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Parto prematuro: tutto quello che devi sapere.

di Severino Cirillo, Gennaio 4, 2024

Oggi ci addentriamo in un tema delicato e importante: il parto prematuro. Spesso, quando si parla di nascita, l’attenzione si concentra sull’attimo magico dell’arrivo di un nuovo essere umano. Tuttavia, è fondamentale essere informati su tutte le possibilità, inclusa quella del parto prematuro, per affrontarle al meglio.

A quale settimana di gravidanza si può partorire senza rischi?

Un parto si considera a termine quando avviene tra la 37ª e la 42ª settimana di gravidanza. Durante questo periodo, il feto ha avuto il tempo di svilupparsi completamente e la maggior parte dei suoi organi ha raggiunto la maturità funzionale necessaria per la vita al di fuori dell’utero. Nascere prima di questo intervallo comporta vari gradi di rischio per il neonato, che dipendono da quanto prematuro è il parto.

Per garantire i migliori esiti possibili, gli operatori sanitari si sforzano di monitorare la gravidanza in modo da identificare e prevenire i rischi di parto prematuro. Tuttavia, ci sono situazioni in cui il parto non può essere procrastinato per la salute della madre o del bambino, e in questi casi si fa affidamento sulla medicina neonatale per assistere il neonato prematuro.

Cosa può provocare un parto prematuro?

Le cause di un parto prematuro sono molteplici e spesso interconnesse. Possono includere fattori come infezioni, alterazioni del collo dell’utero, complicanze come la preeclampsia, stili di vita non salutari (fumo, uso di alcool o droghe), gravidanze multiple, stress e lavoro fisico eccessivo. Alcuni casi di parto prematuro sono dovuti a cause idiopatiche, il che significa che la causa esatta non è identificabile. In molti di questi casi, probabilmente, si procederà a un parto cesareo.

Diverse ricerche hanno anche evidenziato come problematiche socioeconomiche, come il basso livello di istruzione o l’assenza di un adeguato supporto sociale, possano aumentare il rischio di un parto prematuro. Questo enfatizza l’importanza di un’assistenza prenatale di qualità e di un supporto continuo alle famiglie in attesa, per ridurre al minimo i rischi associati alla prematurità.

Quando il parto è prematuro?

Si definisce parto prematuro quello che avviene prima del compimento della 37ª settimana di gravidanza. In base al periodo di gestazione, il parto prematuro può essere classificato in:

  • estremamente prematuro (meno di 28 settimane)
  • molto prematuro (28 a 32 settimane)
  • moderatamente prematuro (32 a 37 settimane).

La prematurità è una delle principali cause di decesso nei neonati e può comportare problemi di salute a lungo termine per i bambini sopravvissuti.

L’assistenza in una unità di terapia intensiva neonatale è cruciale per i neonati nati prematuramente, in quanto offre le cure specializzate di cui possono avere bisogno per superare le sfide iniziali della loro vita. L’obiettivo è fornire un ambiente che imiti il più possibile quello uterino, favorendo la crescita e lo sviluppo in un contesto protetto.

Cosa succede se si partorisce a 26 settimane?

Se il parto avviene a 26 settimane, il bambino è considerato estremamente prematuro e, di conseguenza, altamente vulnerabile. I neonati nati a questa età gestazionale richiedono spesso un supporto vitale immediato, che include l’assistenza respiratoria e il mantenimento della temperatura corporea. La loro permanenza in TIN può protrarsi per settimane o mesi, durante i quali vengono monitorati costantemente e ricevono cure specializzate.

Le sfide che i bambini nati a 26 settimane possono affrontare includono il rischio di emorragie intracraniche, problemi respiratori, infezioni e difficoltà nell’alimentazione. Tuttavia, i progressi nella medicina neonatale hanno migliorato significativamente le prospettive di sopravvivenza e la qualità di vita di questi piccoli guerrieri. I neonatologi e gli infermieri specializzati lavorano incessantemente per massimizzare le possibilità di sviluppo e ridurre le complicazioni a lungo termine.

Come bloccare parto prematuro?

Uno degli obiettivi principali della medicina materno-fetale è prevenire il parto prematuro o, quando ciò non è possibile, ritardarlo per permettere lo sviluppo ulteriore del feto. Esistono diverse strategie per tentare di arrestare o rallentare il travaglio prematuro, tra cui l’uso di farmaci tocolitici, che possono inibire le contrazioni dell’utero, e il riposo a letto o la limitazione dell’attività fisica.

Inoltre, la somministrazione di corticosteroidi alle madri a rischio di parto prematuro può accelerare lo sviluppo polmonare del feto, riducendo i problemi respiratori alla nascita. È importante che le donne incinte ricevano assistenza prenatale regolare per identificare e gestire i fattori di rischio per il parto prematuro, così come l’accesso a specialisti e strutture in grado di fornire le terapie necessarie.

Come capire se il bambino nasce prima?

La consapevolezza dei segnali d’allarme può aiutare a riconoscere un possibile parto prematuro. Questi includono contrazioni regolari prima della 37ª settimana, che possono causare cambiamenti nel collo dell’utero, una pressione pelvica costante, dolori simili a quelli mestruali, un aumento delle perdite vaginali o sanguinamento, e la rottura delle membrane (la fuoriuscita di liquido amniotico), comunemente nota come “la rottura delle acque”. È essenziale che le donne incinte che esperiscono questi sintomi si rivolgano immediatamente a un professionista sanitario.

La monitorizzazione tramite ecografia e gli esami del collo dell’utero possono aiutare a predire il rischio di parto prematuro, così come l’uso di test biochimici per valutare la presenza di particolari sostanze associate al parto prematuro nel fluido vaginale. Essere informati e preparati può fare una grande differenza nell’approccio e nella gestione di questa situazione.

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Fonti

Khandre V, Potdar J, Keerti A. Preterm Birth: An Overview. Cureus. 2022 Dec 27;14(12):e33006. doi: 10.7759/cureus.33006. PMID: 36712773; PMCID: PMC9879350.

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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