Omeopatia: davvero vuoi rischiare?

di Severino Cirillo, Aprile 2, 2025

Severino Cirillo, Laureato in Health Sciences, CEO di Genitore Informato

In un’epoca in cui l’informazione medica è sempre più accessibile, molti genitori cercano approcci alternativi per curare i propri figli, spesso attratti da rimedi che promettono di essere “naturali” e “privi di effetti collaterali”.

Tra questi, l’omeopatia occupa un posto di rilievo, presentandosi come una medicina dolce e rispettosa dell’organismo.

Ma cosa dice realmente la scienza su questa pratica?

È davvero sicura ed efficace come viene spesso descritta, specialmente quando si tratta della salute dei nostri bambini?

Le origini dell’omeopatia e i suoi principi

L’omeopatia fu ideata alla fine del XVIII secolo dal medico tedesco Samuel Hahnemann, basandosi su due principi fondamentali: la legge dei simili (“similia similibus curantur”, ovvero “il simile cura il simile”) e il principio della diluizione infinitesimale.

Secondo questi principi, una sostanza che in grandi quantità provoca determinati sintomi in una persona sana, in dosi estremamente diluite può curare quegli stessi sintomi in una persona malata.

Il processo di preparazione dei rimedi omeopatici prevede diluizioni successive della sostanza originale, spesso a tal punto che, dal punto di vista chimico, non rimane più nemmeno una molecola della sostanza di partenza nel prodotto finale.

I sostenitori dell’omeopatia affermano che l’acqua conservi una “memoria” delle sostanze con cui è stata a contatto, e che questa “memoria” sia responsabile dell’effetto terapeutico.

omeopatia

L’omeopatia alla prova della scienza moderna

Dal punto di vista scientifico, i principi su cui si basa l’omeopatia presentano numerose criticità:

  1. Il problema della diluizione: le diluizioni utilizzate in omeopatia sono talmente elevate che, secondo le leggi della chimica, è matematicamente impossibile che anche solo una molecola della sostanza originale rimanga nel prodotto finale. Per esempio, una diluizione 30C (comune in omeopatia) equivale a diluire una goccia della sostanza originale in un volume d’acqua pari a 30 volte la dimensione della Terra.
  2. La memoria dell’acqua: l’idea che l’acqua possa conservare una “memoria” delle sostanze con cui è stata a contatto non trova riscontro nella fisica e nella chimica moderne.
  3. Contraddizione con le leggi fondamentali della fisica: se l’omeopatia funzionasse come dichiarato, contraddirebbe alcune leggi fondamentali della fisica, come il principio di conservazione dell’energia e la seconda legge della termodinamica.
  4. Mancanza di evidenze scientifiche: numerosi studi clinici rigorosi, revisioni sistematiche e meta-analisi non hanno dimostrato che i rimedi omeopatici siano più efficaci di un placebo per qualsiasi condizione medica. Le revisioni più autorevoli, come quella pubblicata dalla prestigiosa rivista The Lancet nel 2005 e quella del National Health and Medical Research Council australiano nel 2015, hanno concluso che non esistono condizioni per le quali ci siano evidenze affidabili che l’omeopatia sia efficace.

L’effetto placebo e la percezione di efficacia

Se l’omeopatia non funziona oltre l’effetto placebo, perché così tante persone riferiscono benefici dopo aver assunto rimedi omeopatici? Queste possono essere alcune delle spiegazioni del perché succede:

  1. L‘effetto placebo: come il suo opposto, l’effetto nocebo, si tratta di un fenomeno reale e potente in cui la convinzione di ricevere un trattamento efficace può produrre miglioramenti nei sintomi. L’effetto placebo è particolarmente forte per condizioni soggettive come il dolore, l’ansia e la fatica.
  2. La regressione verso la media (concetto statistico): molte condizioni mediche fluttuano naturalmente nel tempo, migliorando spontaneamente. Quando si assume un rimedio durante una fase acuta, il miglioramento che segue può essere erroneamente attribuito al rimedio o alla medicina.
  3. La guarigione naturale: molte malattie, specialmente quelle acute come raffreddori e influenze, si risolvono spontaneamente con il tempo, indipendentemente dal trattamento.
  4. L’attenzione e l’ascolto: i consulti omeopatici -perlomeno quelli reali- sono spesso lunghi e dettagliati, con il terapeuta che dedica molto tempo ad ascoltare il paziente. Questo aspetto umano della cura può avere effetti positivi sul benessere psicologico, indipendentemente dall’efficacia del rimedio prescritto.

I rischi concreti dell’omeopatia, soprattutto per i bambini

Sebbene i prodotti omeopatici in sé siano generalmente considerati sicuri (principalmente perché non contengono principi attivi, sono tendenzialmente acqua, al massimo zuccherata), il loro utilizzo può comportare rischi significativi, soprattutto quando sostituiscono trattamenti convenzionali efficaci.

Il rischio più grave è che le persone ritardino o rifiutino trattamenti medici di provata efficacia a favore di rimedi omeopatici inefficaci. Questo può trasformare condizioni inizialmente curabili in emergenze mediche, con conseguenze potenzialmente fatali.

I bambini sono particolarmente vulnerabili quando si tratta di malattie infettive, condizioni croniche come l’asma o il diabete, o emergenze mediche. La decisione di trattare un bambino esclusivamente con l’omeopatia può mettere a serio rischio la sua salute e, nei casi più gravi, la sua vita.

Ci sono anche costi e problemi di sicurezza

Sebbene i rimedi omeopatici siano teoricamente privi di principi attivi, sono stati segnalati casi di contaminazione o di preparazioni non conformi. Nel 2017, la FDA americana ha emesso un avviso su alcuni prodotti omeopatici per la dentizione infantile che contenevano belladonna in quantità superiori a quelle dichiarate, collegati alla morte di 10 bambini.

I rimedi omeopatici -non a caso- rappresentano un mercato globale di miliardi di euro. Questi soldi vengono spesi per prodotti che, secondo le migliori evidenze scientifiche, non sono più efficaci di un placebo, rappresentando un significativo spreco di risorse che potrebbero essere meglio impiegate.

Sì, anche per migliori cure e prevenzione.

Casi emblematici: quando l’omeopatia sostituisce la medicina

Negli anni sono stati documentati numerosi casi tragici in cui la scelta di affidarsi esclusivamente all’omeopatia ha avuto conseguenze drammatiche:

  • In Italia, nel 2017, un bambino di 7 anni è morto a causa di un’otite bilaterale trattata solo con rimedi omeopatici, invece che con antibiotici che avrebbero facilmente risolto l’infezione.
  • In Australia, nel 2009, una bambina di 9 mesi è morta di sepsi dopo che i genitori hanno rifiutato la terapia antibiotica a favore di trattamenti omeopatici per un’infezione.

Questi casi, purtroppo non isolati, evidenziano come la scelta di sostituire trattamenti medici di provata efficacia con l’omeopatia possa avere conseguenze tragiche, specialmente quando si tratta di malattie gravi o potenzialmente letali.

L’importanza di un approccio critico e basato sulle evidenze

Come genitori, è naturale voler offrire ai propri figli il meglio in termini di cura e protezione. In un’epoca di informazioni contrastanti e spesso confuse sulla salute, è fondamentale sviluppare un approccio critico e basato sulle evidenze.

La prima cosa è affidarsi a informazioni provenienti da fonti autorevoli come società scientifiche riconosciute, istituzioni sanitarie pubbliche e pubblicazioni peer-reviewed.

Di fronte a qualsiasi affermazione sulla salute, meglio chiedersi: “Quali prove sostengono questa affermazione?”, “Queste prove sono di buona qualità?”, “Ci sono studi indipendenti che confermano questi risultati?”.

Instaurare un dialogo aperto e onesto con il pediatra o il medico di famiglia, discutendo apertamente di eventuali interesse verso terapie alternative.

Infine, valutare attentamente il rapporto rischi-benefici di qualsiasi approccio terapeutico, considerando non solo i potenziali rischi diretti, ma anche quelli derivanti dalla rinuncia a trattamenti di provata efficacia.

Noi siamo con te.

Noi di Genitore Informato siamo al vostro fianco in questo percorso verso una genitorialità consapevole e basata sulle evidenze.

Attraverso i nostri percorsi formativi, il nostro libro “Impara a dire No” e le nostre consulenze personalizzate, vi forniamo gli strumenti necessari per navigare il complesso mondo dell’informazione genitoriale e prendere le migliori decisioni per la salute e il benessere dei vostri figli.

Fonti

Are the clinical effects of homoeopathy placebo effects? Comparative study of placebo-controlled trials of homoeopathy and allopathy
Shang, Aijing et al.

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

{"email":"Email address invalid","url":"Website address invalid","required":"Required field missing"}