Quante volte abbiamo sentito qualcosa come: “La copra che si prende un accidente!”
Quella che probabilmente è la credenza popolare per eccellenza in pediatria attribuisce a vento e freddo la capacità di fare ammalare i nostri figli (il colpo d’aria ti dice qualcosa?) con sintomi quali febbre, rinite, tosse, mal di gola, mal d’orecchio, vomito e diarrea.
Naturalmente, visto che sudare fa ammalare, questo unito al freddo non può che peggiorare le cose.
Peccato che quelli siano tutti sintomi di infezioni virali.
Le fantasie tutte italiane sul freddo
Ecco altri esempi famosi:
- “ieri ha giocato per ore al parco e non c’è stato verso di fargli tenere la giacca ben allacciata“
- “suda sempre molto e sicuramente le maestre non lo cambiano spesso come ho detto loro di fare. Avrà sicuramente preso freddo”
- “è stata per il weekend dal padre che sicuramente non l’avrà vestita abbastanza”
- “cammina sempre scalzo sul pavimento freddo ed ecco il risultato”
- “ieri dopo nuoto è uscita coi capelli bagnati e alla sera è salita la febbre”.
Quello che in gergo chiamiamo raffreddore o sindrome da raffreddamento (rinite, coriza o congestione nasale in gergo medico) nulla ha in realtà a che fare col freddo.
Ma allora non è vero che sudare fa ammalare?
Tralasciando le forme di rinite allergiche (che MAI si associano a febbre) e altre rare condizioni, la loro causa è SEMPRE di natura infettiva, e vede come agenti eziologici virus stagionali quali rinovirus, coronavirus, virus influenzali e parainfluenzali.
Per quanto riguarda invece vomito e diarrea, con o senza febbre, tralasciando cause rare non di origine infettiva (es. allergie alimentari, celiachia, enterocolite allergica da proteine del latte vaccino, tutte senza febbre!), abbiamo in genere a che fare con virus molto contagiosi come rotavirus (quello del vaccino orale offerto ai più piccoli, infezione che causa 10.000 ricoveri e 10 decessi all’anno, in Italia, Fonte 1), norovirus e adenovirus, più raramente con batteri quali la 𝑠𝑎𝑙𝑚𝑜𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 (quella delle uova crude non pastorizzate, per intenderci).
Anche faringite e otite sono, il più delle volte, di natura virale.
Fanno eccezione, per fare alcuni esempi, la faringoronsillite da streptococco beta emolitico di gruppo A che causa il 30% circa di faringotonsilliti in età scolare, che non necessariamente è accompagnata dalle famigerate “placche” (comuni anche in quelle virali) e che, per la diagnosi, richiede l’esecuzione di un tampone faringeo, indispensabile per evitare l’inutile prescrizione di antibiotici a quelle virali (che sono il 70%, Fonte 2).

E le altre malattie?
Per quanto riguarda l’otite, sebbene anche in questo caso la maggior parte sia di origine virale, è indicata la terapia antibiotica sotto i 2 anni di età, mentre sopra solo in caso di complicanze; tutti gli altri casi, che sono la maggior parte, andrebbero trattati con sola terapia antidolorifica per qualche giorno (Fonte 3).
La tosse accompagna spesso la rinite, essendo una modalità di eliminazione del muco che, per gravità, scola verso gola e bronchi.
A ben poco servono rimedi da banco più o meno famosi e costosi, generalmente naturali, come anche gli aerosol con soluzione fisiologica, prodotti naturali o addirittura cortisone.
Fondamentale è invece escludere che la tosse possa celare un broncospasmo o laringospasmo (quest’ultimo caratterizzato dalla tipica “tosse abbaiante” che a me, a dire il vero, ricorda molto più il verso della foca), per i quali è invece indicata una terapia specifica, con broncodilatatore nel primo caso, cortisonica nel secondo (e qui la visita è fondamentale!).
Ma allora perché ci si ammala col freddo?
Un caso a parte, dove freddo e aria possono davvero essere fattori scatenanti, è l’infiammazione dei nervi della faccia, come la dolorosa nevralgia del trigemino e la fastidiosa paralisi del nervo facciale (o paralisi di Bell) ma, questa, è un’altra storia.
Per concludere, forse l’unico insegnamento che ha lasciato a tutti la pandemia, è che risulta molto più improbabile ammalarsi all’aperto o in ambienti ben arieggiati (anche di inverno!), che in ambienti chiusi, ben riscaldati, con all’interno un gran numero di persone.
Vestire i nostri figli eccessivamente, portandoli magari a sudare o semplicemente mettendoli a disagio per l’eccessivo caldo, non giova.
Da oggi potete definitivamente mettere da parte la “maglietta della salute” a cui siamo tanto legati
!
Per onestà intellettuale, ma allontanandomi dal concetto popolare di ammalarsi dopo aver preso freddo, le uniche evidenze note da tempo e confermate da un recente studio sul ruolo delle vescicole extracellulari a livello della mucosa nasale (Fonte 4) sostengono che il raffreddamento della stessa mucosa nasale possa ostacolare le prime difese nei confronti di germi lì presenti (se e solo se già presenti!).
Non quindi il raffreddamento del corpo ma del naso, che risulta forse la parte più difficile da proteggere quando ci esponiamo alle basse temperature.
Per chi masticasse un po’ di inglese e volesse farsi due risate sull’idea che hanno all’estero di questi italianissimi luoghi comuni, vi suggerisco la vecchia lettura a Fonte 5.
Ricordiamoci queste due cose:
Se un bambino, anche piccolo, ha caldo, è in grado di comunicarlo.
Se un bambino, anche piccolo, ha freddo, è in grado di comunicarlo.
Sebbene con il freddo e con il caldo non ci si ammali, è spiacevole trovarsi in entrambe le situazioni: è importante che i bambini le provino letteralmente sulla propria pelle, per imparare ad affrontarle al meglio!
Noi siamo con te.
Noi di Genitore Informato siamo al tuo fianco lungo tutto il viaggio della genitorialità e ti supportiamo con guide, corsi, il nostro libro Impara a dire No e con consulenze personalizzate.
Noi siamo con voi.
Fonti
1. https://salute.regione.veneto.it/mobilevac/Malattie/Dettaglio?Id=RV
2. https://www.msdmanuals.com/it/professionale/disturbi-di-orecchio-naso-e-gola/disturbi-della-cavit%C3%A0-orale-e-della-faringe/faringotonsillite
3. https://www.ospedalebambinogesu.it/otite-media-acuta-purulenta-89741
4. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36494212/
5. https://www.bbc.com/news/magazine-15987082
