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Quando Avviene Attecchimento Dopo Transfer? Scopriamolo!

di Severino Cirillo, Maggio 17, 2024

Una domanda di chi fa fecondazione assistita, e specialmente di chi ha già fatto più di un tentativo, è proprio quando avviene attecchimento dopo transfer.

In questo articolo parliamo di come si capisce se l’embrione ha attecchito, cosa succede 5 giorni dopo il transfer, quando avviene l’attecchimento delle blastocisti, se ci sono perdite, quando si iniziano ad avere i sintomi della gravidanza e quanti giorni dopo bisogna fare il test di gravidanza.

Quando avviene l’attecchiamento dell’embrione?

I giorni dopo il transfer, cioè il momento in cui si resta incinte, sono quelli più tesi.

Il feto infatti deve trovare il suo posto nell’utero e cominciare a crescere nel giro di poche ore o giorni e la mamma che si trova in attesa di sapere, tramite le beta HCG, passa spesso questi giorni in attesa spasmodica di buone notizie.

Il percorso della fecondazione in vitro (FIV) può essere un viaggio complesso.

Uno dei momenti più cruciali è l’attecchimento dell’embrione, che avviene dopo il transfer.

Quando avviene attecchimento dopo transfer di blastocisti?

L’impianto della blastocisti di solito avviene tra 6 e 10 giorni dopo l’ovulazione, o 1-5 giorni dopo il transfer di blastocisti.

Durante l’impianto, la blastocisti si annida nella parete uterina e inizia a produrre l’ormone della gravidanza, la gonadotropina corionica umana (hCG).

Nell’1% circa dei casi, purtroppo, si verifica una gravidanza ectopica.

Questo, a quanto pare, è più probabile quando si cerca di impiantare un embrione “fresco” rispetto a uno congelato secondo uno studio pubblicato sulla rivista Fertility and Sterility che ha analizzato in dettaglio questa questione.

È importante notare che ogni persona e ogni gravidanza possono essere diverse, quindi questi eventi possono variare da caso a caso.

Inoltre, i sintomi precoci di gravidanza possono non manifestarsi in tutti i casi, ci sono anche gravidanze senza sintomi.

È sempre meglio consultare il tuo ginecologo per una valutazione accurata.

Arriverà anche il momento delle ecografie – dove potrebbero presentarsi formazioni iperecogene o anecogene – e lì aumenteranno le nostre certezze.

Come si capisce se l’embrione ha attecchito?

Dopo il transfer, l’embrione inizia il suo viaggio verso l’utero, dove si attaccherà alla parete uterina in un processo noto come attecchimento o impianto.

Questo evento cruciale è spesso silenzioso e non presenta sintomi specifici.

Tuttavia, alcune donne possono sperimentare lievi crampi o sanguinamento vaginale leggero, simile alle mestruazioni.

È importante ricordare che ogni donna è unica e potrebbe non riscontrare alcun sintomo. L’unico modo sicuro per confermare l’attecchimento è tramite un test di gravidanza.

Cosa succede 5 giorni dopo il transfer?

Cinque giorni dopo il transfer, l’embrione – ora chiamato blastocisti – dovrebbe aver raggiunto l’utero. In questo stadio, la blastocisti inizia a “scavare” nella parete uterina in un processo chiamato impianto.

quando avviene attecchimento dopo transfer

Quando si iniziano ad avere i sintomi dopo il transfer?

I sintomi della gravidanza possono variare da donna a donna e da gravidanza a gravidanza.

Alcune donne possono iniziare a sentirsi diverse già nei primi giorni dopo l’impianto, mentre altre potrebbero non notare alcun cambiamento per diverse settimane.

I sintomi più comuni includono seni dolenti, nausea, stanchezza, aumento della frequenza urinaria e cambiamenti dell’umore.

Tuttavia, queste esperienze sono molto soggettive e non possono essere prese come conferma definitiva dell’attecchimento.

L’unica conferma si può avere tramite un ciclo di test delle Beta Hcg.

Quanti giorni dopo l’impianto si può fare il test beta?

Il test beta-hCG, un esame del sangue per confermare la gravidanza, può essere eseguito circa 9-11 giorni dopo il transfer di blastocisti.

Questo test misura i livelli di hCG nel sangue, l’ormone prodotto dall’embrione dopo l’impianto.

Nei giorni successivi, con la PMA, si eseguono altri prelievi per monitorare la crescita dell’embrione nei primi giorni e vedere se tutto sta andando per il verso giusto.

A cosa serve il progesterone dopo il transfer?

Il progesterone è un ormone fondamentale per la gravidanza.

Aiuta a preparare l’utero per l’impianto dell’embrione e successivamente supporta la crescita e lo sviluppo del feto.

Dopo il transfer, le donne possono essere invitate a continuare a prendere supplementi di progesterone per aiutare a sostenere le prime settimane di gravidanza e creare il miglior ambiente per l’attecchimento e la crescita dell’embrione.

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Fonti

Huisman GJ, Fauser BC, Eijkemans MJ, Pieters MH. Implantation rates after in vitro fertilization and transfer of a maximum of two embryos that have undergone three to five days of culture. Fertil Steril. 2000 Jan;73(1):117-22. doi: 10.1016/s0015-0282(99)00458-6. PMID: 10632424.

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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