Sangue dal naso: cosa NON fare?

di Severino Cirillo, Febbraio 6, 2025

Severino Cirillo, Laureato in Health Sciences, CEO di Genitore Informato

Il sangue dal naso, tecnicamente chiamato epistassi, è una delle situazioni che più frequentemente allarma i genitori.

Nella maggior parte dei casi, però, non rappresenta un problema serio nei bambini e può essere gestito facilmente a casa.

Vediamo insieme tutto quello che c’è da sapere su questo fenomeno estremamente comune.

Perché esce sangue dal naso ai bambini?

Il naso dei bambini è particolarmente delicato e ricco di piccoli vasi sanguigni che si trovano molto vicini alla superficie della mucosa nasale.

Questa caratteristica anatomica (in parte condivisa comunque con gli adulti) unita al fatto che i più piccoli tendono spesso a toccarsi e grattarsi il naso, rende l’epistassi un evento piuttosto frequente nell’infanzia.

La zona più sensibile si trova nella parte anteriore del setto nasale, denominata area di Kiesselbach.

Questa regione è particolarmente vulnerabile a piccoli traumi e irritazioni che possono causare il sangue dal naso.

sangue dal naso

Le cause più comuni dell’epistassi infantile

L’aria secca, soprattutto durante i mesi invernali quando i riscaldamenti sono accesi, può seccare e irritare la mucosa nasale.

I bambini che hanno l’abitudine di mettere le dita nel naso possono facilmente causare piccole lesioni che portano al sanguinamento.

I traumi lievi, come una caduta o un colpo accidentale al naso durante il gioco, rappresentano un’altra causa frequente del sangue dal naso, rendendo dei colpi relativamente leggeri molto più spaventosi di quello che in realtà sono.

Anche le infezioni delle vie respiratorie superiori, come il comune raffreddore, possono rendere la mucosa nasale più fragile e soggetta a sanguinamenti.

In alcuni casi, le allergie stagionali e la conseguente rinite allergica possono contribuire all’insorgenza.

Come devo intervenire quando esce sangue dal naso?

Quando si verifica un episodio di epistassi, è importante mantenere la calma e seguire alcuni passaggi fondamentali:

  • Far sedere il bambino con il busto eretto e la testa leggermente inclinata in avanti (non all’indietro, come invece moltissimi fanno). Questa posizione evita che il sangue venga ingerito, cosa che potrebbe causare nausea.
  • Applicare una leggera pressione sulla parte molle del naso, appena sotto l’osso, mantenendola per circa 10-15 minuti senza interruzioni.
  • Utilizzare un panno freddo o del ghiaccio avvolto in un tessuto da applicare sulla fronte o sul dorso del naso può aiutare a rallentare il sanguinamento.

È importante evitare alcuni errori comuni, come far distendere il bambino o, come detto, reclinare la testa all’indietro, poiché queste posizioni possono causare l’ingestione di sangue e possibile nausea o vomito.

Come posso prevenirla?

Per ridurre la frequenza degli episodi di epistassi, esistono diverse strategie preventive efficaci:

  • Mantenere un adeguato livello di umidità nelle stanze, specialmente nella camera da letto, utilizzando se necessario un umidificatore.
  • Applicare un sottile strato di vaselina all’interno delle narici può aiutare a mantenere la mucosa idratata, soprattutto nei mesi più secchi.
  • Insegnare ai bambini a non toccarsi il naso e a non inserire oggetti nelle narici.
  • Tagliare regolarmente le unghie dei bambini per minimizzare i danni in caso si grattino il naso.

Ovviamente, essendo anche legato a traumi, non è possibile prevenire ogni episodio, ma buone pratiche di sviluppo motorio, coordinazione oculo manuale ed educazione possono aiutare.

Quando preoccuparsi e consultare il pediatra

Sebbene nella maggior parte dei casi l’epistassi nei bambini non sia motivo di seria preoccupazione, esistono situazioni in cui è necessario consultare il pediatra.

Una di queste situazioni è quando gli episodi di sanguinamento sono molto frequenti o si verificano più volte nella stessa settimana.

Se il sanguinamento è particolarmente abbondante o dura più di 20-30 minuti nonostante la corretta applicazione della pressione.

Quando l’epistassi si accompagna ad altri sintomi come lividi frequenti o sanguinamento dalle gengive. Inoltre, una maggiore attenzione va posta se il bambino ha recentemente iniziato ad assumere nuovi farmaci.

Noi siamo con te.

È importante ricordare che ogni bambino è diverso e che alcuni possono essere più predisposti di altri a questo tipo di evento. L’importante è imparare a gestire la situazione con serenità e sapere quando è necessario rivolgersi al pediatra per un controllo più approfondito.

Con il passare degli anni, la maggior parte dei bambini tende a superare questa predisposizione all’epistassi, man mano che la mucosa nasale diventa più resistente e le abitudini potenzialmente dannose vengono corrette.

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Fonti

Tabassom A, Dahlstrom JJ. Epistaxis. [Aggiornato 2022 Set 12]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2025 Gen-. Disponibile qui: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK435997/

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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