Parto positivo: cosa c’è di positivo nel pericolo?

di Severino Cirillo, Agosto 17, 2025

Severino Cirillo, Laureato in Health Sciences, CEO di Genitore Informato

Il recente arresto di una famosa ostetrica per omicidio colposo riaccende un dibattito fondamentale nel panorama della salute materno-infantile: dove si colloca il confine tra empowerment femminile, sicurezza clinica e informazioni falsate nel cosiddetto parto positivo?

Ma cos’è il “parto positivo”?

Il termine “parto positivo” nasce da un’esigenza di umanizzazione dell’esperienza del parto, talvolta percepita dalle donne (ma molto più spesso da ostetriche fondamentalizzate) come eccessivamente medicalizzata. Per questo viene proposto il parto in casa.

Questo approccio si baserebbe anche su alcuni principi condivisibili: il rispetto dell’autonomia decisionale della donna, la promozione del benessere psicologico durante il travaglio (che si può tranquillamente avere anche in ospedale), la valorizzazione delle “competenze naturali” del corpo femminile e la personalizzazione dell’assistenza.

Tuttavia, la tragedia australiana -che, ricordiamo, non è l’unica e continuerà a non esserlo- ci costringe di nuovo a riflettere criticamente su come questi principi vengano interpretati e comunicati, specialmente sui social media, dove il confine tra informazione e promozione di pratiche non validate scientificamente diventa spesso labile.

L’illusione del controllo totale

Uno degli aspetti più problematici emersi dal caso in questione riguarda la promozione dell’idea che le donne possano avere un controllo totale sull’esperienza del parto attraverso la “giusta” preparazione mentale e il rifiuto dell’intervento medico.

Messaggi come “si può partorire senza dolore e senza antidolorifici” o “le complicazioni sono causate dalla paura indotta dai medici” creano aspettative irrealistiche e, soprattutto, possono indurre sentimenti di colpa nelle donne quando la realtà del parto non corrisponde a questi ideali.

Dal punto di vista della gestione della complessità, il parto rappresenta un sistema intrinsecamente complesso e imprevedibile, in cui fattori biologici, anatomici e contingenti possono interagire in modi non controllabili attraverso la sola volontà o preparazione psicologica. Negare questa complessità non costituisce empowerment, ma piuttosto una forma di negazione che può avere conseguenze tragiche (e le ha!)

Cos’è il rischio catastrofico?

Quello che anche molti professionisti non riescono a capire, è come si valuta un rischio catastrofico. Un rischio catastrofico è un rischio che può avere basse probabilità, ma che se capita è irreversibile.

Nel parto ce ne sono diverse di situazioni da rischio catastrofico ed è esattamente per queste situazioni che si sceglie di partorire in ospedale, perché complicazioni gravissime o fatali -sia per feto che per mamma- sono molte e possono presentarsi in ogni momento del travaglio o del parto.

A casa, volenti o nolenti, non c’è quello che c’è in ospedale e che può salvare la vita del feto e della madre se uno di questi rischi catastrofici si presenta.

La distorsione della scienza medica

Il caso dell’ “ostetrica senza filtri” evidenzia come alcune interpretazioni del parto positivo abbiano sviluppato una resistenza sistematica alla medicina basata su prove scientifiche, presentandola come intrinsecamente oppressiva verso le donne ed eccessivamente medicalizzante.

Affermazioni come “le ecografie non servono” o “il diabete gestazionale non esiste” non rappresentano una critica costruttiva alla medicalizzazione, ma un rifiuto categorico delle conoscenze scientifiche acquisite (non dimentichiamoci che purtroppo la signora aveva anche una laurea).

È fondamentale distinguere tra una legittima critica agli eccessi della medicalizzazione (che esiste ed è documentata) e il rifiuto delle pratiche cliniche validate che salvano vite umane. La medicina evidence-based, quando applicata correttamente, dovrebbe integrare le migliori evidenze scientifiche disponibili con l’esperienza clinica e le preferenze informate della paziente.

Perché bisogna radiare professionisti che non seguono la scienza

Il fenomeno del profilo in questione solleva questioni cruciali sulla responsabilità di chi comunica contenuti sanitari attraverso i social media. La capacità di raggiungere decine o centinaia di migliaia di follower comporta una responsabilità etica proporzionale all’influenza esercitata.

Il problema non risiede nell’esistenza di canali informativi alternativi, ma nella modalità con cui vengono presentate informazioni sanitarie complesse a un pubblico vulnerabile.

Le donne in gravidanza vivono spesso un periodo di particolare suscettibilità emotiva e ricerca di certezze, che le rende più esposte a messaggi che promettono controllo e sicurezza attraverso approcci “naturali”, che di naturali non hanno niente, se non il normale rischio di morte del feto e della madre (come succedeva incredibilmente spesso prima della “medicalizzazione del parto”)

Cosa dovrebbe essere un parto positivo?

È necessario riappropriarsi del concetto di parto positivo liberandolo dalle distorsioni ideologiche che ne hanno compromesso la credibilità. Un autentico parto positivo dovrebbe caratterizzarsi per:

  • Informazione scientificamente accurata: le donne hanno diritto a ricevere informazioni complete, bilanciate e basate su evidenze scientifiche robuste. Questo include la comunicazione trasparente dei rischi e dei benefici di ogni opzione disponibile.
  • Rispetto dell’autonomia informata: l’empowerment femminile non può prescindere dalla qualità dell’informazione su cui si basano le decisioni. Una scelta può definirsi autonoma solo quando è basata su una comprensione accurata delle opzioni disponibili e delle loro conseguenze (anche dei rischi catastrofici)
  • Integrazione tra competenza professionale e preferenze personali: un approccio maturo al parto positivo dovrebbe promuovere la collaborazione tra le competenze cliniche degli operatori sanitari e le preferenze informate delle donne, non la loro contrapposizione.
  • Gestione della complessità e dell’incertezza: riconoscere che il parto, pur essendo un processo fisiologico, può presentare complicazioni imprevedibili che richiedono interventi tempestivi e competenti.

Perché affidarsi alla scienza e non a ciarlatani che ti dicono solo quello che vuoi sentirti dire?

Spesso alcuni professionisti si fanno prendere dalla possibilità di guadagnare soldi e popolarità abbandonando il rigore scientifico a favore di miti e posizioni contrarie che sono più digeribili dalle persone con meno competenze e un animo più fragile.

Questi professionisti stanno violando la deontologia e l’etica della professione e stanno approfittando della debolezza delle persone per guadagnare follower, like e eventualmente anche soldi.

Questi sono principi che non dovrebbero mai essere abbandonati: la sicurezza e la scienza vengono davanti a tutto, altrimenti si rischia di fare danni… anche catastrofici.

Noi siamo con te.

Noi di Genitore Informato lavoriamo da anni per una divulgazione basata sulle più recenti evidenze scientifche e abbiamo sempre messo davanti a tutto la sicurezza di genitori e bambini, anche di quelli non ancora nati.

Crediamo che questa dovrebbe essere la priorità di tutti i professionisti che lavorano con categorie fragili come famiglie in gravidanza e neogenitori, per questo tutti i nostri percorsi sono basati sulla scienza e non sulle nostre credenze personali (che comunque coincidono praticamente sempre con la conoscenza scientifica).

Fai sempre attenzione quando ti informi online e verifica tutte le informazioni che ricevi, anche dai professionisti. La tua sicurezza viene prima di tutto.

Fonti

https://7news.com.au/news/pictured-newcastle-midwife-turned-content-creator-charged-over-home-birth-death-c-19691356

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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