fbpx

Dicembre 20, 2023

La sepsi neonatale è una condizione medica seria che può avere ripercussioni durature se non trattata con tempestività e con la dovuta attenzione. Capire le conseguenze, i sintomi e le differenze tra i vari tipi di infezioni è cruciale per tutti i genitori. Vediamo nell’articolo di oggi le cose importanti da sapere sulla sepsi neonatale.

Quanto tempo per guarire da sepsi neonatale?

La durata della guarigione dalla sepsi neonatale può variare significativamente a seconda della gravità dell’infezione e della prontezza del trattamento. Nei casi lievi, con un trattamento antibiotico appropriato e tempestivo, i neonati possono mostrare miglioramenti entro pochi giorni. Tuttavia, nelle situazioni più gravi, il recupero può richiedere settimane o addirittura mesi, e possono rimanere conseguenze a lungo termine. È fondamentale che la sepsi sia diagnosticata e trattata il più rapidamente possibile per ridurre il rischio di complicazioni.

Inoltre, dopo il superamento della fase acuta, i neonati possono necessitare di ulteriori controlli e terapie di supporto. I follow-up a lungo termine sono cruciali per monitorare lo sviluppo neurologico e fisico e per assicurarsi che eventuali conseguenze vengano identificate e gestite prontamente.

Che cos’è la sepsi nei neonati?

La sepsi nei neonati è una risposta sistemica a un’infezione batterica, virale, fungina o parassitaria che si diffonde nel sangue. Questa condizione è particolarmente pericolosa nei neonati a causa del loro sistema immunitario ancora immaturo e della loro limitata capacità di combattere gli agenti patogeni. La sepsi può presentarsi nelle prime ore o giorni di vita (sepsi precoce) o dopo la prima settimana (sepsi tardiva), con quest’ultima spesso associata a infezioni acquisite nell’ambiente ospedaliero o in comunità.

Identificare la sepsi in questa fascia d’età può essere difficile, poiché i sintomi possono essere vaghi e simili a quelli di altre malattie neonatali. Tuttavia, alcuni segni possono includere letargia, pianto inconsolabile, rifiuto di nutrirsi, ittero, febbre o temperature corporee basse, e difficoltà respiratorie.

Cosa può portare la sepsi?

La sepsi nei neonati può avere conseguenze gravi e potenzialmente mortali se non trattata. Può portare a shock settico, una condizione estremamente seria caratterizzata da un drastico calo della pressione sanguigna che può causare danni multiorgano e, in casi estremi, la morte. Altre complicazioni possono includere meningoencefalite, che è un’infiammazione del cervello e delle sue membrane, insufficienza d’organo, o disturbi coagulativi come la coagulazione intravascolare disseminata.

A lungo termine, i neonati che sopravvivono alla sepsi possono affrontare problemi di sviluppo neurologico, come ritardi cognitivi, motori o della parola, difficoltà di apprendimento e problemi comportamentali. È per questo che la diagnosi precoce e l’intervento sono vitali.

sepsi neonatale conseguenze

Che cos’è la sepsi grave?

La sepsi grave è una progressione della sepsi che comporta insufficienza d’organo, ipotensione (bassa pressione sanguigna), e altri segni di alterazione della funzionalità d’organo. Questo stadio di sepsi è particolarmente pericoloso perché indica che l’infezione si è diffusa e sta causando danni significativi al corpo. La gestione della sepsi grave richiede solitamente cure intensive, che possono includere fluidi intravenosi, supporto respiratorio e una gamma di farmaci per stabilizzare la pressione sanguigna e combattere l’infezione.

Il trattamento può anche richiedere una gestione attenta dell’equilibrio idroelettrolitico e, in alcuni casi, interventi chirurgici per rimuovere fonti di infezione, come ascessi o tessuti infetti. La diagnosi tempestiva è di fondamentale importanza, poiché anche un breve ritardo nel trattamento può avere conseguenze irreversibili.

Che differenza c’è tra setticemia e sepsi?

Spesso usati in modo intercambiabile, i termini setticemia e sepsi si riferiscono a condizioni correlate ma non identiche. La setticemia è la presenza di batteri nel sangue (batteriemia) che spesso precede la sepsi. Essa può essere considerata come una fase iniziale dell’infezione prima che si sviluppi la risposta infiammatoria sistemica che caratterizza la sepsi.

La sepsi, invece, è una risposta sistemica a un’infezione che può coinvolgere vari organi e sistemi nel corpo. Include una serie di manifestazioni cliniche come febbre, aumento della frequenza cardiaca, aumento della frequenza respiratoria e alterazioni della funzione degli organi. In pratica, la sepsi è una condizione più avanzata e grave rispetto alla semplice presenza di batteri nel sangue.

Come capire se il neonato ha un’infezione?

Riconoscere i segni di un’infezione in un neonato è essenziale per garantire un intervento tempestivo. I genitori dovrebbero essere attenti a sintomi quali febbre o temperatura corporea anormalmente bassa, pianto incessante e inconsolabile, letargia, rifiuto del cibo o difficoltà nell’allattamento, vomito o diarrea, difficoltà respiratorie, gonfiore o eruzione cutanea, cambiamenti nel colore della pelle o comparsa di macchie, e convulsioni.

È importante anche monitorare il comportamento del bambino e notare qualsiasi cambiamento insolito. Se avete il sospetto che il vostro bambino abbia un’infezione, è fondamentale consultare immediatamente un pediatra o recarsi in un pronto soccorso.

Noi siamo con te.

Noi di Genitore Informato comprendiamo l’angoscia e l’incertezza che possono accompagnare la diagnosi di sepsi neonatale. Siamo qui per supportarvi con informazioni affidabili, guide pratiche e corsi dettagliati per aiutarvi a navigare attraverso questo difficile periodo. Offriamo inoltre consulenze personalizzate per assistervi nella gestione del vostro bambino e per rispondere a tutte le vostre domande.

Ricordate, non siete soli in questo viaggio. Noi siamo con voi.

Fonti

Singh M, Alsaleem M, Gray CP. Neonatal Sepsis. [Updated 2022 Sep 29]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2023 Jan-. Available from: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK531478/

Dott.ssa Claudia Denti

Laureata in Scienze dell’Educazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica.
Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

{"email":"Email address invalid","url":"Website address invalid","required":"Required field missing"}