Nomi vietati in Italia: quali sono?

di Severino Cirillo, Maggio 29, 2025

Severino Cirillo, Laureato in Health Sciences, CEO di Genitore Informato

La scelta del nome per un neonato è un momento importante e significativo per ogni genitore.

In Italia, come in altri paesi, esistono precise norme che regolamentano l’attribuzione dei nomi ai bambini.

Vediamo nel dettaglio se ci sono nomi vietati in Italia e quali sono le relative normative.

Le basi legali per i nomi vietati in Italia

La legislazione italiana in materia di nomi è regolata principalmente da due articoli, facenti parte della legge 396/2000, il 34 e 35.

  • Il primo stabilisce i limiti all’attribuzione del nome
  • il secondo definisce le caratteristiche che il nome deve avere

Queste disposizioni sono fondamentali per comprendere quali nomi sono permessi e quali invece sono vietati nel nostro Paese.

Divieti e limitazioni nella scelta del nome

1. Divieto di omonimia con familiari viventi

La legge italiana vieta espressamente di dare al bambino lo stesso nome del padre vivente, di un fratello o di una sorella viventi. Questa norma mira a evitare confusioni all’interno del nucleo familiare e a garantire l’unicità dell’identità di ciascun membro della famiglia.

2. Divieto di usare cognomi come nomi

Non è consentito utilizzare un cognome come nome per il bambino. Questa regola serve a mantenere una chiara distinzione tra nomi e cognomi, evitando possibili ambiguità nell’identificazione della persona.

3. Divieto di nomi ridicoli o vergognosi

La legge proibisce l’imposizione di nomi che possano essere considerati ridicoli o vergognosi.

Questa disposizione è finalizzata a proteggere il bambino da potenziali situazioni di imbarazzo o scherno che potrebbero derivare da un nome inappropriato.

4. Regole per i nomi stranieri

I nomi stranieri non sono tra i nomi vietati in Italia e possono essere attribuiti ai bambini con cittadinanza italiana, ma devono essere espressi utilizzando le lettere dell’alfabeto italiano.

Sono ammesse anche le lettere J, K, X, Y e W (come per esempio in Kevin) e, quando possibile, i segni diacritici propri della lingua di origine del nome.

Questa norma mira a facilitare la pronuncia e la scrittura del nome nel contesto italiano, pur mantenendo il rispetto per le tradizioni culturali di altre nazionalità.

5. Limitazioni per i bambini di genitori sconosciuti

Per i bambini di cui non si conoscono i genitori, la legge vieta l’imposizione di nomi o cognomi che possano far intendere l’origine naturale del bambino.

Inoltre, non è possibile attribuire cognomi di importanza storica o appartenenti a famiglie particolarmente conosciute nel luogo in cui viene redatto l’atto di nascita.

Questa disposizione mira a proteggere la privacy e l’identità del minore.

nomi vietati in italia

Caratteristiche che il nome deve avere

Ora vediamo, dopo aver parlato delle limitazioni, quali sono le caratteristiche affinché un nome non rientri tra i nomi vietati in Italia.

1. Corrispondenza al sesso del bambino

Il nome imposto al bambino deve corrispondere al suo sesso. Questa regola mira a evitare confusioni sull’identità di genere del bambino e a prevenire potenziali disagi futuri con nomi vietati in Italia.

2. Numero massimo di nomi

Il nome può essere costituito da un solo nome o da più nomi, anche separati, ma non superiori a tre. Questa limitazione serve a evitare nomi eccessivamente lunghi o complessi che potrebbero risultare poco pratici nella vita quotidiana.

3. Registrazione dei nomi multipli

Nel caso vengano imposti due o più nomi separati da virgola, negli estratti e nei certificati rilasciati dall’ufficiale dello stato civile e dall’ufficiale di anagrafe deve essere riportato solo il primo dei nomi. Questa norma semplifica la gestione amministrativa e burocratica dei nomi composti.

Procedura in caso di violazione delle norme

Se un genitore o un dichiarante intende dare al bambino un nome che viola le disposizioni di legge, l’ufficiale dello stato civile ha il dovere di avvertirlo del divieto.

Se il dichiarante persiste nella sua decisione, l’ufficiale dello stato civile procede comunque alla registrazione del nome, ma deve immediatamente informare il procuratore della Repubblica.

Quest’ultimo potrà quindi avviare un procedimento di rettificazione per modificare il nome in conformità con la legge.

Esempi di nomi vietati in Italia

Sulla base delle norme citate, possiamo fornire alcuni esempi di nomi che potrebbero essere considerati vietati o problematici in Italia:

  1. “Berlusconi” o “Maradona” come nome di battesimo (viola il divieto di usare cognomi come nomi)
  2. “Dannato” o “Grosso” (violano il divieto di nomi ridicoli o vergognosi)
  3. “Marco” per una bambina o “Elisa” per un bambino (violano la regola di corrispondenza al sesso)
  4. “Giovanni Paolo Luca Andrea” (viola il limite massimo di tre nomi)
  5. “Benito Mussolini” (cognomi di importanza storica)
  6. “X Æ A-12” (nome composto solo da lettere non tradizionalmente italiane)

È importante sottolineare che questi sono solo esempi ipotetici e che la valutazione finale sull’ammissibilità di un nome spetta all’ufficiale dello stato civile e, in caso di controversia, all’autorità giudiziaria.

L’importanza delle norme sui nomi in Italia

Le regole che disciplinano l’attribuzione dei nomi in Italia possono sembrare restrittive, ma hanno una ragion d’essere ben precisa. Queste norme mirano a:

  1. Proteggere il benessere psicologico del bambino, evitando nomi che potrebbero causare imbarazzo o disagio.
  2. Mantenere una certa uniformità e chiarezza nei registri anagrafici.
  3. Rispettare le tradizioni culturali italiane pur rimanendo aperti all’influenza di altre culture.
  4. Garantire che il nome sia funzionale e pratico nella vita quotidiana del bambino.
  5. Prevenire potenziali problemi di identità o confusione all’interno delle famiglie.

La scelta del nome per un bambino è un atto di grande responsabilità, anche se non sempre chi diventa genitore comprende cosa questo significhi.

Per questo, le norme italiane in materia di nomi vietati e regolamentazione dell’attribuzione dei nomi mirano a garantire che questa scelta venga fatta nel migliore interesse del minore.

È importante che i futuri genitori siano consapevoli di queste norme quando si apprestano a scegliere il nome per il loro bambino.

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Fonti

Legge 396/2000 art 34 e 35 –> https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2000/12/30/000G0442/sg

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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