La quarta malattia, conosciuta anche come “scarlattinetta“, è un argomento che ha suscitato dibattiti e confusione nel mondo medico per oltre un secolo.
In questo articolo ne parliamo in dettaglio.
Le origini della quarta malattia
Descritta per la prima volta nel 1900 dal dottor Clement Dukes sulla prestigiosa rivista “Lancet”, questa condizione si colloca in una zona grigia tra mito e realtà medica.
La denominazione “quarta malattia” deriva da un’epoca in cui si credeva che le malattie esantematiche dell’infanzia seguissero un ordine preciso.
In questa sequenza, la quarta malattia si collocava dopo morbillo, scarlattina e rosolia, e prima della quinta e sesta malattia.
Alcune fonti suggeriscono che la numerazione potrebbe anche essere basata sull’ordine cronologico con cui queste malattie sono state descritte nella letteratura scientifica.
Esiste davvero la quarta malattia?
Oggi, l’esistenza stessa della quarta malattia è oggetto di dibattito nella comunità medica. Molti specialisti ritengono che non si tratti di una malattia distinta, ma piuttosto di una variante meno grave della scarlattina.
Altri, incluso lo stesso Dukes, sostenevano che fosse causata da un virus, forse un enterovirus della famiglia dei Coxackie. Tuttavia, un virus specifico responsabile dei sintomi tipici della quarta malattia non è mai stato identificato con certezza.
È interessante notare che in molti autorevoli trattati di medicina pediatrica, come il Nelson, la quarta malattia non viene nemmeno menzionata. Questa omissione riflette la continua incertezza sulla sua natura e classificazione.
Sintomi
Nonostante le controversie sulla sua esistenza come entità distinta, la quarta malattia presenta una serie di sintomi caratteristici:
- Fase prodromica: i primi sintomi compaiono pochi giorni dopo il contagio e includono cefalea, inappetenza, sonnolenza e talvolta febbre lieve.
- Gola rossa e infiammata, accompagnata dall’ingrossamento dei linfonodi ai lati del collo.
- Esantema: l’elemento distintivo è l’eruzione cutanea, caratterizzata da piccoli puntini ravvicinati di colore rosa. Questo esantema è particolarmente evidente nell’area inguinale e dei glutei.
- L’esantema solitamente scompare dopo 4-5 giorni, talvolta seguito da una lieve desquamazione cutanea, simile a quanto accade nella scarlattina.
È importante notare che in molti casi i sintomi possono essere molto lievi e quasi impercettibili, rendendo la diagnosi ancora più complessa.

La quarta malattia negli adulti
Come per altre malattie esantematiche, anche gli adulti possono contrarre la quarta malattia se non l’hanno avuta da bambini.
I sintomi negli adulti tendono ad essere ancora più lievi che nei bambini.
Tuttavia, data la difficoltà di diagnosi precisa, si consiglia sempre una visita medica in caso di febbre, sintomi influenzali o eruzioni cutanee insolite.
La quarta malattia nei bambini
Nei bambini, la diagnosi di quarta malattia viene spesso considerata quando si presentano sintomi simili a quelli della scarlattina, ma in forma più lieve.
Tuttavia, molti esperti ritengono che questi casi potrebbero essere semplicemente esempi di esantemi “atipici” o “aspecifici”, ovvero risposte dell’organismo a infezioni non specifiche.
Nella maggior parte dei casi, queste forme virali si risolvono spontaneamente in pochi giorni.
Il pediatra valuterà la necessità di effettuare un tampone faringeo per identificare lo streptococco beta emolitico di gruppo A, l’unico caso in cui potrebbe essere necessaria una terapia antibiotica.
In gravidanza
La comparsa di febbre e eruzioni cutanee durante la gravidanza richiede sempre una valutazione medica, soprattutto se in casa ci sono bambini con sintomi simili.
Se viene diagnosticata la quarta malattia, generalmente non ci sono rischi particolari per il feto.
In caso di tampone faringeo positivo per lo streptococco, si procederà con la terapia antibiotica, sicura anche in gravidanza.
Contagio e diffusione
Il contagio della quarta malattia, sia nella sua forma batterica che in quella virale, avviene principalmente attraverso le goccioline respiratorie emesse con la tosse o per contatto diretto con la saliva o il muco del soggetto infetto.
Il periodo di contagiosità dura fino alla comparsa dell’esantema.
La malattia tende a diffondersi per “focolai epidemici”, soprattutto in ambienti come asili e scuole. La maggior parte dei casi si registra nei periodi primaverili ed estivi.
Rischi e complicanze
Essendo considerata una forma più lieve della scarlattina, la quarta malattia presenta generalmente un rischio di complicanze molto basso.
In casi rari e in soggetti predisposti, lo streptococco responsabile dell’infezione potrebbe causare problemi renali, ma queste situazioni sono estremamente infrequenti.
Diagnosi e trattamento
La diagnosi della quarta malattia è principalmente clinica, basata sui sintomi e sull’osservazione dell’esantema caratteristico. In alcuni casi, il pediatra potrebbe decidere di effettuare un tampone faringeo per escludere la presenza dello streptococco beta emolitico di gruppo A.
Il trattamento è generalmente sintomatico, mirando ad alleviare il disagio e la febbre se presente. Solo in caso di positività al tampone faringeo per lo streptococco si ricorre alla terapia antibiotica.
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Fonti
Morens DM, Katz AR. The “fourth disease” of childhood: reevaluation of a nonexistent disease. Am J Epidemiol. 1991 Set 15;134(6):628-40. doi: 10.1093/oxfordjournals.aje.a116135. PMID: 1951267.
