Papà in sala parto: non farti trovare impreparato!

di Severino Cirillo, Maggio 23, 2025

Severino Cirillo, Laureato in Health Sciences, CEO di Genitore Informato

Se stai leggendo questo articolo, sei probabilmente un futuro papà in sala parto. La tua partner è incinta e tu ti stai chiedendo se essere presente in sala parto sia davvero una buona idea.

Spoiler: sì, lo è. Ma solo se sai cosa aspettarti.

Non ti mentiremo dicendoti che sarà tutto rose e fiori.

Il parto è un’esperienza intensa, cruda, meravigliosa e terrificante allo stesso tempo. Ma con la giusta preparazione, può diventare uno dei momenti più belli e significativi della tua vita.

In questo articolo completo ti spiegheremo tutto quello che nessuno ti dice sui papà in sala parto: dalle procedure mediche che vedrai, a come supportare davvero la tua partner, fino agli errori più comuni da evitare assolutamente.

Cosa aspettarti realmente in sala parto

La Realtà del Travaglio

Dimenticati le scene romantiche dei film. Il travaglio vero è:

  • Lungo: può durare dalle 8 alle 20 ore (o più) per il primo figlio. Preparati mentalmente a una maratona, non a uno sprint: sarai tu un pilastro per la mamma che dovrà partorire e servirà tutta la tua forza.
  • Intenso: vedrai la tua partner soffrire in un modo che non hai mai visto prima. È normale sentirsi impotenti. È normale avere paura.
  • Imprevedibile: i piani possono cambiare in qualsiasi momento. Parto naturale che diventa cesareo, epidurale che non funziona, complicazioni impreviste.

Quello che vedrai (preparati psicologicamente)

  • Sangue: più di quanto immagini. È normale, ma può impressionare
  • Liquidi corporei: amniotico, sangue, sudore, a volte vomito
  • Suoni: gemiti, urla, il rumore delle macchine mediche
  • Odori: l’ospedale ha un odore particolare che rimarrà impresso

Non vergognarti se ti senti svenire. Capita più o meno al 15% dei papà. Gli infermieri sono abituati e non ti giudicheranno (se fanno bene il loro mestiere: questo non sempre è la realtà e dovresti prepararti a dovere anche per evitare la violenza ostetrica)

papà in sala parto

Come prepararti psicologicamente (La parte che nessuno ti dice)

Gestire le Tue Emozioni

Come ti abbiamo detto: è normale aver paura. Per la tua partner, per il bambino, per te stesso come futuro padre. Riconoscila, non nasconderla. Anche perché il parto è un momento molto pericoloso: si rischia la vita tutte le volte, anche se i rischi sono relativamente bassi (molto più alti per il parto in casa)

Sarai anche molto eccitato, stai per incontrare tuo figlio! È lecito essere emozionato, anche nei momenti più difficili. Potresti anche piangere, lascia che avvenga liberamente.

Potresti anche sentirti impotente: non potrai “aggiustare” il dolore della tua partner. Il tuo ruolo non è risolvere, ma essere presente e aiutare in quello che lei non può fare materialmente ed emozionalmente.

Come gestire lo stress?

Ci sono tecniche base che possono aiutarti moltissimo nei momenti più concitati: prima le impari, meglio sarà.

  1. Respirazione controllata: se lei fa gli esercizi di respirazione in preparazione al parto, imparali anche tu. Mi raccomando: molto prima del parto.
  2. Visualizzazione positiva: immagina il momento in cui prenderai in braccio tuo figlio e immaginalo senza problemi
  3. Piano B mentale: preparati all’idea che le cose potrebbero non andare come pianificato. Immagina diversi casi e diversi imprevisti e prepara un piano sommario su quello che farai e farete e sulle decisioni che prenderete. Sarà molto più difficile se siete impreparati.

Cosa devo portare in ospedale?

Ovviamente ci saranno cose che devi portare per te, e per la tua partner.

Per te, direi che la cosa migliore è avere uno zaino che contenga almeno queste cose:

  • Cambio completo (2-3 magliette, biancheria)
  • Spazzolino e dentifricio
  • Deodorante (sarai lì per ore, lei se ne accorgerà)
  • Caricabatterie del telefono (batteria di riserva se possibile)
  • Snack energetici (barrette, frutta secca)
  • Bottiglia d’acqua
  • Soldi contanti – preferibilmente monete che puoi iniziare a risparmiare già nei mesi precedenti – per distributori automatici
  • Ciabatte comode (potresti stare in piedi per ore)

Per lei (se non avete già preparato la valigia del parto)

Ovviamente la cosa migliore è che abbiate preparato la valigia almeno un paio di settimane prima del termine, ma se doveste esservi dimenticati o se dovesse mancare qualcosa, puoi aggiungere al tuo zaino:

  • Una vestaglia comoda
  • Ciabatte antiscivolo
  • Elastici per capelli, se ha i capelli lunghi
  • Burro cacao per l’aria secca dell’ospedale
  • Snack preferiti per dopo il parto (sì, anche sushi e prosciutto se le piacciono)

Per il neonato

  • Tutina da dimissione (taglia 0-1 mese e 1-3 mesi)
  • Copertina leggera
  • Cappellino
  • Ovetto per l’auto (controllato e installato in anticipo)

Mi raccomando, dai un’occhiata anche a tutti i documenti che potrebbero servirvi con anticipo. E porta qualcosa per fare foto e video.

Come supportare davvero la tua partner durante il travaglio?

Il primo momento saranno le contrazioni, dilatate nel tempo, quando non è ancora il momento di andare in ospedale.

Cosa succede: Contrazioni irregolari, lei è ancora abbastanza lucida Il tuo ruolo:

  • Cronometra le contrazioni, così da capire più o meno quanto manca per andare in ospedale
  • Preparare la borsa ospedale insieme (meglio se era già pronta)
  • Mantieni l’atmosfera rilassata (film, musica, chiacchiere, coccole)
  • Non dire: “Sei sicura che sono contrazioni vere?”

Fase attiva

In questa fase cominciano le contrazioni regolari ogni 3-5 minuti, lei è concentrata, e il tuo ruolo sarà di sostegno fisico, con massaggi alla schienae impacchi caldi/freddi. Inoltre, dovrai essere il suo sostegno emotivo: ricordale che sta andando benissimo e che sei orgoglioso di lei.

Dovrai aiutarla a comunicare con il personale medico, specialmente nei momenti in cui fatica a parlare.

Cerca di evitare troppa ironia, specialmente se lei è in grande sofferenza e non la sopporta. Se invece riesce a sopportarla, è un’ottima arma contro il dolore.

Fase espulsiva

Cosa succede: Questo è il momento clou: vedrai spinte, molta intensità, contatto costante con le ostetriche che possono anche comunicare con grande fermezza, la nascita è imminente. In questo momento, potrai essere presente con:

  • Incoraggiamento costante: “Ci siamo quasi”, “Lo vedo!”
  • A servizio delle istruzioni: se ti chiedono di sostenere una gamba o la sua schiena, fallo
  • Preparati emotivamente: sta per nascere tuo figlio
  • Documentazione del momento: Se lei è d’accordo, scatta foto/video (ma prima chiedi!)

I medici potrebbero chiederti, mentre lei si riposa dopo il taglio del cordone e in attesa dell’espulsione della placenta, di seguirli in un’altra stanza, dove con un tubicino estrarranno il liquido dai polmoni del bambino.

Segui le istruzioni e preparati anche ad altre scene che potrebbero essere un po’ forti.

Papà in sala parto: primo contatto con il figlio

Il bambino potrebbe non piangere subito (è normale fino a 1-2 minuti). Potrebbe essere:

  • Bluastro (diventerà rosa rapidamente)
  • Coperto di sostanza biancastra protettiva
  • Più piccolo (e strano) di quanto immaginavi

Se ti propongono di tagliare il cordone e te la senti, non aver paura a dire dì sì. È un momento simbolico potentissimo. Non fa male al bambino e ti farà sentire parte attiva della nascita.

Come si fa? L’ostetrica ti indicherà dove tagliare (tra due morsetti). È più duro di quanto sembri, più o meno come tagliare un tubo di gomma spesso.

Se avete deciso di conservarlo, potresti non avere il tempo e il permesso di tagliarlo.

Contatto pelle a pelle.

Dopo i primi controlli medici, ti potrebbero proporre di tenere il bambino pelle a pelle mentre si occupano della mamma. Accetta senza esitare. Favorisce il legame e la regolazione termica del neonato.

Errori da evitare assolutamente

Certamente il parto è un momento incredibile, ma c’è anche in ballo la privacy della tua famiglia e dei membri dell’ospedale. È importante rispettare la sacralità di quel momento, per cui durante il travaglio evita alcuni di questi comportamenti:

  • ❌ “Calmati” – Mai dire questo a una donna che partorisce
  • ❌ Postare sui social in tempo reale – Concentrati sul momento e rispetta la tua partner
  • ❌ Paragonare l’evento ad altri parti – Ogni esperienza è unica
  • ❌ Svenire – se ti senti male, siediti e chiama un’infermiera in leggero anticipo
  • ❌ Discutere con lo staff medico – non è il momento per fare l’avvocato, a meno che non ci siano dei comportamenti scorretti e palesemente irrispettosi: può succedere, ma devi saperlo precisamente prima. Dopotutto, non sei tu il medico incaricato, ma arriva informato, perché i medici sono umani e possono sbagliare.
  • ❌ Chiamare subito tutti – Prima chiedi alla tua partner se è pronta a incontrare qualcuno, ma idealmente meglio aspettare un po’ di ore o, ancora meglio qualche giorno
  • ❌ Bere alcolici per festeggiare, specialmente se devi guidare per tornare a casa
  • ❌ Confrontare il bambino con altri – “È piccolo”, “Ha i tuoi occhi” va bene, “Non assomiglia a…” no. Goditelo e basta.
  • ❌ Dimenticare la mamma – il bambino è nuovo, ma lei ha appena fatto un miracolo e sarà ancora stanca e indolenzita. Potrebbe avere ancora bisogno di te.

Le procedure mediche a cui potresti assistere

Ci sono alcune procedure che possono fare molta impressione: cerca di arrivare preparato.

Monitoraggi

Vedrai fasce intorno alla pancia che registrano ilbattito cardiaco del bambino e le contrazioni. Possono essere impressionanti, ma controllano che il bambino stia bene durante il travaglio.

Epidurale

L’epidurale è un’anestesia (o un analgesico) che riduce il dolore delle contrazioni. Per prima cosa ricordate che è un diritto, ma che dovete sapere prima del parto quali sono le procedure dell’ospedale. Potresti essere importante per supportare la partner mentre le viene fatta la puntura.

Episiotomia

Questo è un piccolo taglio per facilitare l’uscita del bambino. Va fatta SOLO SE NECESSARIO, ma in molti ospedali è routine. Inoltre, dev’essere informata in anticipo la tua partner e deve accettarlo lei, non può esserle fatta e basta. Non guardare se sei impressionabile, concentrati sul viso della tua partner e assicurati che lei abbia capito che le verrà fatta e che accetti.

Cesareo d’urgenza

Può succedere per sofferenza fetale, problemi di progressione del travaglio o problemi nell’induzione del parto. Cosa cambia: cambia che sarai fuori sala operatoria durante l’intervento. In questo caso, cerca di rimanere calmo e rassicurare la tua partner e poi, attendi con pazienza che il parto sia avvenuto, restando in zona.

Dopo il parto: ora sei un padre.

Probabilmente ti sentirai surreale per le prime ore. Pensare cose come: “È davvero mio figlio?” è normale. Il bonding per i papà può richiedere più tempo rispetto alle mamme.

Sarai esausto, ma probabilmente troppo adrenalinico per dormire. Anche questo è normale. Cerca comunque di riposare quando puoi.

Prima chiedi alla tua partner se è pronta per ricevere visite/chiamate. Potrebbe voler stare tranquilla le prime ore, rispetta le sue volontà. Non c’è fretta di avere persone intorno che, peraltro, possono mettere in pericolo la salute nel neonato.

Ci sarà qualche procedura da fare per registrare la nascita del bambino e dovrete scegliere il suo cognome: mantieni tu il controllo se la madre ha ancora bisogno di riposo.

Consigli pratici per i giorni successivi

Metti dei limiti alle visite. La mamma sarà stanca e il bambino ha bisogno di tranquillità. Visite di 30 minuti max, non tutte insieme. Nessuno dovrebbe toccare il bambino e idealmente queste visite sarebbe meglio farle all’aria aperta per non rischiare infezioni che sembrano innocue ma non lo sono.

Anche un raffreddore o un’influenza sono minacce gravi all’incolumità del piccolo, meglio evitare.

Cerca di gestire tu telefonate, messaggi, annunci e di aver organizzato per tempo la casa per il rientro con il bambino.

Compra in anticipo tutto quello che può servire, come pannolini, salviette, etc.

Non dimenticare di mangiare, bere acqua e fare una doccia. Essere un papà efficiente richiede che tu stia bene.

Noi siamo con te.

Essere presente alla nascita di tuo figlio non è solo un diritto, è un privilegio. Sì, sarà intenso.

Noi ti supportiamo con il nostro corso preparto, le nostre guide, i corsi, il nostro libro Impara a dire No e con consulenze personalizzate.

Ricorda, noi siamo con te.

Posso uscire dalla sala parto se mi sento male?

Sì, assolutamente. Nessuno ti giudicherà. È meglio uscire 5 minuti e tornare sereno che svenire e creare problemi allo staff medico.

Cosa faccio se il parto dura tutta la notte?

Preparati mentalmente. Porta snack energetici, una maglia di ricambio e ricorda che puoi fare micro-pause di 2-3 minuti per prendere aria.

Posso filmare il parto?

Chiedi prima alla tua partner e poi allo staff medico. Molti ospedali permettono foto/video, ma non durante le procedure mediche complesse.

E se nasce con il cesareo?

Il tuo ruolo cambia, ma resta importante. Non sarai in sala operatoria durante l’intervento, ma sarai il primo a vedere il bambino quando lo portano fuori.

Devo per forza tagliare il cordone?

No, non è obbligatorio. Se non te la senti, va benissimo. Nessuno ti giudicherà. Ma se te lo propongono e hai anche solo il 10% di curiosità, prova: è un’esperienza unica.

Cosa faccio se il bambino non piange subito?

Rimani calmo. È normale che alcuni bambini impieghino fino a 1-2 minuti per il primo vagito. Lo staff medico sa cosa fare.

Fonti

Smith C, Pitter C, Udoudo DA. Fathers’ Experiences during Delivery of Their Newborns: A Content Analysis. Int J Community Based Nurs Midwifery. 2024 Gen 1;12(1):23-31. doi: 10.30476/IJCBNM.2023.100009.2337. PMID: 38328009; PMCID: PMC10844877.

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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