La sindrome di Rett è una patologia neurologica dello sviluppo che si manifesta principalmente nelle bambine.
Ciò che rende questa condizione particolarmente distintiva è il suo pattern di sviluppo caratteristico: dopo un periodo iniziale di crescita apparentemente normale, si verifica una drammatica regressione delle capacità acquisite.
L’incidenza della patologia è stimata in circa 1 caso su 9.000 ragazze di 12 anni, mentre nella popolazione generale si attesta intorno a 1 su 30.000 individui.
Come si sviluppa la sindrome di Rett?
Lo sviluppo iniziale dei bambini affetti dalla sindrome di Rett appare tipicamente nella norma durante i primi mesi di vita.
Tuttavia, tra i 6 e i 18 mesi di età, si manifesta una significativa regressione delle capacità precedentemente acquisite.
Questo periodo critico è caratterizzato dalla perdita progressiva delle abilità motorie, del linguaggio e dell’interesse per l’interazione sociale.
Quali sono le cause?
La ricerca scientifica ha identificato che la causa principale della sindrome di Rett risiede nella mutazione del gene MECP2, situato sul cromosoma X.
Questo gene svolge un ruolo cruciale nello sviluppo e nel funzionamento del sistema nervoso centrale.
Recentemente, sono state scoperte mutazioni in altri due geni significativi: CDKL5 e Netrin G1, che possono causare fenotipi clinici molto simili alla sindrome di Rett classica.

Quali sono i sintomi?
I sintomi della sindrome di Rett si manifestano attraverso un pattern caratteristico di sviluppo e regressione.
Dopo un periodo iniziale di sviluppo normale, si osserva un arresto dello sviluppo tra i 6 e i 28 mesi di vita.
Le manifestazioni cliniche principali includono:
- La perdita delle capacità psicomotorie precedentemente acquisite costituisce uno dei segni più evidenti.
- Si osserva inoltre la comparsa di movimenti stereotipati delle mani, noti come “lavaggio delle mani”, che rappresenta uno dei segni distintivi della patologia.
- I pazienti manifestano una progressiva perdita di interesse per l’ambiente circostante e le interazioni sociali.
- Possono presentarsi disturbi respiratori, caratterizzati da una respirazione irregolare, e anomalie nell’elettroencefalogramma (EEG).
- L’epilessia è una complicanza frequente, così come lo sviluppo di scoliosi intorno ai 25 anni di età.
Ci sono alcune varianti?
La sindrome di Rett si presenta con diverse varianti, ognuna con caratteristiche specifiche.
Oltre alla forma classica, sono state identificate almeno cinque varianti principali:
- la variante con linguaggio conservato
- quella caratterizzata da convulsioni ad esordio precoce
- le forme con segni clinici più sfumati
- la variante congenita con ritardo psicomotorio evidente fin dai primi mesi
- la variante a regressione tardiva.
È interessante notare che, sebbene la patologia colpisca principalmente il sesso femminile, sono stati documentati casi in pazienti maschi.
Questi presentano un fenotipo simile alle femmine affette dalla forma classica o atipica, e in alcuni casi rari, manifestano una grave encefalopatia ad esordio neonatale con significative alterazioni della respirazione.
Come si fa la diagnosi?
La diagnosi della sindrome di Rett richiede naturalmente un’attenta valutazione clinica differenziale.
È fondamentale distinguerla da altre condizioni neurologiche come l’autismo, la sindrome di Angelman, i danni cerebrali perinatali o postnatali, i difetti congeniti del metabolismo e altre patologie neurodegenerative.
Quali sono le terapie?
Sebbene attualmente non esista una cura definitiva per la sindrome di Rett, una diagnosi precoce permette di ottimizzare la gestione della patologia e migliorare la qualità della vita dei pazienti.
L’approccio terapeutico richiede un team multidisciplinare che include diverse figure professionali:
- Dietisti per la gestione dell’alimentazione
- fisioterapisti per il mantenimento delle funzioni motorie
- terapisti occupazionali per le attività quotidiane
- logopedisti per la comunicazione
- terapisti musicali per stimolare l’interazione e l’espressione.
Il supporto farmacologico può essere utile per gestire specifici sintomi come i disturbi del sonno, le difficoltà respiratorie, le crisi epilettiche e i movimenti stereotipati delle mani.
È importante sottolineare che la terapia farmacologica deve essere attentamente monitorata, considerando le possibili complicanze cardiache come per esempio aritmie.
Questo richiede un’attenta valutazione del rapporto rischio-beneficio per ogni intervento terapeutico.
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Fonti
Kyle SM, Vashi N, Justice MJ. Rett syndrome: a neurological disorder with metabolic components. Open Biol. 2018 Feb;8(2):170216. doi: 10.1098/rsob.170216. PMID: 29445033; PMCID: PMC5830535.
