Placenta Bassa: come la affronto?

di Severino Cirillo, Agosto 2, 2024

Severino Cirillo, Laureato in Health Sciences, CEO di Genitore Informato

La placenta bassa è una condizione che può verificarsi durante la gravidanza e che richiede un’attenta gestione e monitoraggio.

In questo articolo, esploreremo in dettaglio cosa significa avere una placenta bassa, quali sono le sue cause, i sintomi, i rischi associati e come viene gestita questa condizione.

Cos’è la placenta bassa?

La placenta bassa si verifica quando la placenta si inserisce nella parte inferiore dell’utero, in prossimità o sopra la cervice.

Normalmente, la placenta si sviluppa nella parte superiore o laterale dell’utero, lontano dal collo uterino.

Quando la placenta si posiziona in basso, può interferire con il normale processo del parto naturale e causare complicazioni.

È importante notare che la placenta bassa è una condizione comune nelle prime fasi della gravidanza.

Con l’avanzare della gestazione e la crescita dell’utero, in molti casi la placenta “migra” verso l’alto, allontanandosi dalla cervice.

Tuttavia, in alcuni casi, la placenta rimane in posizione bassa fino al termine della gravidanza.

Differenza tra placenta bassa e placenta previa

Mentre i termini “placenta bassa” e “placenta previa” sono spesso usati in modo intercambiabile, c’è una distinzione importante:

  • Placenta bassa: si riferisce generalmente alla condizione riscontrata nelle prime fasi della gravidanza, solitamente prima della 28ª settimana.
  • Placenta previa: questo termine viene utilizzato dopo la 28ª settimana di gestazione se la placenta rimane in posizione bassa.

La placenta previa può essere ulteriormente classificata come:

  • Marginale: il bordo della placenta si trova vicino alla cervice ma non la copre
  • Parziale: la placenta copre parzialmente la cervice
  • Totale: la placenta copre completamente la cervice

Cause e fattori di rischio

La causa esatta della placenta bassa non è sempre chiara, ma ci sono diversi fattori che possono aumentare il rischio di sviluppare questa condizione:

  1. Gravidanze multiple precedenti
  2. Età materna avanzata (oltre i 35 anni)
  3. Precedenti interventi chirurgici all’utero, inclusi cesarei e raschiamenti
  4. Gravidanze multiple (gemelli, trigemini, ecc.)
  5. Forma anomala dell’utero
  6. Presenza di fibromi uterini
  7. Fumo di sigaretta e uso di droghe
  8. Precedenti episodi di placenta previa

È importante sottolineare che avere uno o più di questi fattori di rischio non significa necessariamente che si svilupperà una placenta bassa.

Allo stesso modo, la condizione può verificarsi anche in assenza di fattori di rischio noti.

Sintomi e segni da considerare

Il sintomo principale associato alla placenta bassa è il sanguinamento vaginale indolore.

Questo sanguinamento può variare da leggero a intenso e può verificarsi in qualsiasi momento durante la gravidanza, ma è più comune nel secondo e terzo trimestre.

Caratteristiche del sanguinamento associato alla placenta bassa:

  • Colore rosso vivo
  • Generalmente indolore
  • Può essere intermittente o continuo
  • Può variare in quantità da lieve a abbondante

Altri possibili sintomi includono:

È fondamentale sottolineare che qualsiasi sanguinamento durante la gravidanza dovrebbe essere immediatamente segnalato al proprio medico o ostetrica.

placenta bassa

Diagnosi

La placenta bassa viene solitamente diagnosticata durante le ecografie di routine durante la gravidanza.

L’ecografia morfologica del secondo trimestre (intorno alla 20ª settimana) è spesso il momento in cui la condizione viene rilevata per la prima volta.

Se viene identificata una placenta bassa, il medico potrebbe raccomandare ulteriori ecografie nelle settimane successive per monitorare la posizione della placenta.

In molti casi, la placenta si sposta verso l’alto con l’avanzare della gravidanza.

Per una diagnosi più precisa, soprattutto verso la fine della gravidanza, potrebbe essere consigliata un’ecografia transvaginale.

Questa tecnica offre una visione più chiara della posizione esatta della placenta in relazione alla cervice.

Rischi e complicazioni

La placenta bassa può comportare diversi rischi sia per la madre che per il feto:

  1. Emorragia: il rischio principale è il sanguinamento, che può essere grave e potenzialmente pericoloso per la vita se non gestito prontamente.
  2. Parto prematuro: in caso di sanguinamento significativo, potrebbe essere necessario un parto prematuro.
  3. Restrizione della crescita fetale: in alcuni casi, la placenta bassa può interferire con il corretto apporto di nutrienti al feto, portando a una crescita ridotta.
  4. Malpresentazione fetale: la placenta bassa può impedire al feto di assumere la posizione corretta per il parto (cefalica), aumentando il rischio di presentazioni podaliche o trasverse.
  5. Necessità di cesareo: in molti casi di placenta previa, è necessario un parto cesareo per evitare complicazioni.
  6. Placenta accreta: in rari casi, soprattutto in donne con precedenti cesarei, la placenta può aderire in modo anomalo alla parete uterina, causando difficoltà durante il parto.

Gestione e trattamento

La gestione della placenta bassa dipende da vari fattori, tra cui l’età gestazionale, la posizione esatta della placenta e la presenza o meno di sanguinamento.

  1. Monitoraggio: se la placenta bassa viene diagnosticata nelle prime fasi della gravidanza, il medico monitorerà attentamente la sua posizione con ecografie regolari.
  2. Riposo: in caso di placenta bassa, soprattutto se accompagnata da sanguinamento, potrebbe essere consigliato il riposo a letto o la riduzione dell’attività fisica.
  3. Astensione dai rapporti sessuali: per ridurre il rischio di sanguinamento, si consiglia di evitare i rapporti sessuali.
  4. Supplementazione di ferro: per prevenire l’anemia in caso di sanguinamento, potrebbe essere raccomandata una supplementazione di ferro.
  5. Ricovero ospedaliero: in caso di sanguinamento significativo o se la gravidanza è vicina al termine, potrebbe essere necessario un ricovero per un monitoraggio più stretto.
  6. Pianificazione del parto: se la placenta rimane bassa verso il termine della gravidanza, il medico pianificherà il parto, che spesso sarà un cesareo programmato.
  7. Terapia con corticosteroidi: se c’è il rischio di parto prematuro, potrebbero essere somministrati corticosteroidi per accelerare la maturazione polmonare del feto.

Parto con placenta bassa

La modalità di parto in caso di placenta bassa dipende dalla posizione esatta della placenta nelle ultime settimane di gravidanza:

  • Se la placenta si è spostata sufficientemente lontano dalla cervice (più di 2 cm), potrebbe essere possibile un parto vaginale.
  • Se la placenta rimane vicina o sopra la cervice (placenta previa), sarà necessario un parto cesareo.

Il cesareo in caso di placenta previa è generalmente programmato intorno alla 37ª-38ª settimana di gestazione, a meno che non si verifichi un sanguinamento significativo prima, nel qual caso potrebbe essere necessario un cesareo d’emergenza.

Consigli per le donne con placenta Bassa

Se ti è stata diagnosticata una placenta bassa, ecco alcuni consigli utili:

  1. Segui attentamente le indicazioni del tuo medico o ostetrica.
  2. Riposati adeguatamente e evita sforzi fisici eccessivi.
  3. Astieniti dai rapporti sessuali se consigliato dal medico.
  4. Mantieni una dieta equilibrata ricca di ferro.
  5. Evita viaggi lunghi, soprattutto in auto.
  6. Porta sempre con te il tesserino del gruppo sanguigno.
  7. In caso di sanguinamento, anche lieve, contatta immediatamente il tuo medico o recati in ospedale.

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Fonti

Anderson-Bagga FM, Sze A. Placenta Previa. [Aggiornato 2023 Giu 12]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2024 Gen-. Disponibile qui: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK539818/

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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