la sua età e il suo ambiente. 

A seconda delle esigenze del piccolo paziente, lo specialista collaborerà con un’equipe multidisciplinare, che include figure come educatori, psicologi, logopedisti, neuropsicomotricisti o tecnici di riabilitazione psichiatrica.

neuropsichiatria infantile

Quali sono le malattie neuropsichiatriche infantili?

Non sempre si parla di malattie. Il fatto che il tuo bimbo abbia bisogno di farsi seguire da un neuropsichiatra, non implica che sia malato ma semplicemente che abbia delle difficoltà. 

Le più comuni sono:

  • Disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), che si presenta con difficoltà nell’attenzione, iperattività e impulsività, che possono interferire con il funzionamento quotidiano e l’apprendimento.
  • Disturbi dello spettro autistico, che causano difficoltà nella comunicazione, nell’interazione sociale e nel comportamento e possono manifestarsi in una vasta gamma di sintomi e severità.
  • Disturbi dell’umore, che includono depressione e disturbo bipolare, caratterizzati da cambiamenti nell’umore, nell’energia e nei livelli di attività che possono avere un impatto sulla quotidianità.
  • Disturbi d’ansia, che comprendono ansia generalizzata, disturbo d’ansia sociale, disturbo da panico e fobie specifiche, che causano eccessiva preoccupazione, paura e disagio.
  • Disturbi del comportamento alimentare, come l’anoressia nervosa e la bulimia nervosa, che coinvolgono comportamenti alimentari disfunzionali e una preoccupazione eccessiva per il peso e la forma corporea.
  • Disturbi dell’apprendimento, come la dislessia, la disgrafia e la discalculia, che influenzano la capacità del bambino di leggere, scrivere e fare calcoli matematici.
  • Disturbi del sonno, come l’insonnia, l’apnea del sonno e i disturbi del ritmo circadiano, che possono influenzare la qualità e la durata del sonno del bambino.
  • Disturbi del controllo degli impulsi, come la ludopatia e altre forme di comportamento impulsivo che possono portare a problemi nella vita quotidiana e nelle relazioni.
  • Disturbi psicotici, come la schizofrenia infantile e altre patologie che possono causare allucinazioni, deliri e gravi disturbi del pensiero.

Ovviamente, questo elenco non è esaustivo ma può essere chiarificatore se hai dubbi in merito a cosa fare e a chi rivolgerti. 

Come capire se un bambino ha problemi psichici?

In neuropsichiatria infantile, esistono due grandi aree d’intervento: quella neurologica infantile e quella psichiatrica infantile. 

La parte neurologica comprende tutte quei disturbi legati al sistema nervoso (epilessia, disturbi del linguaggio, dell’apprendimento, del sonno etc), quella psichiatrica diversi disturbi psicologici e psichiatrici nell’età infantile e nell’adolescenza (disturbi della condotta, disturbi dell’umore, d’ansia e della regolazione emotiva). 

Per cui, se ti stai chiedendo come puoi, tu genitore, capire che ci sia qualcosa che non vada, il consiglio è di osservare il tuo bambino. E se hai il dubbio che possa essere in difficoltà (con il sonno, con l’alimentazione, con il linguaggio, con le emozioni), allora chiedi un consulto. 

Differenza tra neuropsichiatra e psicologo?

La prima differenza è di tipo professionale, per cui, lo psicologo è un professionista laureato in psicologia, mentre il neuropsichiatra è laureato in medicina. 

Fondamentale è anche l’approccio al paziente: lo psicologo lavora sulla riabilitazione del paziente considerando il suo sintomo come la risultante di tanti aspetti (psico-educativi, ambientali, sociali, oltre che individuali) mentre il neuropsichiatra lavora specificatamente sul sintomo, motivo per cui si avvale di un’equipe multidisciplinare. 

Come si svolge una valutazione neuropsichiatrica infantile?

L’obiettivo di una valutazione neuropsichiatrica infantile è verificare se sono presenti delle problematiche di tipo neurologico, psicologico o psichiatrico relative alla tappe dello sviluppo del bambino. 

Solitamente la prima visita si dedica all’anamnesi del piccolo, in cui si ricostruiscono insieme ai genitori le varie fasi dello sviluppo, per evidenziare eventuali criticità dal punto di vista linguistico, psicomotorio e relazionale. 

In sede di primo colloquio il professionista osserverà il bambino/ragazzo per comprendere come si relaziona con i genitori e con gli estranei, se e come gioca, come parla e come si comporta quando gli vengono proposte delle attività.

Per arrivare ad una diagnosi (o escluderla) il neuropsichiatra esegue un esame neurologico e una serie di test che variano in base all’età.

A volte lo specialista richiede degli esami diagnostici, come la TAC, l’elettroencefalogramma, la risonanza magnetica oppure una polisonnografia per evidenziare eventuali disturbi respiratori del sonno.

Una visita può non essere sufficiente per arrivare ad una valutazione neuropsichiatrica infantile. Se il quadro clinico risulta difficile da identificare, è possibile che siano necessari ulteriori incontri di valutazione.

Una volta concluso l’iter diagnostico, i genitori ricevono l’esito della valutazione neuropsichiatrica e, se necessario, la proposta di un trattamento terapeutico.

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Fonti

https://www.centromedicoriabilitativo.it/valutazione-neuropsichiatrica-infantile/
http://www.studioarcobalenolatina.it/psicoterapia/disturbi-dellumore-in-eta-evolutiva/

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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