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Risvegli notturni bambini: cos’è un risveglio fisiologico?

di Claudia Denti, Marzo 18, 2024

Trattiamo ogni giorno il sonno dei bambini e dei neonati, aiutiamo i genitori a gestire i disturbi del sonno e i risvegli notturni bambini e ci scontriamo ogni giorno con la bruttissima realtà italiana di persone senza nessuna qualifica che si improvvisano consulenti del sonno facendo danni incredibili ai bambini, alla psiche e spesso anche al portafoglio dei genitori.

Purtroppo, questa commistione di figure e anche – diciamolo senza problemi – un comportamento antisalutista di molti pediatri, crea solo più confusione nei genitori, tra fondamentalismi sull’allattamento al seno e sulla “normalità” del non dormire mai per anni.

Uno dei fantastici miti, completamente fraintesi dalla grande maggioranza delle persone e purtroppo di alcuni professionisti, sono i risvegli fisiologici dei neonati.

Cominciamo dalle basi e cerchiamo di comprendere che cosa non va.

Cosa sono i risvegli fisiologici?

Cominciamo dal significato della parola fisiologico. Fisiologico significa normale, naturale.

Fine del discorso: l’unico significato di risvegli fisiologici è che sono normali. Andiamo più in dettaglio: è normale che il bambino si risvegli durante la notte. Questo significa che questi risvegli debbano durare ore, essere intrisi di pianti disperati e obbligare i genitori a poppate extra, giri in piedi con il bambino in braccio, dormire separati o qualunque altra follia per assecondare i “risvegli fisiologici” solo perché sono “normali”?

Assolutamente no.

Chi rinforza nei genitori l’idea che non dormire sia normale e quindi accettabile sta facendo un danno al bambino e alla famiglia. Il sonno ha un ruolo fondamentale nella crescita, nel benessere, nell’apprendimento e nella reazione immunitaria e privarsi (e privare il bambino) di un sonno di qualità è un problema che avrà delle conseguenze, spesso anche importanti.

Risvegli fisiologici neonato

Quando finiscono i risvegli notturni?

Mai. Prova a pensarci: ti sei mai svegliato di notte per fare pipì, bere, o anche solo per girarti dall’altra parte? Benvenuto: ecco che anche tu hai i tuoi risvegli fisiologici. Questo avviene perché il sonno attraversa diversi cicli durante la notte e ci sono punti in cui il sonno è più profondo e altri in cui è più leggero.

Inoltre, la nostra facilità al risveglio dipende anche dal nostro contesto di sonno e, soprattutto, dal nostro contesto interiore. Se non sei tranquillo, se hai mangiato troppo tardi, se hai una stanza non completamente buia, se fa troppo caldo o troppo freddo, se non sei in perfetta forma, se ti sei allenato a un orario troppo ravvicinato al sonno, se hai bevuto anche solo un bicchiere di vino… questi e mille altri fattori possono influenzare il tuo sonno.

Ora immagina di essere appena nato, di aver passato 9 mesi immerso in un liquido che ha reso tutto abbastanza uniforme a livello percettivo e immagina di trovarti in un mondo in cui devi respirare col naso, dormire in un letto, in una stanza con altri esseri umani con odori, rumori, sensazioni tattili che non sai ancora riconoscere.

Ti capiterà di risvegliarti o no? Ovviamente sì. Ecco il significato di “risveglio fisiologico”.

Cosa fare per i risvegli notturni?

Qui casca l’asino. Ci sono moltissimi professionisti, purtroppo, che credono che non si debba fare nulla: il bambino si sveglia e questa è la vita.

Cosa importa se i genitori passano giorni, settimane o mesi in deprivazione di sonno, con tutti i rischi per la salute e per la vita che questo comporta? Cosa importa se il bambino, che è in piena fase di crescita, si ritrova con molto sonno REM perso con tutto ciò che ne consegue a livello di regolazione ormonale?

Dopotutto è normale che i bambini si sveglino, quindi perché mai fare qualcosa per intervenire?

La risposta giusta è: si può fare qualcosa.

Le prime regole da seguire sono ovviamente quelle per la prevenzione della SIDS: ovviamente preferiamo qualche risveglio a un sonno che non finisce mai. Una volta rispettate tutte le linee guida per evitare la morte in culla, dobbiamo iniziare a ragionare per il lungo termine.

Il bambino, infatti, è incredibilmente abitudinario e, per quanto abbia ovviamente un suo temperamento, siamo noi a stabilire le abitudini e il contesto in cui il bambino costruirà queste abitudini. Ci saranno abitudini con cui il bambino si sveglia ogni ora e altre che invece favoriscono un sonno più continuo.

L’equazione è: più abitudini sane di sonno e routine pre-sonno, più alta la probabilità che il bambino dorma molto e bene (ovviamente potrebbe anche dormire per tutta la notte, ma non è assicurato. E anche nei casi in cui dovesse farlo, inevitabilmente si sveglierà un po’ di volte, anche solo per girarsi).

Inoltre, il tipo di allattamento influisce sul sonno: sarà più semplice che il bambino si regoli avendo poppate più regolari, ma ovviamente non bisogna scegliere il tipo di allattamento solo sulla base di quanto dormiremo. La scelta deve avvenire per il massimo benessere di mamma E bambino (non solo del bambino, come purtroppo troppi professionisti incitano a fare).

Risvegli neonato

Una buona soluzione ai risvegli notturni bambini.

Come spesso accade, la verità non sta in nessun estremo. Bisogna rispettare l’unicità del bambino, bisogna rispettarne il temperamento e, allo stesso tempo, bisogna aiutarlo ad avere le migliori condizioni di sonno possibili. Questo significa:

  • Prendersi cura della sua alimentazione
  • Creare un contesto di sonno ottimale
  • Creare delle routine che il bambino accetta di buon grado che facilitino il suo sonno
  • Comprendere i segnali di stanchezza che il bambino manda e rispettarli
  • Intervenire con le routine del sonno quando il bambino inizia ad avere sonno e non prima o dopo
  • Essere consistenti anche durante le varie regressioni
  • Agire per il lungo termine: ogni cosa che non vuoi fare a lungo, non farla mai (o quasi mai)

Naturalmente può capitare di sgarrare, ogni tanto, specialmente per consolare un bambino inconsolabile. Ricordiamo che metodi brutali come Estivill e simili sono inutili torture senza fondamento e servono solo a svuotare il tuo portafoglio.

Per evitare questo tipo di soluzioni inutili, abbiamo creato un percorso che ti aiuta a creare le migliori condizioni possibili per il sonno del tuo bambino e che ha già aiutato diverse migliaia di famiglie a ritrovare un sonno di qualità.

Il percorso Sonno Felice.

Il nostro percorso Sonno Felice è nato con l’intento di dare una soluzione utile, alla portata delle tasche di tutti, che riunisse la migliore informazione possibile riguardo il sonno del bambino e dell’adulto, che tenesse conto della relazione tra i partner (che in tempi di mancanza di sonno ne risente molto spesso) e che, soprattutto, funzionasse e avesse almeno una parte “su misura” per il tuo bambino.

Se vuoi sapere di più riguardo Sonno Felice e risolvere il tuo problema con i risvegli del bambino, puoi trovare tutte le informazioni che ti servono a questo link.

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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