Sleep training: dai su, siamo seri!

di Claudia Denti, Ottobre 30, 2024

Fondatrice di Genitore Informato, Laureata in Scienze dell'Educazione e della formazione, Consulente del Sonno IACSC

Lo sleep training, o addestramento al sonno, è diventato un argomento molto discusso tra i genitori moderni.

Mentre alcuni esperti lo promuovono come soluzione ai problemi di sonno dei bambini, è fondamentale comprenderne limiti e potenziali rischi emotivi, esplorando alternative più rispettose del benessere psicofisico del bambino.

Cosa si intende per sleep training?

Lo sleep training comprende varie tecniche finalizzate a “insegnare” ai bambini a dormire autonomamente.

Questi metodi, sviluppati principalmente nella seconda metà del XX secolo, si basano spesso sul principio di lasciare piangere il bambino per periodi progressivamente più lunghi, con l’obiettivo di fargli “imparare” a addormentarsi da solo.

Se in alcuni casi questo metodo può anche portare qualche risultato, la verità è che si ignorano tutti i costi nascosti.

Vediamo insieme quali sono i metodi più famosi, che di fatto sono piccole varianti dello stesso concetto.

I diversi metodi di sleep training

Esistono diverse varianti dello sleep training:

  1. Metodo Ferber (estinzione del pianto graduale)
  2. Metodo Estivill (simile al Ferber ma più rigido)
  3. Tracy Hogg (non molto diverso nella forma dai due precedenti)
  4. Metodi vari di consulenti del sonno italiani (che spesso promuovono un metodo gentile e poi nella realtà fanno l’opposto)

Tutti questi approcci condividono la stessa filosofia di base: insegnare al bambino a “auto-consolarsi” attraverso periodi di pianto più o meno controllati.

Di per sé, l’autoconsolazione non è un concetto sbagliato, anzi: permettere al bambino di imparare ad autoconsolarsi è la giusta via, ma c’è modo e modo di arrivare all’obiettivo.

sleep training

I rischi dello sleep training

Cominciamo con il ricordare una cosa: il pianto, specialmente nei primi mesi di vita del bambino, è uno dei pochissimi modi che ha il bambino di comunicare con noi un suo disagio.

Ignorare il pianto del bambino non può non avere conseguenze, anche se a molti professionisti piace illudersi che, invece, ignorare il pianto del bambino sia una pratica innocua.

Vediamo alcuni rischi del lasciar piangere con lo scopo di addormentare il bambino.

Impatto emotivo

  • Aumento significativo del cortisolo (ormone dello stress)
  • Possibile compromissione del legame di attaccamento
  • Senso di abbandono e insicurezza
  • Potenziali effetti a lungo termine sulla regolazione emotiva

Impatto fisico

  • Alterazione dei pattern naturali del sonno
  • Possibile interferenza con l’allattamento notturno
  • Stress fisico dovuto al pianto prolungato
  • Possibili disturbi della regolazione

Perché lo sleep training non è la risposta

Il sonno infantile è un processo naturale che non richiede “addestramento”, in senso stretto ovviamente. I bambini sviluppano naturalmente la capacità di dormire in modo autonomo quando sono emotivamente pronti.

Forzare questo processo può creare traumi emotivi, danneggiare la fiducia nei caregivers, interferire con lo sviluppo naturale e causare stress inutile a tutta la famiglia.

Allo stesso tempo, però, si può intervenire con efficacia sugli innumerevoli fattori che il sonno lo influenzano, tenendo in particolar modo conto dell’unicità della famiglia e del bambino stesso.

Per questo motivo abbiamo creato Sonno Felice.

Il nostro metodo Sonno Felice: l’alternativa rispettosa

In contrasto con lo sleep training tradizionale, Sonno Felice, scelto già da oltre 15.000 famiglie in Italia, offre un approccio gentile e personalizzato che rispetta i ritmi naturali del bambino… e del resto della famiglia.

Non solo, con Sonno Felice sarete in grado di sistemare il vostro sonno attraverso:

  1. Supporto personalizzato
  2. Personalizzazione delle routine
  3. Coinvolgimento attivo di entrambi i genitori ove possibile
  4. Zero stress per il bambino

Questi sono principi per noi inviolabili e per questo ci teniamo a sottolinearlo, perché sono efficaci in quasi tutte le situazioni (che non coinvolgano patologie ovviamente… per quelle c’è e ci deve essere il pediatra).

Si può fare.

Mentre lo sleep training promette soluzioni rapide, il nostro metodo Sonno Felice offre un percorso rispettoso e naturale verso un sonno sereno.

La differenza fondamentale sta nel rispetto dei tempi del bambino e nel mantenimento di un supporto emotivo costante.

I risultati positivi ottenuti da migliaia di famiglie dimostrano che è possibile migliorare il sonno dei bambini senza ricorrere a metodi potenzialmente dannosi.

Il sonno è un processo naturale che richiede comprensione, pazienza e supporto, non addestramento.

Se vuoi sistemare il vostro sonno, mantenendo comunque una base di rispetto per te stesso e per il tuo piccolo, puoi farlo da subito.

Scopri Sonno Felice.

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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