Foto del compleanno, primi passi, giornate al parco… condividere i momenti dei nostri figli sui social sembra naturale. Ma ci sono ragioni importanti per cui sempre più esperti sconsigliano questa pratica. Motivi di sicurezza, privacy e rispetto che ogni genitore dovrebbe conoscere.
L’abitudine che diamo per scontata
Viviamo in un’epoca in cui condividere foto dei nostri figli sui social media è diventato naturalissimo, quasi automatico.
Prime parole, compleanni, momenti quotidiani: documentiamo tutto e condividiamo istantaneamente con la nostra rete di contatti. Quest’abitudine, apparentemente innocua -che in molti chiamano sharenting– è ormai così radicata nelle nostre routine quotidiane che raramente ci fermiamo a riflettere sulle sue implicazioni.
Tuttavia, dietro questo gesto spontaneo si nascondono rischi e conseguenze che molti genitori non considerano completamente. È arrivato il momento di affrontare questo argomento apertamente, senza giudizi, ma con la consapevolezza che le nostre scelte digitali di oggi plasmeranno il futuro dei nostri figli.
Il consenso che non possono dare
La questione fondamentale è semplice, ma profonda: tuo figlio non può acconsentire alla pubblicazione della sua immagine online.
Quando condividi una sua foto, stai prendendo decisioni sulla sua privacy digitale che lo accompagneranno per tutta la vita. Quello che pubblichi oggi rimarrà nel web per sempre, anche quando lui avrà 20, 30, 40 anni.
Questa riflessione ci porta a interrogarci su un aspetto etico fondamentale: è giusto decidere, su questo, per lui? Come genitori, prendiamo quotidianamente decisioni per i nostri figli, ma la dimensione digitale ha caratteristiche uniche (no, non c’entra niente con scelte alimentari e battesimo, come sentiamo dire spesso nei commenti di autogiustificazione).
A differenza di altre scelte che facciamo per loro, quelle digitali sono permanenti e irreversibili e, soprattutto, pubbliche -anche di fronte a pubblici che non vorremmo.
L’identità digitale che costruisci per loro
Ogni foto che pubblichi contribuisce a creare la sua identità digitale prima ancora che lui sappia cosa significa averne una.
Stai letteralmente scrivendo la sua storia online senza il suo permesso, creando una narrazione della sua infanzia che potrebbe non rispecchiare come lui si percepisce o come vorrebbe essere percepito in futuro.
Un giorno, tuo figlio potrebbe non riconoscersi nell’immagine che hai costruito di lui sui social media, o potrebbe non apprezzare il modo in cui la sua infanzia è stata esposta al pubblico.

La sua identità digitale, creata inconsapevolmente dai genitori, potrebbe diventare un fardello difficile da gestire nella sua vita adulta.
In molti casi, questa narrazione è ok, ma in alcuni non lo è: hai analizzato abbastanza a fondo la situazione per essere certo che ciò che stai postando è e sarà ok?
I rischi di sicurezza reali e concreti
Le foto che condividiamo contengono molto più di semplici immagini.
Ogni scatto, con i suoi metadati e con ciò che si vede racchiude informazioni preziose:
- luoghi frequentati
- scuole
- routine quotidiane
- abitudini familiari
Persone malintenzionate possono utilizzare questi dati per localizzare i bambini, mappare i loro spostamenti e identificare momenti di vulnerabilità.
Le foto possono essere facilmente scaricate, modificate e utilizzate inappropriatamente. Il web, purtroppo, non dimentica e non sempre protegge i minori come dovrebbe. Una volta che un’immagine entra nel circuito digitale, perdere il controllo è molto semplice.
Per fare un test, abbiamo preso una foto stock, come se fosse la foto di un post presa da un profilo che faceva sharenting e passato lo screenshot a ChatGPT. In meno di due minuti abbiamo fatto un faceswap, aggiunto un filtro, e fatto tantissime altre modifiche inquietanti.
Avremmo poi potuto ripostare tranquillamente la foto ovunque.
Vorresti che questo fosse possibile con le foto di tua figlia?
Il caso particolare delle vacanze
Pubblicare foto di bambini durante le vacanze rappresenta un rischio particolarmente elevato.
Quando condividi questi scatti, riveli involontariamente la posizione esatta della tua famiglia, mostri che non siete a casa (informazione potenzialmente utile per malintenzionati) ed esponi i bambini in contesti più vulnerabili, come in costume da bagno o in spiaggia.
Le vacanze dovrebbero essere momenti di intimità familiare, non spettacoli pubblici.
La tentazione di condividere la bellezza di questi momenti è comprensibile, ma il prezzo in termini di privacy e sicurezza potrebbe essere troppo alto.
L’impatto psicologico sui bambini
C’è anche un aspetto educativo e psicologico da considerare. I bambini che crescono costantemente “documentati” sviluppano l’idea che ogni momento DEBBA essere fotografato e condiviso per avere valore.
Imparano precocemente che la loro vita privata non esiste realmente, che essere sempre “in mostra” è la normalità.
Questo può creare, nel tempo, ansia da prestazione e dipendenza dall’approvazione online fin dalla più tenera età. I bambini iniziano a percepire se stessi attraverso il filtro dei social media, perdendo il contatto con l’autenticità dei momenti vissuti semplicemente per il piacere di viverli.
Come posso condividere allora?
La buona notizia è che puoi continuare a celebrare e condividere i momenti speciali senza esporre direttamente i tuoi figli.
Esistono molte alternative creative: foto di spalle, di lato, mani che si tengono, dettagli significativi che raccontano la storia senza mostrare per forza i volti in maniera riconoscibile.
Puoi creare album privati condivisi solo con famiglia e amici stretti, utilizzare piattaforme più sicure o semplicemente riscoprire il piacere di vivere i momenti belli senza sentire il bisogno compulsivo di documentarli per gli altri.
La gioia e la bellezza dei momenti familiari non hanno bisogno di like per essere reali e significative.
Basta sapere cosa stai facendo.
Non si tratta di diventare paranoici o di rinunciare completamente alla condivisione digitale. Si tratta di essere genitori consapevoli e informati. Ogni famiglia deve trovare il proprio equilibrio, ma è essenziale farlo conoscendo tutti i rischi e le implicazioni delle proprie scelte.
I tuoi figli, un giorno, ti ringrazieranno per aver protetto la loro privacy quando non potevano farlo da soli. Il loro futuro digitale inizia dalle scelte che fai oggi. Come genitori del XXI secolo, abbiamo la responsabilità di navigare questo territorio inesplorato con saggezza, mettendo sempre al primo posto il benessere e la sicurezza dei nostri figli.
Noi siamo con te.
In Genitore Informato crediamo nell’importanza di affrontare questi temi complessi con equilibrio e competenza. Supportiamo i genitori attraverso guide specializzate, corsi formativi, il nostro libro Impara a dire NO, e consulenze personalizzate per navigare consapevolmente le sfide della genitorialità moderna.
Fonti
Doğan Keskin A, Kaytez N, Damar M, Elibol F, Aral N. Sharenting Syndrome: An Appropriate Use of Social Media? Healthcare (Basel). 2023 mag 9;11(10):1359. doi: 10.3390/healthcare11101359. PMID: 37239645; PMCID: PMC10218097.
