Il concetto di “reparenting” sta emergendo come una delle tendenze più importanti nel panorama genitoriale contemporaneo, ed è più di una semplice moda: è un vero e proprio mondo di consapevolezza che parte dalla guarigione personale per arrivare a un’educazione più sana e funzionale.
La nostra Disciplina Umami, per esempio, si basa anche su alcuni di questi principi, anche se non direttamente.
Cos’è il reparenting?
Il reparenting, è un processo terapeutico e di crescita personale attraverso cui gli adulti lavorano per riparare le ferite emotive dell’infanzia, sostituendo modelli genitoriali disfunzionali con nuove modalità di cura verso se stessi e, di conseguenza, verso i propri figli.
Non si tratta di biasimare i propri genitori, ma di riconoscere che le generazioni precedenti hanno fatto del loro meglio con gli strumenti emotivi e culturali che avevano a disposizione, spesso limitati da contesti storici e sociali molto diversi dagli attuali.
Il concetto affonda le radici nella psicologia dello sviluppo e nella teoria dell’attaccamento.
John Bowlby, pioniere in questo campo, ha dimostrato come le prime relazioni con le figure di accudimento plasmino profondamente il nostro modo di relazionarci con noi stessi e con gli altri per tutta la vita. Il reparenting riconosce che questi schemi possono essere modificati attraverso un lavoro consapevole, permettendo di spezzare cicli transgenerazionali di traumi e disfunzioni.

Perché i Millennial sono particolarmente coinvolti
I genitori Millennial, nati tra il 1981 e il 1996, si trovano loro malgrado in una posizione storica unica.
Sono cresciuti in un’epoca di transizione, spesso educati con metodi autoritari o permissivi estremi, e ora hanno accesso a una quantità di informazioni sulla psicologia infantile senza precedenti.
Questa generazione è la prima ad aver normalizzato la terapia e il lavoro su di sé, vedendoli non come segni di debolezza ma come strumenti di crescita.
Molti Millennial hanno sperimentato durante l’infanzia pratiche educative che oggi la ricerca scientifica ha dimostrato essere dannose o inefficaci:
- punizioni fisiche
- invalidazione emotiva
- mancanza di comunicazione sui sentimenti
- aspettative irrealistiche
- assenza totale di limiti
La maggiore consapevolezza psicologica di questa generazione li porta a riconoscere come questi approcci abbiano lasciato cicatrici emotive e a voler fare diversamente con i propri figli.
C’è anche un elemento culturale importante: i Millennial sono cresciuti vedendo i propri genitori, spesso appartenenti alla generazione X o ai Baby Boomer, sacrificarsi completamente per il lavoro o la famiglia, reprimendo le proprie emozioni e perpetuando modelli relazionali rigidi.
Ora, con una maggiore attenzione alla salute mentale e al benessere personale, questa generazione cerca un equilibrio diverso, riconoscendo che prendersi cura di sé non è egoismo ma prerequisito per essere genitori presenti ed efficaci.
Come funziona il reparenting nella pratica genitoriale?
Il reparenting si manifesta concretamente in diversi modi nella quotidianità genitoriale.
Il primo passo è l’autoconsapevolezza: riconoscere quando le proprie reazioni sono guidate da schemi appresi nell’infanzia piuttosto che dalle reali necessità del momento presente. Quando un genitore si trova a urlare per una banalità o a sentirsi sopraffatto da un capriccio, il reparenting invita a fermarsi e chiedersi: “Cosa si è attivato in me? Questa reazione è proporzionata alla situazione o sto rivivendo qualcosa del mio passato?”
Molti genitori Millennial stanano attivamente a lavorare su trigger specifici. Se da bambini sono stati puniti severamente per aver espresso rabbia, potrebbero trovare particolarmente difficile gestire i momenti di frustrazione dei propri figli.
Riconoscere questo pattern permette di scegliere consapevolmente una risposta diversa, accogliendo l’emozione del bambino invece di reprimerla come fu fatto con loro.
Un altro aspetto fondamentale è la riparazione. Quando un genitore perde la pazienza o reagisce in modo inadeguato, il reparenting insegna l’importanza di tornare dal bambino, scusarsi autenticamente e spiegare cosa è successo in modo appropriato all’età.
Questo modella per i figli che gli errori sono umani e che le relazioni possono essere riparate, un’esperienza che molti Millennial non hanno avuto con i propri genitori, cresciuti in culture dove l’autorità genitoriale raramente ammetteva errori.
Il reparenting influenza anche il modo in cui si stabiliscono i limiti. Invece dell’autoritarismo (“perché lo dico io”) o del permissivismo estremo, questa generazione cerca un approccio autorevole: limiti chiari e coerenti, spiegati con empatia.
Si tratta di dire “capisco che tu voglia continuare a giocare e che sia difficile smettere, ma ora è il momento della cena” invece di “smettila subito di fare capricci” o, all’opposto, cedere sempre per evitare conflitti.
La validazione emotiva come strumento centrale
Una delle caratteristiche più distintive del reparenting applicato alla genitorialità è l’enfasi sulla validazione emotiva. Molti genitori Millennial sono cresciuti sentendosi dire “non c’è niente da piangere”, “non fare il bambino”, “sei troppo sensibile” o altre frasi che invalidavano le loro emozioni. Ora, armati di una comprensione più profonda dello sviluppo emotivo, fanno diversamente.
La validazione non significa assecondare ogni desiderio del bambino, ma riconoscere che i suoi sentimenti sono reali e legittimi, anche quando il comportamento che ne deriva non è accettabile. Dire “vedo che sei molto arrabbiato perché volevi quel giocattolo, la rabbia è normale, ma non possiamo comprarlo oggi” è radicalmente diverso dal dire “smetti di fare scenate” o, peggio, punire il bambino per aver espresso un’emozione.
La ricerca neuroscientifica supporta ampiamente questo approccio. Studi condotti da Daniel Siegel e Tina Payne Bryson hanno dimostrato che quando i bambini si sentono compresi emotivamente, il loro sistema nervoso si calma più rapidamente e sviluppano una migliore regolazione emotiva nel lungo periodo.
La validazione non crea bambini viziati, come temevano le generazioni precedenti, ma bambini emotivamente intelligenti e resilienti.
Il reparenting non è permissivismo
È importante chiarire un equivoco comune: il reparenting e l’attenzione alle emozioni non significano eliminare regole, limiti o aspettative. Al contrario, la ricerca è chiarissima nel dimostrare che i bambini prosperano con struttura e coerenza, purché queste siano offerte con calore e connessione.
Diana Baumrind, psicologa dello sviluppo, ha identificato quattro stili genitoriali:
- autoritario
- autorevole
- permissivo
- trascurante
Le ricerche hanno consistentemente dimostrato che lo stile autorevole, caratterizzato da alti livelli sia di calore che di struttura, produce i migliori outcome nei bambini in termini di benessere emotivo, successo accademico e competenze sociali.
I genitori che praticano il reparenting mirano proprio a questo: essere autorevoli piuttosto che autoritari. Stabiliscono confini chiari perché sanno che i bambini ne hanno bisogno per sentirsi sicuri, ma lo fanno riconoscendo l’umanità e l’autonomia del bambino. Possono dire “comprendo che tu sia deluso, ma la risposta rimane no” mantenendo sia l’empatia che il limite.
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Fonti
1. Gülüm IV, Soygüt G. Limited reparenting as a corrective emotional experience in schema therapy: A preliminary task analysis. Psychother Res. 2022 Feb;32(2):263-276. doi: 10.1080/10503307.2021.1921301. Epub 2021 Apr 29. PMID: 33910484.
2. Edalat A, Farsinezhad M, Bokharaei M, Judy F. A Pilot Study to Evaluate the Efficacy of Self-Attachment to Treat Chronic Anxiety and/or Depression in Iranian Women. Int J Environ Res Public Health. 2022 May 24;19(11):6376. doi: 10.3390/ijerph19116376. PMID: 35681959; PMCID: PMC9180546.
