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Puntura Medusa: Quali sono le VERE soluzioni?

di Giorgio Cuffaro - Pediatra, Giugno 22, 2024

Dopo il nostro articolo sulla puntura di zecca, parliamo di un altro grande classico dell’estate: la puntura medusa.

In questo articolo parliamo di come funziona il morso della medusa, quali sono i suoi effetti, cosa fare in caso di puntura e come proteggersi.

Puntura medusa: perché fa male?

Le note lesioni cutanee causate dal morso medusa sono provocate dal contatto con una sostanza estremamente irritante, secreta dai loro tentacoli e contenuta in microscopiche cisti chiamate nematocisti.

Ciò che ne consegue è, come nel caso della puntura di imenottero, una reazione infiammatoria locale più o meno intensa e dolorosa (a seconda della specie, della superficie coinvolta e della sensibilità della persona) che, nel giro di alcuni minuti, assume l’aspetto dell’orticaria.

Compaiono infatti i caratteristici pomfi e il tipico prurito.

In alcuni casi si tratta di una vera e propria ustione, come nella seguente immagine che mostra una bambina di 2 anni che si trovava in una spiaggia del litorale adriatico in una “pozza” scavata a ridosso del bagnasciuga dai genitori per poter giocare e dove un’onda le ha portato la “sorpresa”.

puntura medusa

Come spesso capita in medicina, anche in questo caso le credenze popolari possono fare danni:

  • non applicare alcol
  • non applicare aceto
  • non applicare ammoniaca (tantomeno pipì, che comunque ne contiene solo tracce)
  • non strofinare con sabbia

Ma dunque, quali sono le migliori soluzioni?

Scopriamo subito che molti dei rimedi che vengono normalmente consigliati dalla “saggezza tradizionale”, sono in realtà inutili o persino dannosi. Vediamo dunque cosa fare davvero.

Cosa fare con una puntura di medusa?

Ci sono alcuni passi che è utile intraprendere:

  1. Rimuovere eventuali frammenti di tentacoli rimasti adesi;
  2. Lavare abbondantemente con acqua SALATA per rimuovere il più possibile le sostanze urticanti (l’acqua dolce potrebbe invece favorire la rottura delle nematocisti);
  3. Applicare gel astringente al cloruro di alluminio: questa è una soluzione poco nota in Italia ma rapidamente efficace, da avere sempre in borsa che va bene anche per le punture di zanzara;
  4. Proteggere dai raggi UV la parte per 10-15 giorni per evitare macchie solari.

L’eventuale applicazione di pomate cortisoniche impiegherà almeno mezz’ora per agire, e nel frattempo la reazione si sarà quasi sempre risolta spontaneamente.

Molto meglio il gel al cloruro di alluminio!

È ovviamente possibile che ci sia una reazione allergica e, in quel caso, bisogna intervenire anche su quella conseguenza, prestando attenzione anche a un eventuale shock anafilattico.

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Fonti

https://www.issalute.it/index.php/falsi-miti-e-bufale/farmaci-integratori-cosmetici/dopo-il-contatto-con-una-medusa-si-deve-mettere-l-ammoniaca-sulla-pelle

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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