fbpx

Gennaio 8, 2024

Nell’articolo di oggi parliamo del secondamento, una fase cruciale del travaglio che merita attenzione e comprensione. Ti capiterà di sentire questo termine durante la gravidanza o al preparto, facciamo in modo che tu possa arrivare con la giusta preparazione.

Cosa avviene durante il secondamento?

Il secondamento è la terza e ultima fase del parto, quella in cui avviene l’espulsione della placenta dall’utero. Dopo la nascita del bambino, l’utero continua a contrarsi per staccare la placenta dalla parete uterina. Queste contrazioni sono di solito meno intense rispetto a quelle del travaglio e possono essere accompagnate da un sanguinamento lieve o moderato, noto come lochia.

Durante il secondamento, il corpo della madre compie l’importante compito di espellere ogni residuo di tessuto placentare e di membrana. Questo è essenziale per prevenire complicazioni come l’emorragia post-partum o infezioni. È un processo naturale che il corpo femminile è progettato per affrontare, ma che può richiedere assistenza medica se non procede come previsto.

Come si fa il secondamento?

Il secondamento può avvenire in modo naturale o essere assistito. Nel secondamento naturale, la donna spinge per aiutare l’espulsione della placenta. Questo metodo è spesso preferito se non ci sono complicazioni, poiché permette al corpo di seguire il proprio ritmo naturale.

Tuttavia, in molti casi, si utilizza una pratica chiamata “Gestione attiva del secondamento”. Questo include l’amministrazione di un farmaco che aiuti l’espulsione di solito ossitocina, subito dopo la nascita del bambino per stimolare le contrazioni dell’utero e prevenire emorragie eccessive. Il medico o l’ostetrica possono anche applicare una leggera trazione al cordone ombelicale, contemporaneamente esercitando una pressione sull’addome per aiutare l’espulsione della placenta.

Quanto dura il secondamento?

Il tempo che impiega il secondamento può variare da donna a donna. In genere, la fase del secondamento dura dai 5 ai 30 minuti. Con il management attivo del secondamento, la placenta è di solito espulsa entro 5-15 minuti dalla nascita del bambino. Se il secondamento si protrae oltre i 30 minuti, ciò può essere considerato un ritardo e potrebbe necessitare di un’attenzione medica più approfondita per prevenire complicazioni.

È importante monitorare attentamente il tempo e il flusso di sangue durante questa fase. Un eccessivo ritardo o un sanguinamento abbondante possono essere segnali di allerta per cui il team medico dovrà intervenire prontamente.

Quando avviene il secondamento?

Il secondamento avviene immediatamente dopo la nascita del bambino. Non appena il piccolo viene al mondo e il cordone ombelicale è stato tagliato, l’attenzione si sposta sulla madre per assisterla nella fase finale del parto. È cruciale che il personale medico sia preparato e vigile durante il secondamento per assicurare che tutto proceda senza intoppi.

Questo momento segue un processo biologico predeterminato in cui l’utero continua a contrarsi per espellere la placenta. È una fase naturale ed essenziale che segna il completamento del parto e l’inizio del recupero post-partum della madre. La placenta, prima del taglio del cordone ombelicale, si occuperà di lasciare gli ultimi nutrienti al bambino prima che si avventuri nel mondo esterno e cominci l’avventura dell’allattamento.

Come si toglie la placenta dopo il parto?

La rimozione della placenta dopo il parto è un processo delicato che deve essere eseguito con cura. Nel caso del management attivo del secondamento, come abbiamo detto, il personale sanitario amministra farmaci che favoriscono le contrazioni uterine, seguite da una delicata trazione sul cordone ombelicale accertandosi che la placenta sia pronta per essere espulsa. Durante questo processo, può essere necessario applicare una pressione sull’addome superiore per assistere l’espulsione senza esercitare forza eccessiva.

Se la placenta non si stacca o se ci sono frammenti rimasti all’interno dell’utero, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico, come la manuale separazione della placenta o una procedura chiamata curettage, per rimuovere i residui e ridurre il rischio di emorragia o infezione.

Cosa si fa con la placenta dopo il parto?

Dopo il parto, la placenta viene esaminata attentamente dal personale medico per assicurarsi che sia stata espulsa completamente e non ci siano tessuti residui che potrebbero causare complicazioni. Se la placenta è intatta e non sono necessarie ulteriori analisi, la decisione su cosa fare con essa spetta alla madre e alla famiglia.

In alcune culture, la placenta ha un significato rituale e può essere sepolta o utilizzata in cerimonie simboliche. In ambito medico, la placenta può essere donata per la ricerca o per usi terapeutici, come il recupero delle cellule staminali. Alcune donne scelgono anche di conservarla per pratiche personali, come la placentofagia, che però non sono supportate da evidenze scientifiche e possono comportare rischi anche molto alti per la salute.

Noi siamo con te.

Noi di Genitore Informato comprendiamo che il processo del parto può essere travolgente e pieno di incognite. Siamo qui per fornirvi l’assistenza e le informazioni di cui avete bisogno in ogni fase. Offriamo guide dettagliate, corsi e consulenze personalizzate per aiutarvi a navigare lungo questo viaggio con fiducia e serenità.

Il parto è un’esperienza unica e personale, e il nostro obiettivo è assicurarci che voi e la vostra famiglia siate supportati e informati. Ricordate che ogni fase del parto è importante e merita attenzione. Noi siamo con te.

Fonti

MSD Manuals. (2023). Gestione del parto fisiologico. MSD Manuals. Recuperato da https://www.msdmanuals.com/it-it/professionale/ginecologia-e-ostetricia/travaglio-e-parto-normali/gestione-del-parto-fisiologico

Dott.ssa Claudia Denti

Laureata in Scienze dell’Educazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica.
Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

{"email":"Email address invalid","url":"Website address invalid","required":"Required field missing"}