Resistenza Antibiotica: un pericolo molto sottovalutato.

di Severino Cirillo, Novembre 21, 2025

Severino Cirillo, Laureato in Health Sciences, CEO di Genitore Informato

La resistenza antibiotica è un problema globale che riguarda tutti, ma può essere particolarmente preoccupante quando si tratta della salute dei nostri bambini.

Si verifica quando i batteri sviluppano meccanismi per sopravvivere all’azione degli antibiotici, rendendo questi farmaci meno efficaci nel trattamento delle infezioni.

In questo articolo, esploreremo le cause della resistenza agli antibiotici nei bambini, come possiamo prevenirla e quali sono le alternative disponibili per il trattamento delle infezioni.

Perché si diventa resistenti agli antibiotici?

La resistenza agli antibiotici si sviluppa principalmente a causa dell’uso eccessivo e inappropriato di questi farmaci.

Questo avviene in maniera diretta, con prescrizioni spesso fatte alla leggera o con genitori che usano antibiotici anche quando non dovrebbero nella speranza che un’infezione non identificata passi e in maniera indiretta, a causa degli allevamenti animali. Entriamo più nel dettaglio delle cause:

  1. Prescrizione eccessiva: gli antibiotici vengono spesso prescritti anche per infezioni virali, come il raffreddore e l’influenza, L’antibiotico uccide i batteri, non i virus (per i quali, in alcuni casi, sarebbe meglio un antivirale), per cui l’utilizzo oltre ad essere spesso inutile, si rivela dannoso.
  2. Dosaggio e durata del trattamento inadeguati: se i bambini non assumono gli antibiotici nella giusta dose e per il tempo corretto, i batteri possono sopravvivere e sviluppare resistenza. Spesso, vedendo i sintomi alleviarsi, i genitori interrompono la cura che invece va continuata secondo le indicazioni della posologia del farmaco o del medico curante (che non sta facendo prescrizione eccessiva, ovviamente)
  3. Autoprescrizione: l’uso di antibiotici senza una prescrizione medica, spesso a seguito di consigli di amici o familiari, contribuisce al problema della resistenza.
  4. Uso di antibiotici negli allevamenti: l’uso di antibiotici negli animali da allevamento può portare alla presenza di batteri resistenti negli alimenti che consumiamo, aumentando il rischio di infezioni resistenti negli esseri umani.

Nel 2022 le resistenze antibiotiche hanno causato oltre 3 milioni di morti tra i bambini nel mondo a causa di infezioni resistenti alle cure.

Quali sono le conseguenze della resistenza antibiotica?

L’antibiotico-resistenza può avere gravi conseguenze per la salute dei bambini – e degli adulti – tra cui alcune che potrebbero anche essere fatali. Non è davvero un problema da sottovalutare anche se se ne parla molto poco. Alcuni tra i problemi che può causare sono:

  1. Infezioni più gravi e difficili da trattare: le infezioni causate da batteri resistenti agli antibiotici potrebbero rivelarsi più estese e diventare più gravi, così da richiedere trattamenti più lunghi e costosi, con la possibilità che non funzionino;
  2. Maggiori rischi di complicanze: i bambini con infezioni resistenti sono a maggior rischio di sviluppare complicanze, come per esempio infezioni del sangue o polmoniti, che possono mettere in pericolo la loro vita;
  3. Aumento della diffusione di infezioni: la resistenza agli antibiotici può portare alla diffusione di infezioni resistenti tra i membri della famiglia e la comunità, mettendo a rischio anche altre persone e causando un più facile diffondersi di epidemie che sarebbero state evitabili;

Se a livello sistemico non possiamo fare moltissimo, le azioni dei singoli possono fare la differenza, quindi vediamo come si potrebbe prevenire la resistenza agli antibiotici nei bambini.

Come prevenire la resistenza agli antibiotici nei bambini?

Oltre a seguire le istruzioni dei medici nella posologia degli antibiotici, sarebbe anche utile che questi ultimi li prescrivessero solo quando necessario.

Purtroppo, non sempre è questo il caso: ma non è un problema solo del nostro paese, ma piuttosto diffuso.

A questo proposito ci tengo a inserire qui il testo di un post del nostro Pediatra di fiducia Giorgio Cuffaro, che mostra esattamente come si potrebbe combattere questa problematica (in allegato una foto dal suo studio)

tamponi per diagnosi 4 in 1

“Quelli che vedete in foto sono i tamponi “4 in 1” per virus respiratori che mi sono risultati positivi lo scorso inverno, nel periodo novembre-marzo, su circa 450 bambini visitati.

Di quei 450 bambini visitati avevo eseguito il tampone a un centinaio di loro, di cui una cinquantina erano risultati positivi e nello specifico:

  • 1 sia per Influenza A che RSV (Virus Respiratorio Sinciziale, quello che nei piccoli causa la bronchiolite. O meglio, quello che nei piccoli causava la bronchiolite e dallo scorso inverno la causa quasi esclusivamente ai figli dei genitori che hanno rifiutato la profilassi con Nirsevimab).
  • 2 per SARS-CoV-2. DUE. Il 4% del totale. Ci sono ospedali in cui lavoro dove al triage viene ancora eseguito il tampone per solo COVID ai pazienti febbrili. Li cambierei con questi.
  • 6 per Influenza B.
  • 20 per Influenza A.
  • 20 per VRS.

I bambini a cui ho fatto il tampone presentavano febbre da diversi giorni e, in alcuni casi e come qualcuno avrà letto in qualche mio vecchio post, una vera e propria polmonite riscontrata con l’ecografo che, essendo virale fino a prova contraria, non aveva richiesto alcuna terapia antibiotica (nei casi dubbi per conferma avevo dosato la PCR, Proteina C Reattiva da goccia di sangue).

Di quei 50 bambini positivi per virus respiratori NESSUNO si è complicato con una forma batterica richiedendo una terapia antibiotica nei giorni a seguire. Nessuno, sebbene molti presentassero i “temibilissimi” rumori auscultatori da “bronchite”, quasi sempre manifestazione di un broncospasmo acuto virale o di una polmonite interstiziale virale che, quindi, non avrebbero beneficiato dell’antibiotico (anche il Mycoplasma pneumoniae, che è un batterio, può dare polmonite interstiziale ma, questa, è un’altra storia).

A distanza di qualche mese dall’ultimo tampone eseguito (ora sono altri i virus respiratori in circolazione, come Metapneumovirus, Adenovirus, Rhinovirus), posso confermare senza dubbio alcuno l’importanza e l’utilità di uno strumento dal costo irrisorio (gli ultimi li ho pagati 1,70 euro l’uno e li ho pronti per la prossima stagione) in grado di porre diagnosi in pochi minuti, evitando la prescrizione inutile di antibiotici e consentendo quantomeno di attendere in sacrosanta vigile attesa qualche altro giorno.”

I genitori possono contribuire a loro volta a prevenire la resistenza agli antibiotici seguendo raccomandazioni abbastanza semplici (anche se sappiamo che non è mai semplice quando si parla della salute dei nostri bambini).

La prima buona abitudine è non insistere per gli antibiotici: se il medico ritiene che l’infezione del vostro bambino sia virale e non necessiti di antibiotici, non insistete per ottenerli.

Per una motivazione molto semplice: gli antibiotici servono a debellare infezioni batteriche e non fanno nulla contro quelle virali.

Un passo importante è seguire le istruzioni del medico: se il tuo bambino, invece, ha bisogno di antibiotici, assicurati di seguirne le prescrizioni in termini di dosaggio e durata del trattamento (sì, anche se i sintomi sono spariti)

Mai antibiotici fai da te.

Non interrompere il trattamento prima del tempo anche se il tuo bambino sembra stare meglio: questo è fondamentale in quanto permette l’eliminazione totale della colonia batterica che sta causando l’infezione.

Interrompere l’antibiotico prima del tempo potrebbe causare una recidiva e, come avrai intuito, antibiotico-resistenza.

Importantissimo è non utilizzare antibiotici senza prescrizione: evita di dare al tuo bambino antibiotici senza la prescrizione del pediatra o di un medico, anche se hai già utilizzato quel farmaco in passato per un’infezione simile.

Promuovi in casa e fuori l’igiene e la prevenzione delle infezioni: insegna ai tuoi bambini l’importanza di lavarsi le mani regolarmente e di evitare il contatto con persone malate per ridurre il rischio di contrarre infezioni.

Conoscere queste regole significa anche non cedere a miti strani come quello del colpo d’aria: il colpo d’aria non esiste.

rsistenza agli antibiotici

Ci sono alternative agli antibiotici?

Se il tuo bambino ha un’infezione virale o un’infezione batterica lieve, ci sono alcune alternative agli antibiotici che potresti prendere in considerazione. Ricorda che per questo tipo di situazioni è sempre meglio avere il parere del tuo pediatra.

Alcune pratiche possono aiutare la risoluzione e la guarigione: riposo, idratazione e l’uso di umidificatori possono aiutare a alleviare i sintomi di infezioni virali come il raffreddore e l’influenza.

Non sono risolutivi, ovviamente, ma aiutare il corpo a fare il suo lavoro in un momento di difficoltà è sempre una buona idea.

Alcuni farmaci da banco possono alleviare i fastidi dell’infezione, come per esempio antipiretici e antidolorifici: il paracetamolo o l’ibuprofene possono aiutare a ridurre la febbre e il dolore associati alle infezioni.

Alcuni rimedi naturali, come la vitamina C, possono aiutare a rafforzare il sistema immunitario e a combattere le infezioni, anche se ci sono ancora poche prove a supporto del fatto che siano effettivamente utili. Tenere in forma il sistema immunitario ovviamente lo è, applicando le migliori abitudini di igiene e alimentazione.

Infine, poi, ci sono i vaccini: assicuratevi che i vostri bambini ricevano tutti i vaccini obbligatori e raccomandati, così che siano protetti in anticipo dalle infezioni o dalle loro versioni più gravi, prima ancora che queste possano richiedere l’uso di antibiotici.

Una scoperta interessante del 2025

Secondo un recente studio pubblicato su PLOS Pathogens da ricercatori dell’Università di Losanna, la resistenza agli antibiotici tende a stabilizzarsi nel tempo piuttosto che aumentare indefinitamente.

Analizzando oltre 3 milioni di campioni batterici raccolti in 30 paesi europei tra il 1998 e il 2019, i ricercatori hanno scoperto che dopo un iniziale aumento, i livelli di resistenza raggiungono un equilibrio.

Lo studio ha evidenziato che l’uso di antibiotici influisce sulla velocità di stabilizzazione e sulla variabilità tra paesi, ma la correlazione tra cambiamenti nella resistenza e utilizzo di antibiotici è risultata debole, suggerendo l’esistenza di altri fattori non ancora identificati.

Questa scoperta offre una prospettiva più ottimistica rispetto al timore di un aumento inarrestabile della resistenza antibiotica, fenomeno che contribuisce a circa 5 milioni di morti all’anno, e fornisce nuove conoscenze per monitorare e gestire questo importante problema di salute pubblica.

Un nuovo trend molto allarmante

Come riporta su Facebook il nostro pediatra Giorgio Cuffaro:

“Perché è sbagliato utilizzare i macrolidi (azitromicina e clarotrlmicina, ovvero Zitromax e Klacid) per “curare” i rumorini della famigerata “bronchite” che è quasi sempre virale e che non richiede alcun trattamento, come facevano d’ufficio certi luminari in pandemia con la COVID?

Perché è sbagliato utilizzare le cefalosporine (es. cefixime e ceftriaxone, ovvero Cefixoral e Rocefin) per trattare faringiti, otiti, polmoniti?

Perché magari poi qualche batterio, a furia di dai e dai, diventa resistente. Come sta accadendo con la signora della gonorrea, la Neisseria.

Di cui si stanno registrando casi tra i giovanissimi a Roma.

Ce lo racconta il dott. Stefano Prandoni nella pagina “L’Influenza, questa sconosciuta”.

“L’OMS avverte di livelli crescenti e preoccupanti di Gonorrea resistente ai farmaci

I dati del rapporto ESGAP (Enhanced Gonococcal Antimicrobial Surveillance Program) dell’OMS mostrano che la resistenza al ceftriaxone e al cefixime—i due antibiotici attualmente raccomandati per il trattamento di prima linea—è aumentata dallo 0,8% al 5% e dall’1,7% all’11%, rispettivamente, dal 2022 al 2024. La resistenza all’azitromicina, spesso utilizzata in combinazione con ceftriaxone e cefixime per garantire un trattamento efficace, è aumentata dallo 0,5% al 4%, mentre il 95% degli isolati di Neisseria gonorrhoeae era resistente alla ciprofloxacina.

La resistenza crescente a ceftriaxone e cefixima è particolarmente preoccupante dato che questi due antibiotici sono le ultime opzioni di trattamento raccomandate per la gonorrea, un’infezione sessualmente trasmissibile (IST) che ha rapidamente sviluppato resistenza a ogni antibiotico usato per il trattamento. Ma c’è speranza che due nuovi antibiotici che hanno mostrato promettenti negli studi clinici (zoliflodacina e gepotidacina) possano presto offrire più opzioni.”

Noi siamo al tuo fianco.

Noi di Genitore Informato sappiamo quanto sia difficile il viaggio della genitorialità e facciamo del nostro meglio per darti le migliori informazioni possibili e supportarti attraverso le nostre guide e corsi, il nostro libro Impara a dire No e, quando ne hai bisogno, con consulenze personalizzate che ti possano aiutare a risolvere un problema di cui non riesci a liberarti.

Fonti

1. Emons, M., et al. (2025). The evolution of antibiotic resistance in Europe, 1998–2019. PLOS Pathogens. doi.org/10.1371/journal.ppat.1012945.
2. https://www.bbc.com/news/articles/cy0xk86l9g9o.amp?fbclid=IwY2xjawLLvoFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETFZc2VBYXpHcWxWelBRbGlQAR5wBqtDrOvggcHIrR8PWlEZhQPrUyAzaj3_TYCLUbMcFrJe6bkAgLsNfPtFkA_aem_oE34IiJ5yudWsV_pQb4KKQ

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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