Placenta posteriore: ciò che è importante sapere.

di Severino Cirillo, Dicembre 2, 2025

Severino Cirillo, Laureato in Health Sciences, CEO di Genitore Informato

La placenta è un organo sì temporaneo, ma fondamentale durante la gravidanza, che svolge funzioni vitali per lo sviluppo e il benessere del feto.

La sua posizione all’interno dell’utero può variare, e una delle possibili localizzazioni è quella della placenta posteriore.

In questo articolo, esploreremo in dettaglio cosa significa averla, quali sono le implicazioni per la gravidanza e il parto, e cosa si può fare in caso di posizionamento non ottimale.

Cosa significa placenta posteriore?

La placenta posteriore si ha quando l’organo si impianta sulla parete posteriore dell’utero, quella più vicina alla colonna vertebrale della madre.

Questa posizione è del tutto normale e non rappresenta, di per sé, un motivo di preoccupazione per la gravidanza.

È importante notare che la placenta può assumere diverse posizioni all’interno dell’utero:

  • Anteriore: quando si impianta sulla parete anteriore dell’utero, più vicina alla parte addominale della madre.
  • Posteriore: quando si impianta sulla parete posteriore dell’utero, vicino alla colonna vertebrale.
  • Laterale: quando si impianta su uno dei lati -destro o sinistro- dell’utero.
  • Fundica: quando si impianta nella parte superiore dell’utero, detta fondo uterino.

La placenta posteriore fundica è una variante della posizione posteriore, in cui la placenta si trova nella parte alta della parete posteriore dell’utero.

Questa posizione è considerata comunque favorevole per la gravidanza e il parto naturale.

In alcuni casi, si può parlare di placenta posteriore bassa, che indica una situazione in cui la placenta si trova nella parte inferiore della parete posteriore dell’utero, più vicina alla cervice.

Questa condizione richiede un monitoraggio più attento durante la gravidanza.

placenta posteriore

Qual è la posizione ottimale per la placenta?

Non esiste una posizione “ottimale” universalmente riconosciuta per la placenta, in quanto diverse posizioni possono essere compatibili con una gravidanza sana e un parto normale. Tuttavia, alcune posizioni sono generalmente considerate più favorevoli di altre:

  1. Placenta fundica, cioè quando la placenta si impianta nel fondo dell’utero, sia anteriormente che posteriormente, è considerata una posizione ideale. Questa localizzazione offre un ampio spazio per la crescita del feto e raramente causa complicazioni durante il parto.
  2. Placenta anteriore o posteriore alta: queste posizioni sono anch’esse considerate favorevoli, in quanto lasciano libera la parte inferiore dell’utero, facilitando la discesa del feto durante il parto.

La placenta posteriore, sia essa alta o fundica, è generalmente considerata una posizione ottimale, perché non interferisce con il processo del parto e permette al feto di assumere la posizione ideale per la nascita.

È importante sottolineare che la posizione della placenta può cambiare durante la gravidanza, soprattutto nei primi mesi.

Con la crescita dell’utero, la placenta può “migrare” verso l’alto, allontanandosi dalla cervice. Questo fenomeno è noto come “risalita placentare” ed è del tutto normale.

Cosa si può fare quando è la placenta posizionata male?

Quando si parla di placenta “mal posizionata”, ci si riferisce generalmente a situazioni come la placenta previa (quando la placenta copre parzialmente o totalmente la cervice) o la placenta accreta (quando la placenta si attacca troppo profondamente alla parete uterina). La placenta posteriore, come abbiamo detto, non è considerata una posizione problematica.

Tuttavia, nel caso di una placenta posteriore bassa, potrebbero essere necessarie alcune precauzioni:

  1. Monitoraggio regolare: il medico o l’ostetrica potrebbero consigliare controlli ecografici più frequenti per seguire la posizione della placenta durante la gravidanza.
  2. Riposo: in alcuni casi, potrebbe essere consigliato un periodo di riposo per favorire la risalita della placenta.
  3. Evitare attività stressanti: potrebbe essere suggerito di evitare attività fisiche intense o situazioni che potrebbero causare stress al corpo.
  4. Pianificazione del parto: se la placenta rimane in una posizione bassa vicino al termine della gravidanza, potrebbe essere necessario pianificare un parto cesareo per evitare complicazioni.

È fondamentale seguire le indicazioni del proprio medico o ostetrica e non esitare a chiedere chiarimenti o esprimere eventuali preoccupazioni.

È importante ricordare che ogni gravidanza è unica e che la posizione della placenta è solo uno dei molti fattori che i professionisti sanitari considerano nel valutare il decorso della gravidanza e pianificare il parto.

Cosa mostra un approfondimento scientifico

Uno studio multicentrico ha approfondito una condizione rara ma importante che può verificarsi durante la gravidanza: la placenta accreta posteriore, che si manifesta quando la placenta si impianta in modo anomalo sulla parete posteriore dell’utero.

La ricerca, condotta su 258 pazienti con placenta previa o bassa, ha evidenziato che questa condizione si presenta nell’8,1% dei casi e risulta significativamente più frequente in donne con precedenti cesarei o interventi di miomectomia.

Un aspetto rilevante emerso dallo studio riguarda la diagnosi: l’ecografia prenatale identifica correttamente la placenta accreta posteriore nel 62% dei casi, una percentuale inferiore rispetto alle forme anteriori, rendendo fondamentale un monitoraggio attento durante la gravidanza.

Sul piano clinico, emerge una nota positiva: le forme posteriori, se gestite in centri specializzati, comportano un rischio minore di isterectomia rispetto alle forme anteriori (48% contro 89%), pur richiedendo più frequentemente l’utilizzo del tamponamento con palloncino per controllare l’emorragia.

Questi dati sottolineano l’importanza di una valutazione prenatale accurata e di un parto programmato in strutture di riferimento quando si identificano fattori di rischio come precedenti chirurgie uterine.

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Fonti

1. ADoPAD (Antenatal Diagnosis of Placental Attachment Disorders) study group. Risk factors, prenatal diagnosis, and outcome of posterior placenta accreta spectrum disorders in patients with placenta previa or low-lying placenta: A multicenter study. Acta Obstet Gynecol Scand. 2025 Jul;104(7):1328-1338. doi: 10.1111/aogs.15132. Epub 2025 May 19. PMID: 40387324; PMCID: PMC12144582.
2. Burton GJ, Fowden AL. The placenta: a multifaceted, transient organ. Philos Trans R Soc Lond B Biol Sci. 2015 Mar 5;370(1663):20140066. doi: 10.1098/rstb.2014.0066. PMID: 25602070; PMCID: PMC4305167.

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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