fbpx

Puntura zecca: cosa fare se vieni morso?

di Giorgio Cuffaro - Pediatra, Giugno 20, 2024

Il tuo bambino ha una puntura zecca (o meglio un morso di zecca) e vuoi sapere cosa fare, ma soprattutto cosa non fare?

Lo scopriamo in questo articolo.

Puntura zecca: tutto ciò che devi sapere.

Con l’arrivo della primavera è possibile avere a che fare con questo piccolo animale, che concentra la sua attività proprio nel periodo più caldo dell’anno (marzo-ottobre).

Se del ragno conosciamo tutti il numero di zampe, sareste pronti a scommettere su quello delle zecche?

In questo caso sarebbero valide 2 risposte, sulla base dell’età della zecca stessa: le più giovani (e anche meno probabilmente infette, essendo entrare in contatto con un minor numero di animali ospiti), presentano 6 zampe (stadio di larva, piccole quanto la testa di uno spillo).

Negli stadi successivi (ninfa e adulto), possiedono le classiche 8 zampe. In effetti, come accennavo, sono aracnidi, appartenenti alla classe degli artropodi, esattamente come i ragni.

Tipiche dei nostri boschi e parchi, non amano l’alta quota, non essendo presenti oltre i 1200-1500 m di altitudine.

Come si comporta la zecca?

Le zecche sono ematofaghe: si nutrono di sangue, di cui hanno bisogno per poter raggiungere lo stadio adulto (passando per quelli intermedi prima annunciati di larva e ninfa).

Il sangue è indispensabile alle femmine per consentire lo sviluppo delle uova prima di deporle sull’animale di turno che si occuperà, ignaro, della loro cova e dell’alimentazione delle larve.

Generalmente restano adese all’ospite per circa una settimana per poi, sazie, lasciarsi cadere nell’ambiente, dove possono resistere fino a un anno senza nutrirsi di sangue.

Le zecche non volano e non saltano, e nemmeno si fiondano sulla vittima dalla cima degli alberi, ma si posizionano all’estremità di piccoli arbusti pronte all’agguato, attendendo il passaggio del loro ospite successivo.

Sono in grado di riconoscere l’uomo (ma anche topi, scoiattoli, uccelli o altri mammiferi) grazie al calore emanato e all’anidride carbonica esalata e il loro morso è indolore, prediligendo per i loro banchetti sedi riparate come gli scavi ascellare e popliteo (dietro il ginocchio) o la regione genitale.

Esistono oltre 900 specie di secche diverse, dure e molli ma, quelle di maggiore interesse in Italia sono la zecca dei boschi (Ixodes ricinus), che ama gli ambienti umidi e ombreggiati, ed è presente soprattutto nei boschi del Nord Italia (responsabile sia della malattia di Lyme che della meningo-encefalite da zecca) e la zecca del cane, ma non solo del cane (Rhipicephalus sanguineus), amante di ambienti più caldi e asciutti, con vegetazione più diradata, responsabile della trasmissione della febbre bottonosa del Mediterraneo, tipica del nostro Sud.

Malattie da morso di zecca.

Vediamo ora brevemente le 3 principali infezioni trasmesse dalle zecche italiane, ovvero la malattia di Lyme (o borrelliosi), la meningo-encefalite da zecca e la febbre bottonosa del Mediterraneo.

  • Malattia di Lyme o Borrelliosi. Questa malattia è trasmessa, come accennato, dalla zecca dei boschi la quale, nutrendosi del sangue infetto di animali portatori dell’agente eziologico di questa malattia come lepri, volpi, cervidi e roditori, ne diventa vettore (in grado quindi di “prelevare,” il batterio, la Borrelia, da un animale, e di trasmetterlo a un altro; un po’ come fa la zanzara con la malaria).

    L’infezione, batterica, dopo una fase iniziale subdola con interessamento cutaneo (ma estremamente caratteristico), può colpire articolazioni, sistema nervoso e gli organi interni, cuore compreso. Se non tempestivamente riconosciuta e trattata con adeguata terapia antibiotica, può assumere decorso cronico (che significa durare mesi o anni).

    Esistendo in Italia diversi tipi di borrelia responsabili della malattia, non risulta utile la proposta della vaccinazione come negli USA dove, invece, è diffusa esclusivamente la Borrelia burgdorferi sensu striato (per la quale è stato sviluppato un vaccino specifico ed efficace).

    La tipica lesione a coccarda, detta eritema migrante, compare a distanza di 3-32 giorni dal morso (ma solo nel 70% dei casi), circonda inizialmente la sede di morsicatura (con o senza zecca ancora presente), per poi “migrare” anche ad altre sedi del corpo.

    Dato che la malattia non conferisce immunità, l’infezione può essere contratta più volte nel corso della vita.

    Le Regioni maggiormente interessate sono il Friuli Venezia Giulia, la Liguria, il Veneto, l’Emilia Romagna e il Trentino.
  • Meningo-Encefalite da zecche (TBE), o meningo-encefalite primaverile-estiva, è anch’essa trasmessa dalla zecca dei boschied è, per le sue caratteristiche, più frequente nelle regioni del Nord Italia.

    In questo caso la causa non è batterica bensì virale, ad opera di un 𝑓𝑙𝑎𝑣𝑖𝑣𝑖𝑟𝑢𝑠 simile a quelli che causano febbre gialla e dengue.

    Sebbene l’infezione passi inosservata bel 70% dei casi, nel 30% circa si manifesta con sintomi influenzali che compaiono dopo 3-28 giorni dal morso (febbre alta, mal di testa, mal di gola, stanchezza, dolori ai muscoli e articolari). Nel 5% circa dei casi, dopo una fase di guarigione apparente, viene coinvolto il sistema nervoso con esito fatale in circa 1% dei casi.

    Per la TBE esiste la vaccinazione, che prevede 3 dosi nell’arco di circa 1 anno e richiami ogni 3 anni. La stessa è consigliata a chi, per motivi di lavoro o di svago, trascorre molto tempo all’aria aperta.
  • Febbre bottonosa del Mediterraneo. Veicolata principalmente dalla zecca del cane, è causata da un batterio, la Rickettsia, che parassita non solo il cane, ma anche altri animali domestici e selvatici come conigli, lepri, ovini, caprini e bovini.

    Dopo un periodo di incubazione di 3-5 giorni, si manifesta con un’eruzione cutanea che si estende a tutto il corpo, compreso il palmo delle mani e dei piedi. A 5-7 giorni dal morso della zecca compaiono sintomi simili a quelli dell’influenza elencati in precedenza.

    In molti pazienti può essere presente la cosiddetta tache noire, cioè una crosta o lesione di colore nero nel punto in cui è avvenuto il morso della zecca.

    Il decorso è generalmente benigno e solo raramente si può avere un transitorio interessamento del sistema nervoso (sindrome di Guillain-Barrè) o coinvolgimento renale (con insufficienza renale).

    Trattandosi di infezione batterica, come nel caso della Malattia di Lyme, prevede una terapia antibiotica specifica.

    (Come mai per la meningoencefalite, causata da un virus, non è prevista terapia antibiotica? Perché i virus, SARS-CoV-2 compreso, NON si curano con gli antibiotici!)
puntura zecca

Come si toglie una zecca?

La zecca, se individuata, deve essere rimossa da viva e possibilmente integra. Va quindi evitata qualunque procedura possa soffocarla o stressarla, provocando il rigurgito di saliva, potenzialmente infetta, tramite l’apparato buccale o rostro, con cui si ancora alla cute e si nutre.

Da evitare quindi l’applicazione di olio, alcol o qualunque altra sostanza irritante.

La zecca va afferrata alla base e rimossa con rotazione in senso antiorario con una leggera trazione. In commercio esistono pratici dispositivi che ne scongiurano la rottura.

Una volta rimossa disinfettare la sede del morso.

Non è indicata alcuna terapia antibiotica in via preventiva.

Va invece verificato di essere in regola con l’antitetanica.

Noi siamo con te

Noi di Genitore Informato siamo con te lungo tutto il viaggio della genitorialità, dal periodo fertile, al preparto, alla vita con i bambini.

Ti supportiamo con le nostre guide, i corsi e le nostre consulenze personalizzate.

Ricorda, non sarete mai soli: noi siamo con voi.

Fonti

https://www.msdmanuals.com/it-it/professionale/malattie-infettive/spirocheti/malattia-di-lyme

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

{"email":"Email address invalid","url":"Website address invalid","required":"Required field missing"}