L’osteoporosi gravidica (e quella in allattamento) nota anche come PLO (Pregnancy and Lactation-associated Osteoporosis), è una condizione rara, ma potenzialmente seria che colpisce alcune donne durante gli ultimi mesi di gravidanza o nei primi mesi dopo il parto.
Sebbene non sia comune, la sua diagnosi precoce e il trattamento appropriato sono cruciali per prevenire complicazioni a lungo termine.
Cos’è l’osteoporosi gravidica?
L’osteoporosi gravidica è caratterizzata da una significativa perdita di massa ossea e fratture da fragilità, spesso a livello della colonna vertebrale o, meno frequentemente, dell’anca.
Questa condizione si manifesta tipicamente nel periodo che va dagli ultimi mesi di gravidanza ai primi mesi di allattamento.
La prima descrizione di questa sindrome risale al 1955, anche se osservazioni preliminari erano state fatte già nel 1948.
Nonostante sia considerata una patologia rara, con un’incidenza stimata di soli 0,4 casi per 100.000 donne, è probabile che molti casi non vengano diagnosticati o riportati, rendendo difficile stabilire la vera prevalenza della condizione.
Cause e meccanismi dell’osteoporosi gravidica
Durante la gravidanza, il corpo della madre deve soddisfare le crescenti esigenze di calcio del feto in sviluppo.
Nel terzo trimestre, quando la crescita dello scheletro fetale è più rapida, il fabbisogno di calcio aumenta notevolmente, richiedendo un trasferimento di circa 200-250 mg di calcio al giorno dalla madre al feto.
Mentre una certa perdita di massa ossea può essere considerata fisiologica durante la gravidanza, i meccanismi esatti che portano all’osteoporosi gravidica non sono ancora completamente compresi.
Tuttavia, recenti studi hanno suggerito un possibile ruolo dello stress ossidativo:
- Accumulo di ROS (Reactive Oxygen Species): alcune ricerche indicano che l’accumulo di specie reattive dell’ossigeno durante il terzo trimestre potrebbe essere coinvolto nello sviluppo dell’osteoporosi gravidica.
- Alterazioni del reticolo endoplasmatico: I ROS potrebbero causare alterazioni negli osteoblasti, le cellule responsabili della formazione ossea.
- Squilibrio tra ossidanti e antiossidanti: un deficit nell’attività antiossidante della placenta potrebbe contribuire allo sviluppo della condizione.

Sintomi e diagnosi
I sintomi dell’osteoporosi gravidica possono includere:
- Dolore acuto alla schiena o all’anca
- Dolore cronico alla schiena che peggiora nel tempo
- Difficoltà nei movimenti e nella deambulazione
Purtroppo, la diagnosi di osteoporosi gravidica è spesso ritardata, con un tempo medio di 5-6 mesi dall’insorgenza dei sintomi. Questo ritardo può portare a ulteriori fratture e complicazioni. La diagnosi si basa su:
- Esami di imaging: radiografie e risonanza magnetica possono rivelare fratture vertebrali o altre anomalie ossee.
- Densitometria ossea (MOC DEXA): Misura la densità minerale ossea.
- Esami del sangue: possono escludere altre cause di fragilità ossea.
L’importanza della diagnosi precoce
Una diagnosi tempestiva dell’osteoporosi gravidica è fondamentale per diverse ragioni
Per prima cosa serve a prevenire fratture a cascata: c’è una correlazione significativa tra il numero di fratture al momento della diagnosi e il rischio di ulteriori fratture.
Inoltre, avere un trattamento precoce può aiutare a controllare il dolore e prevenire ulteriori perdite di massa ossea, limitando il periodo di inabilità temporanea.
Trattamento dell’osteoporosi gravidica
Il trattamento dell’osteoporosi gravidica può variare a seconda della gravità della condizione e delle preferenze della paziente. Alcune opzioni includono:
- Terapia farmacologica: bifosfonati, teriparatide o denosumab possono essere considerati, ma il loro uso durante l’allattamento deve essere attentamente valutato.
- Terapie conservative con stimolazione biofisica e integratori.
- Gestione del dolore con analgesici e tecniche di fisioterapia che possono aiutare a migliorare la mobilità.
- Modifiche dello stile di vita, con l’inserimento di esercizi a basso impatto, una dieta ricca di calcio e vitamina D, e l’interruzione di abitudini dannose come il fumo possono supportare la salute ossea.
Prevenzione e consapevolezza
Mentre non è possibile prevenire completamente l’osteoporosi gravidica, alcune strategie possono aiutare a ridurre il rischio e migliorare la salute ossea durante la gravidanza e l’allattamento:
- Adeguato apporto di calcio e vitamina D
- Esercizio regolare
- Monitoraggio della salute ossea
Sarebbe anche utile aiutare i ginecologi con informazioni sempre aggiornate, per aiutarli a diagnosticare in anticipo situazioni a rischio per permettere una sorta di prevenzione attiva.
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Fonti
Jun Jie Z, Ai G, Baojun W, Liang Z. Intertrochanteric fracture in pregnancy- and lactation-associated osteoporosis. J Int Med Res. 2020 Feb;48(2):300060519858013. doi: 10.1177/0300060519858013. Epub 2019 Jul 1. PMID: 31256731; PMCID: PMC7581985.
