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Ritardo linguaggio: come devo comportarmi?

di Claudia Denti, Marzo 18, 2024

Oggi parliamo di un tema che preoccupa molti genitori, che è il ritardo linguaggio dei bambini. Questo fenomeno può suscitare ansia e molte domande. Attraverso questo articolo, cercheremo di offrire una panoramica completa su cosa comporta un ritardo del linguaggio, come riconoscerlo, le possibili cause, e quando è il momento di intervenire.

Quando si parla di ritardo linguaggio?

Il ritardo nel linguaggio si riferisce a una condizione in cui il bambino non raggiunge le tappe principali dello sviluppo linguistico attese in base alla sua età cronologica. Solitamente, si inizia a parlare di ritardo quando un bambino non compie progressi significativi nella comprensione e/o produzione del linguaggio rispetto ai coetanei, con una differenza che può variare in base agli standard di riferimento adottati dai professionisti.

Gli esperti considerano diverse aree dello sviluppo linguistico: fonologia (i suoni del linguaggio), morfologia (la struttura delle parole), sintassi (la struttura delle frasi), semantica (il significato delle parole e delle frasi) e pragmatica (l’uso del linguaggio in contesto sociale). Un ritardo può manifestarsi in una o più di queste aree e può variare da lieve a severo.

Come capire se un bambino ha un ritardo nel linguaggio?

Capire se un bambino ha un ritardo nel linguaggio richiede un’osservazione attenta dei suoi comportamenti comunicativi. I segnali possono includere assenza della lallazione, una limitata varietà di suoni vocali, difficoltà nell’imparare nuove parole, problemi nel combinare parole in frasi o difficoltà nell’uso del linguaggio in contesti sociali. Ad esempio, un bambino di due anni dovrebbe essere in grado di comporre frasi di due parole, mentre un bambino di tre anni dovrebbe essere in grado di costruire frasi di tre/cinque parole.

È importante notare che ogni bambino si sviluppa al proprio ritmo, ma ci sono delle tappe evolutive generalmente riconosciute. Se un bambino non sembra seguire questi progressi, potrebbe essere opportuno consultare un logopedista o un pediatra per una valutazione approfondita.

Quali sono le cause del ritardo del linguaggio?

Le cause del ritardo del linguaggio possono essere molteplici e variano da fattori genetici a condizioni ambientali. Alcune delle cause più comuni includono problemi di udito, ritardi nello sviluppo generale, disturbi dello spettro autistico, disturbi neurologici, o anche un ambiente poco stimolante per lo sviluppo del linguaggio.

In alcuni casi, il ritardo del linguaggio può essere ereditario e presentarsi in più membri della stessa famiglia. È sempre importante valutare ogni potenziale causa con l’aiuto di professionisti del settore, al fine di definire il percorso terapeutico più adatto al singolo bambino.

ritardo linguaggio

Quando iniziano a parlare i parlatori tardivi?

I parlatori tardivi sono bambini che mostrano un ritardo nel linguaggio senza altre difficoltà di sviluppo. Spesso, questi bambini iniziano a parlare in modo significativo più tardi rispetto ai loro coetanei, ma generalmente recuperano e raggiungono i pari entro i 3-4 anni di età. Tuttavia, è importante notare che non tutti i parlatori tardivi recuperano senza un supporto: alcuni possono aver bisogno di interventi aggiuntivi per facilitare lo sviluppo del linguaggio.

Rispetto ai bambini con disturbi specifici del linguaggio (DSL), i parlatori tardivi tendono a migliorare le loro abilità linguistiche in modo più rapido e autonomo una volta che iniziano a parlare. Ciò nonostante, un monitoraggio attento è raccomandato per assicurarsi che stiano facendo progressi adeguati.

Quando si sblocca il linguaggio?

Il cosiddetto “sblocco” del linguaggio si verifica quando un bambino che ha mostrato un ritardo inizia ad acquisire nuove parole e a costruire frasi in modo più fluido e rapido. Questo processo non ha un momento preciso e varia da bambino a bambino. Si potrebbe individuare tra i 13 e i 18 mesi, ma molti parlatori tardivi mostrano invece un notevole miglioramento tra i 2 e i 3 anni, e alcuni possono necessitare di ancora più tempo.

La terapia logopedica e l’intervento precoce sono fattori chiave che possono aiutare a “sbloccare” il linguaggio.

Quando ci si deve preoccupare se il bambino non parla?

Se un bambino non parla entro i periodi dello sviluppo tipico, è comprensibile per i genitori sentirsi preoccupati. È consigliabile cercare una consulenza se il bambino non usa parole singole entro i 18 mesi, non compone frasi di due parole entro i 24 mesi, o se vi sono altri segnali di preoccupazione come mancanza di gesti sociali, difficoltà nell’attenzione condivisa o mancato miglioramento nel tempo.

Una valutazione precoce da parte di un logopedista è cruciale per determinare la presenza di un ritardo del linguaggio e sviluppare un percorso di supporto adeguato.

Cosa devo fare per aiutare un bambino con ritardo linguistico?

Se tuo figlio sembra presentare difficoltà nel linguaggio, l’adozione di pratiche quotidiane mirate è essenziale per incoraggiare lo sviluppo comunicativo del piccolo anche nel contesto domestico.

È utile, per esempio, introdurre la lettura come attività regolare fin dalla tenera età, scegliendo libri con immagini nitide e testi semplici. Sarà compito dei genitori leggere ad alta voce, collegando le parole ai relativi disegni, contribuendo così ad ampliare il lessico del bambino.

Inoltre, raccontare storie interattive che incoraggino il bambino a partecipare attivamente nel racconto può stimolare la sua immaginazione e invitarlo a utilizzare le parole che conosce. Questa pratica non solo è divertente, ma promuove anche l’uso espressivo del linguaggio.

È fondamentale comunicare con il bambino usando un ritmo lento e una pronuncia chiara, affinché possa comprendere meglio e assimilare le nuove parole. Porre domande semplici e ripetere termini nuovi potrà aiutare a rinforzare la loro memorizzazione e facilitare l’acquisizione linguistica.

Noi siamo con te.

Noi di “Genitore Informato”, comprendiamo le ansie e le preoccupazioni che possono accompagnare la vita da genitori. Siamo qui per offrirvi supporto, risorse e consulenze personalizzate per aiutarvi in questo percorso. Ricordatevi, non siete soli in questo viaggio, e con il sostegno giusto, ogni bambino può raggiungere il suo pieno potenziale.

Fonti

Centers for Disease Control and Prevention. (n.d.). Language disorders. Retrieved from https://www.cdc.gov/ncbddd/developmentaldisabilities/language-disorders.html

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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