Il feto dovrebbe presentarsi in posizione cefalica per un parto naturale senza grosse complicazioni, ma questo non avviene sempre.
In questo articolo vediamo cosa fare quando il bambino si presenta in posizioni diverse, cosa si può fare, se ci sono manovre che non andrebbero fatte e tutto quello che devi sapere.
Cos’è la posizione cefalica?
La posizione cefalica, nota anche come presentazione cefalica, è la posizione più comune e favorevole per il feto durante il parto.
In questa posizione, la testa del bambino si trova nella parte inferiore dell’utero, pronta per entrare nel canale del parto. Più precisamente, il termine “cefalica” si riferisce alla testa del feto che si presenta per prima al momento del parto.
Questa posizione è considerata ottimale per diverse ragioni:
- Facilita il passaggio attraverso il canale del parto: la testa del bambino, essendo la parte più grande e rigida del corpo, agisce come un “apripista” per il resto del corpo.
- Riduce i rischi: la presentazione cefalica è associata a minori complicazioni durante il travaglio e il parto rispetto ad altre posizioni.
- Permette una minore compressione del cordone ombelicale: in questa posizione, il corpo del bambino protegge il cordone ombelicale da una possibile compressione durante il parto.
- Favorisce una nascita più rapida: una volta che la testa è passata, il resto del corpo tende a seguire più facilmente.
È importante notare che la posizione cefalica può variare leggermente. Le varianti più comuni sono:
- Occipito-Anteriore (OA): la parte posteriore della testa del bambino (occipite) è rivolta verso la parte anteriore della pelvi materna. Questa è la variante più favorevole.
- Occipito-Posteriore (OP): l’occipite del bambino è rivolto verso la schiena della madre. Questa posizione può rendere il travaglio più lungo e difficoltoso.
- Occipito-Trasversa (OT): l’occipite del bambino è rivolto verso il lato della pelvi materna.
Quali sono le posizioni fetali?
Oltre alla posizione cefalica, esistono altre posizioni fetali che il bambino può assumere nell’utero. Le principali sono:
- Presentazione podalica: in questa posizione, il bacino o i piedi del bambino si presentano per primi.
- Presentazione trasversa: il bambino è posizionato orizzontalmente nell’utero, con la spalla, il braccio o il tronco che si presentano per primi.
- Presentazione obliqua: il bambino è posizionato diagonalmente nell’utero, tra la posizione longitudinale e quella trasversa.
- Presentazione composta: più di una parte del corpo del bambino si presenta contemporaneamente, ad esempio la testa e una mano.
- Presentazione frontale o facciale: la fronte del bambino si presenta per prima, con il mento esteso e la parte posteriore della testa (occipite) premuta contro la schiena
Ogni posizione presenta sfide e rischi specifici durante il parto, ed è per questo che la posizione cefalica è generalmente considerata la più sicura e desiderabile.
Come vengono gestite le varie posizioni?
La gestione delle diverse posizioni fetali dipende da vari fattori, tra cui il tipo di presentazione, l’età gestazionale, la salute della madre e del bambino, e le preferenze personali. Ecco come vengono tipicamente gestite le varie posizioni:
- Posizione cefalica:
- Generalmente, si procede con un parto vaginale naturale.
- Per la variante occipito-posteriore, si possono suggerire cambi di posizione della madre durante il travaglio per facilitare la rotazione del bambino.
- Presentazione podalica:
- In molti casi, si opta per un taglio cesareo programmato per ridurre i rischi.
- In alcuni casi selezionati, si può tentare un parto vaginale podalico, soprattutto se la madre ha già partorito in precedenza e il bambino non è troppo grande.
- Si può tentare una versione cefalica esterna per ruotare il bambino in posizione cefalica prima del travaglio.
- Presentazione trasversa:
- Quasi sempre richiede un taglio cesareo, poiché il parto vaginale in questa posizione non è possibile.
- In alcuni casi, si può tentare una versione cefalica esterna prima del travaglio.
- Presentazione obliqua:
- Spesso si risolve spontaneamente durante il travaglio, trasformandosi in una presentazione longitudinale.
- Se non si risolve, può richiedere un taglio cesareo.
- Presentazione composta:
- Può richiedere manovre manuali da parte dell’ostetrica o del medico per riposizionare la parte del corpo che si presenta insieme alla testa.
- In alcuni casi, può essere necessario un taglio cesareo.
- Presentazione frontale e facciale:
- Possono richiedere un parto cesareo, soprattutto se il bambino è grande o se il travaglio non progredisce.
- In alcuni casi, si può tentare un parto vaginale con attento monitoraggio.
È importante sottolineare che ogni caso è unico e la decisione sulla gestione della posizione fetale deve essere presa in consultazione con il team medico, considerando tutti i fattori rilevanti per la sicurezza della madre e del bambino.

È possibile far cambiare posizione al feto?
Sì, in alcuni casi è possibile incoraggiare il feto a cambiare posizione. Ci sono diverse tecniche che possono essere utilizzate, alcune delle quali possono essere praticate a casa, mentre altre richiedono l’assistenza di un professionista sanitario. Ecco alcune opzioni:
- Versione cefalica esterna (ECV):
- Questa è una procedura medica in cui un operatore sanitario applica pressione sull’addome della madre per ruotare delicatamente il bambino in posizione cefalica.
- Viene solitamente tentata dopo la 36ª settimana di gravidanza per i feti in posizione podalica.
- Ha un tasso di successo del 40-60%, ma richiede monitoraggio per potenziali complicazioni, come bradicardia che va monitorata con cardiotocografia.
- Tecniche posturali:
- Posizione genupettorale (a “gatto”): stare in ginocchio con il busto abbassato e il sedere sollevato per 10-15 minuti più volte al giorno può incoraggiare il bambino a ruotare.
- Ponte di scarico: sdraiarsi sulla schiena con i piedi appoggiati su una sedia o un divano, sollevando il bacino, può aiutare a creare più spazio per il bambino per girarsi.
- Moxibustione:
- Questa tecnica di medicina tradizionale cinese prevede il riscaldamento di un punto specifico di agopuntura (BL67) sul mignolo del piede.
- Alcuni studi suggeriscono che possa aumentare la probabilità di rotazione spontanea del feto.
- Ipnosi e visualizzazione:
- Alcune donne trovano utile praticare tecniche di rilassamento e visualizzazione, immaginando il bambino che si gira nella posizione corretta.
- Stimolazione acustica:
- Posizionare una fonte di suono (come musica o la voce del partner) nella parte bassa dell’addome può incoraggiare il bambino a girarsi verso il suono.
- Esercizi di inversione:
- Nuotare, specialmente facendo immersioni, può aiutare a creare più spazio nell’utero per il bambino per girarsi.
- Esercizi come lo “stand sulle mani” (con assistenza e supervisione) possono sfruttare la gravità per incoraggiare il movimento del bambino.
- Chiropratica e osteopatia:
- Alcune tecniche di manipolazione delicata possono aiutare ad allineare il bacino e creare più spazio per il bambino per muoversi.
È importante sottolineare che queste tecniche non sono garantite per funzionare e alcune potrebbero non essere appropriate in tutte le situazioni. È fondamentale consultare sempre il proprio medico o ostetrica prima di tentare qualsiasi metodo per cambiare la posizione del feto, per assicurarsi che sia sicuro e appropriato per la propria situazione specifica.
Ci sono manovre scorrette?
Sì, esistono alcune manovre o pratiche che sono considerate scorrette o potenzialmente pericolose quando si cerca di modificare la posizione del feto. È fondamentale essere consapevoli di queste per evitare rischi per la madre e il bambino e per evitare episodi di violenza ostetrica.
Tentare di ruotare il bambino da soli o con l’aiuto di una persona non qualificata può essere estremamente pericoloso.
Qualsiasi tentativo di forzare il movimento del bambino attraverso pressioni eccessive sull’addome può causare distacco della placenta, rottura delle membrane o stress fetale.
L’assunzione di farmaci o erbe non prescritti nella speranza di stimolare il movimento del feto può essere pericolosa sia per la madre che per il bambino.
Attività fisiche intense o posizioni estreme che mettono a rischio l’equilibrio della madre (come stare a testa in giù senza assistenza) possono causare cadute o altri incidenti.
Rimanere in posizioni invertite per periodi prolungati può causare problemi circolatori o respiratori nella madre.
Tentare di cambiare la posizione del feto quando ci sono controindicazioni mediche (come placenta previa, precedente cesareo, gravidanza multipla, ecc.) può mettere a rischio sia la madre che il bambino.
Affidarsi esclusivamente a metodi non convenzionali, come il parto in casa, o ritardare o rifiutare cure mediche appropriate in favore di metodi non provati può comportare rischi significativi.
È sempre essenziale consultare il proprio medico o ostetrica prima di intraprendere qualsiasi
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Fonti
Hofmeyr GJ, Kulier R. Cephalic version by postural management for breech presentation. Cochrane Database Syst Rev. 2012 Ott 17;10(10):CD000051. doi: 10.1002/14651858.CD000051.pub2. PMID: 23076882; PMCID: PMC7052740.
