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Sintomi meningite: come riconoscerla nel tuo bambino.

di Severino Cirillo, Febbraio 3, 2023

Nello scrivere questo articolo speriamo che tu non debba mai scoprire i sintomi meningite, né per te, né per il tuo bambino. Ma purtroppo questa infezione ogni tanto colpisce ed è meglio prepararsi e comprendere prontamente che qualcosa non sta andando per il verso giusto.

Naturalmente, come per qualsiasi informazione sanitaria, ricorda che i punti di riferimento per te devono sempre essere il vostro pediatra e nei casi più importanti, il pronto soccorso. Una volta chiarito questo (non ci stancheremo mai di ricordarlo), possiamo parlare dell’argomento di questo articolo.

Come si manifesta la meningite nei bambini?

La meningite è una malattia grave che colpisce le membrane che circondano il cervello e il midollo spinale. I sintomi nei bambini possono comparire improvvisamente e peggiorare rapidamente. Siccome si tratta di una malattia pericolosa e, in alcuni casi, la meningite può essere mortale o causare danni neurologici permanenti con problemi al cervello e ad altri organi.

Ci sono alcuni segni tipici dei bambini con meningite: per esempio possono avere difficoltà a mantenere gli occhi aperti a causa della luce intensa e potrebbero ritrovarsi ad avere difficoltà a rispondere ai comandi vocali o a compiere azioni semplici. Potrebbero inoltre avere diverse difficoltà a coordinare i movimenti e a gestire l’equilibrio.

In alcuni casi potrebbero invece esserci sintomi meno chiari, per quello non bisogna escluedere a prescindere la possibiltà che si tratti di sintomi meningite.

Quando sospettare la meningite?

Si dovrebbe sospettare la meningite se si presentano sintomi come febbre alta, mal di testa grave, rigidità del collo, vomito, confusione e altri sintomi gravi. Alcuni di questi sintomi sono più difficili da ricondurre alla meningite, ma alcuni sono più rivelatori di altri, specialmente quando avvengono insieme.

Per esempio, febbre molto alta, dolore alle gambe, collo rigido e alterati stati di coscienza dovrebbero già portare a un livello di preoccupazione più alto. Naturalmente non è prudente fare una diagnosi a casa, in quei casi è meglio dirigersi al pronto soccorso. Le cause della meningite possono essere diverse e in alcuni casi può anche essere infettiva e particolarmente aggressiva, per questo prima viene fatta la diagnosi, meglio è – anche per preservare la vita delle persone intorno a chi ha i sintomi.

meningite sintomi

Come inizia la meningite?

Se parliamo di meningite batterica, normalmente questa comincia con alcuni dei sintomi che abbiamo detto finora che peggiorano lentamente lungo l’arco di 3-5 giorni. Dapprima, una sensazione di malessere, poi irritabilità, febbre e spesso vomito.

Se il bambino è molto piccolo – ricordiamoci intanto di vaccinarlo contro il meningococco, vaccino che andrebbe fatto durante i primi mesi di vita – l’inizio potrebbe presentarsi con un costante pianto lamentoso e una particolare difficoltà ad alimentarsi. Nel bambino, inoltre, è possibile che si presentino anche crisi convulsive e un sintomo molto tipico e cioè la fontanella anteriore bombata.

Se dovessero comparire dei piccoli punti rossi sulla pelle o bluastre, quello è un sintomo molto grave di compromissione: in quel caso, è assolutamente prioritario recarsi immediatamente in pronto soccorso.

Come proteggere il bambino?

Ci sono diversi vaccini disponibili per diverse età, che permettono di coprirsi contro alcuni dei batteri che causano la meningite batterica acuta.

Il primo vaccino è quello contro il meningococco B, che si può fare già durante i primi 3 mesi di vita ed è tendenzialmente offerto gratuitamente dal servizio sanitario.

Poi è disponibile anche quello contro il meningococco C, che invece può essere somministrato a bambini un po’ più grandi, tra i 13 e i 15 mesi di età. Può essere eventualmente anticipato per soggetti particolarmente a rischio.

È disponibile inoltre un vaccino tetravalente per i ceppi A,C,W,Y. Queste sono attualmente le uniche armi difensive preventive che abbiamo. L’unica altra disponibile è non entrare in contatto con dei malati, ma quello potrebbe non sempre essere possibile.

vaccino meningite

E la meningite virale?

Per quanto riguarda la meningite virale – chiamata anche meningite asettica – è “fortunatamente” la forma più comune. Diciamo fortunatamente, perché di solito non ha conseguenze particolarmente gravi e si risolve in massimo 10 giorni. È comunque infettiva, ma solo durante la fase acuta dei sintomi e in genere i virus più frequenti sono herpes e enterovirus.

Esistono anche delle forme fungine, ma sono più comuni in persone che hanno problemi con il sistema immunitario.

Sii prudente.

Non saremo mai troppo prudenti nel dirti che se il tuo bambino mostra alcuni di questi sintomi, senti presto il pediatra di riferimento. Prima si interviene, maggiori sono le possibilità di evitare danni anche gravi.

Se invece senti di aver bisogno di recarti all’ospedale più vicino, fallo. Questi articoli servono solo a passarti delle informazioni che possono essere utili, ma non sostituiranno mai il lavoro di un professionista in persona. Se il tuo bambino dovesse essere entrato in contatto con altri bambini con meningite, è importante che sia visitato in ospedale – dove dovrai avvisare che ha avuto contatti con altri malati e farti visitare a tua volta.

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Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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