La parotite: sintomi, diagnosi e prevenzione

di Severino Cirillo, Agosto 29, 2024

Severino Cirillo, Laureato in Health Sciences, CEO di Genitore Informato

La parotite, comunemente nota come “orecchioni”, è una malattia infettiva causata da un virus appartenente al gruppo dei Paramyxovirus.

Questa patologia si caratterizza principalmente per il rigonfiamento delle ghiandole salivari, in particolare delle ghiandole parotidi, situate sotto i padiglioni auricolari.

In questo articolo esploreriamo in dettaglio la parotite, dai suoi sintomi alla prevenzione, passando per la diagnosi e il trattamento.

Cos’è la parotite e come si trasmette?

La parotite è una malattia virale altamente contagiosa che si trasmette da persona a persona.

Il contagio avviene principalmente attraverso le goccioline respiratorie diffuse nell’aria dal malato quando tossisce o starnutisce, oppure tramite il contatto diretto con le secrezioni nasofaringee di una persona infetta.

Prima dell’introduzione di programmi di vaccinazione estesi, la parotite era principalmente una malattia infantile, con la massima incidenza tra i bambini di 5-9 anni.

Tuttavia, l’infezione può colpire persone di qualsiasi età, e negli adulti si osservano più frequentemente complicazioni, anche gravi.

È importante notare che la malattia è contagiosa nei 6 giorni che precedono la comparsa dei sintomi e per i 9 giorni successivi.

Una volta contratta l’infezione, si sviluppa un’immunità permanente.

Sintomi della parotite

Il segno più evidente della parotite è il rigonfiamento delle ghiandole parotidi, che conferisce al viso il caratteristico aspetto da cui deriva il nome popolare di orecchioni. Questo rigonfiamento causa dolore durante la masticazione e la deglutizione. Altri sintomi comuni includono:

È interessante notare che circa un terzo dei bambini infettati non manifesta sintomi evidenti. Nei casi sintomatici, i primi segnali possono comparire circa 24 ore prima del rigonfiamento delle parotidi.

Complicanze della parotite

Sebbene nei bambini la malattia si risolva generalmente in pochi giorni senza conseguenze, possono verificarsi complicazioni in alcuni casi. Le complicanze più comuni includono:

  • Encefalite (0,02-0,3% dei casi)
  • Meningite (0,5-15% dei casi)
  • Pancreatite (4% dei casi)
  • Danni all’udito

La parotite rappresenta la principale causa di sordità neurosensoriale infantile acquisita, con una frequenza di 5 casi ogni 100.000 di malattia.

L’encefalite, sebbene rara, può portare a conseguenze permanenti come paralisi, epilessia, paralisi dei nervi facciali, stenosi acqueduttale e idrocefalia.

Negli adulti, le complicanze sono più frequenti. Nel 20-30% dei maschi dopo la pubertà si può sviluppare l’orchite, un’infiammazione dolorosa caratterizzata dal gonfiore di uno o entrambi i testicoli. Questa complicazione, sebbene raramente, può portare a sterilità.

Nelle donne, l’ooforite (infiammazione delle ovaie) e la mastite sono relativamente rare e generalmente non hanno conseguenze durature.

parotite

Diagnosi della parotite

La diagnosi della parotite viene effettuata dal medico sulla base dei sintomi clinici.

Tuttavia, è sempre consigliabile confermare la diagnosi con appropriati esami di laboratorio.

Questi test consistono principalmente nella ricerca nel sangue di anticorpi specifici diretti contro il virus della parotite.

Una diagnosi accurata è fondamentale non solo per il trattamento del paziente, ma anche per prevenire la diffusione della malattia, dato il suo alto tasso di contagiosità.

Trattamento della parotite

Il trattamento della parotite è principalmente sintomatico, poiché non esiste una cura specifica per l’infezione virale. La terapia consiste in:

  • Somministrazione di analgesici per il trattamento del dolore causato dall’infiammazione
  • Uso di antipiretici per controllare la febbre
  • Adozione di una dieta semiliquida per alleviare il dolore associato alla masticazione

È importante che il paziente riposi e si mantenga idratato durante il decorso della malattia.

In caso di complicanze, potrebbero essere necessari trattamenti specifici sotto la supervisione medica.

Prevenzione della parotite: il ruolo cruciale della vaccinazione

La prevenzione rappresenta l’arma più efficace contro la parotite. Oltre al rispetto delle buone norme igieniche, la vaccinazione è il metodo più efficace per prevenire l’infezione e le sue potenziali complicanze.

Il vaccino contro la parotite contiene virus vivi attenuati, modificati in modo da renderli innocui ma capaci di stimolare le difese naturali dell’organismo.

Viene somministrato in due dosi, a una distanza di almeno 28 giorni l’una dall’altra.

Secondo il calendario vaccinale italiano:

  • La prima dose viene effettuata a partire dai 12 mesi compiuti e comunque entro i 15 mesi d’età
  • La seconda dose viene attualmente eseguita a 5-6 anni

Il vaccino è disponibile in forma trivalente o quadrivalente, associato ai vaccini contro il morbillo e la rosolia (vaccino MPR) e varicella (MPRV). Questa combinazione permette di proteggere contro tre malattie (o quattro) con un’unica somministrazione.

L’efficacia del vaccino è elevata: induce la comparsa di anticorpi specifici in più del 95% dei vaccinati e conferisce un’immunità duratura nel tempo.

Controindicazioni e effetti collaterali del vaccino

Come per tutti i vaccini vivi attenuati, ci sono alcune controindicazioni alla vaccinazione contro la parotite. Non devono essere vaccinate:

  • Persone con deficit immunitario o in terapia immunosoppressiva
  • Donne in gravidanza o che desiderano una gravidanza nel mese successivo alla vaccinazione
  • Persone che hanno avuto reazioni allergiche gravi a precedenti dosi del vaccino o ai suoi costituenti

Gli effetti collaterali del vaccino contro la parotite sono generalmente rari e lievi. Possono includere:

  • Lievi infiammazioni nel punto dell’iniezione
  • Modeste eruzioni cutanee (1 bambino su 20)
  • Febbre da lieve a moderata (5-15% dei casi)
  • Ingrossamento dei linfonodi
  • Gonfiore delle articolazioni
  • Tumefazione delle parotidi (1-2% dei casi)

Queste reazioni si verificano di solito da 5 a 12 giorni dopo la vaccinazione e possono durare qualche giorno. È importante notare che molti bambini sono già protetti dopo la prima dose, quindi le reazioni sono 10-20 volte meno frequenti quando si effettua la dose di richiamo.

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Fonti

Wilson M, Pandey S. Parotitis. [Aggiornato 2023 Giu 25]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2024 Gen-. Disponibile qui: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK560735/

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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