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Novembre 29, 2021

Tra le varie patologie infettive che possono colpire i bambini c’è la sesta malattia che in linea generale si manifesta nei piccoli di età compresa tra i sei mesi e i due anni.

La durata della patologia è di breve durata e di lieve entità e non ha complicazioni importanti.
Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e cosa fare.

Come si fa a riconoscere la sesta malattia?

Come la gran parte delle malattie esantematiche anche la sesta malattia prevede la comparsa di pustole e rash cutanei che compaiono sul viso e sul resto del corpo. Queste pustole sono molto diverse dalle classiche macchie da dermatite.

Come si fa quindi a diagnosticare la sesta malattia?
A differenza delle altre patologie esantematiche, la sesta malattia ha un’evoluzione che prevede due fasi: pre-esantematica ed esantematica.

Nella fase pre-esantematica, della durata di circa tre o quattro giorni, i sintomi solitamente sono:

  • febbre, in genere molto alta
  • sintomi simil influenzali
  • raffreddore
  • mal di gola
  • arrossamento della faringe e delle tonsille
  • dolore articolare
  • malessere generale.

In questa fase possono comparire anche ulteriori sintomi come diarrea e vomito insieme all’ingrossamento dei linfonodi occipitali, cervicali e retro-auricolari.

La fase esantematica della malattia si contestualizza con la comparsa delle pustole e con la scomparsa della febbre.

In un primo momento le vescicole appaiono solo sul tronco e sul collo per poi diffondersi anche sul viso e sugli arti.

A differenza di altre patologie esantematiche (come per esempio la rosolia) la pelle non si desquama.
In genere nella seconda fase della malattia possono comparire ulteriori sintomi oltre a quelli descritti come nervosismo e irritabilità, perdita di peso, inappetenza e mal di testa.

Cos’è la sesta malattia

La sesta malattia è una patologia infettiva (chiamata anche con il nome di roseola) provocata dall’Herpes virus 6 trasmesso con le piccole goccioline di saliva o con le secrezioni nasali e, proprio per questo motivo compare nei primi anni di vita dei bambini.
La patologia è definita sesta malattia perché rappresenta il sesto esantema studiato in medicina dopo il morbillo, la scarlattina, la rosolia, il morbo di Dukes e l’eritema infettivo.
È possibile contrarre la malattia in ogni momento dell’anno, ma il virus è più virulento in autunno e in primavera.
Essendo una malattia di breve durata e lieve entità non sono mai stati sperimentati dei vaccini.

sesta malattia bambini

Quale è il momento più contagioso nella sesta malattia?

Il virus della sesta malattia è particolarmente virulento e di facile trasmissione, soprattutto durante la prima fase, ossia quella febbrile.

Il periodo di incubazione della malattia va dai cinque ai quindici giorni (in media dopo nove giorni compaiono i primi sintomi) e inizia con una febbre molto elevata che può arrivare a quaranta gradi.
Insieme alla febbre compaiono altri sintomi simil influenzali per cui non è sempre possibile diagnosticare la patologia in un primo momento, con il rischio che il bambino infetti altri suoi coetanei.

Il periodo in cui si è più contagiosi è durante la fase febbrile, ossia terminato il periodo di incubazione e prima o nello stesso momento della comparsa del rash cutaneo.

Quando si può uscire con la sesta malattia?

I sintomi della fase pre esantematica della sesta malattia scompaiono dopo qualche giorno e vengono sostituiti dalla comparsa delle vescicole che si estendono prima sul collo e sul torso e successivamente anche sul viso e sugli arti superiori e inferiori.

Le pustole regrediscono un paio di giorni dopo la comparsa, ma è importante evitare di uscire prima che siano scomparse tutte in maniera definitiva.

Dopo la guarigione è bene tenere il bambino in casa ancora per qualche giorno, arieggiando almeno una volta al giorno la camera dove dorme e si riposa e tenendolo al caldo.
Con la sesta malattia si può uscire dopo che sono trascorse 24 ore dalla comparsa delle vescicole, perché in questo momento il bambino non è più contagioso.

È comunque importante ricordare che sarebbe opportuno mantenere un periodo di riposo di almeno una settimana anche in assenza di febbre.

Che differenza c’è tra quinta e sesta malattia?

Essendo entrambe malattie esantematiche i cui sintomi si assomigliano, molto spesso non è facile distinguere la quinta malattia dalla sesta pur essendoci delle differenze sostanziali.
La quinta malattia è provocata dal Parvovirus B19 e prende anche il nome di eritema infettivo a differenza della sesta malattia, che invece deriva dall’Herpes Virus 6 ed è molto più virulenta.

Sia la quinta che la sesta malattia si evolvono in due fasi, ma in maniera diversa.

Nella quinta malattia compare un iniziale arrossamento del volto e delle guance che dura circa tre o quattro giorni fino a estendersi sulle gambe e sui glutei.

Nella sesta malattia, invece, le vescicole compaiono sotto forma di piccoli puntini rossi prima sul collo e sul torso e solo successivamente sul viso.

Il rash cutaneo è diverso nelle due infezioni: nella quinta malattia si notano macchie con bordo arrossato e centro più chiaro mentre nella sesta malattia il rash cutaneo è rappresentato da piccoli puntini rossi.

Un’altra importante differenza tra le due malattie infettive è rappresentata dai sintomi che si attestano molto più pesanti nella sesta malattia, rispetto alla quinta.

I sintomi della sesta malattia sono febbre molto alta, mal di gola, naso che cola, mal di testa, malessere generale, inappetenza e, nei casi più gravi anche vomito e diarrea.
Per finire anche la durata dell’esantema è diverso: nella sesta malattia si esaurisce nel giro di una settimana mentre le macchie della quinta malattia possono rimanere sulla pelle anche per un mese.

sesta malattia neonato

Cosa mangiare con la sesta malattia?

Per curare la sesta malattia non sono previsti farmaci poiché scompare da sola.

È comunque importante far assumere al bambino antifebbrili in caso di temperatura elevata e cibarlo con gli alimenti giusti, preferibilmente ricchi di proteine.
Per aiutare la guarigione è indispensabile mangiare tanta frutta e verdura e idratare il corpo bevendo molta acqua.

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