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Ottobre 26, 2023

In questo articolo parliamo di un periodo molto critico per noi e il nostro bambino: lo svezzamento.

C’è un po’ di confusione tra le parole: svezzamento, divezzamento, autosvezzamento, svezzamento anticipato a 4 mesi.

Possiamo definire svezzamento e divezzamento la stessa cosa.

Con queste due parole si indica il passaggio da un’alimentazione unicamente a base di latte a un’alimentazione fatta in parte da latte e in parte da altri alimenti.

L’autosvezzamento invece consiste nell’offrire al proprio bambino un cibo sano e vario, sarà poi in grado lui a gestire la quantità e la qualità del cibo che desidera ingerire.

svezzamento

Quando e come si inizia lo svezzamento?

Per quanto riguarda periodi e modalità, possiamo riferirci alle raccomandazioni dell’OMS.

Ricordiamo che l’OMS è l’Organizzazione Mondiale della Sanità e gioca un ruolo fondamentale per la tutela e la salvaguardia della salute di tutte le nazioni.

Nel caso specifico dello svezzamento del neonato, riporta l’importanza fondamentale di rimandare lo svezzamento DOPO il sesto mese di vita.

Fino al sesto mese, infatti, il latte materno soddisferebbe a pieno le necessità del bambino. Successivamente al sesto mese, sempre l’OMS, ritiene che il latte non sia più sufficiente e bisogna quindi integrare gradualmente tutti gli altri alimenti.

Introdurre i cibi solidi prima della 17°settimana, quindi dei 4 mesi, è pericolosissimo, il neonato infatti non è ancora in grado di deglutire cibi solidi, nemmeno tritati. Lo svezzamento anticipato avviene in rari casi e solamente sotto stretta sorveglianza del pediatra che lo consiglia per problemi particolari di digestione del neonato.
Ricordiamo di fare sempre un corso di disostruzione pediatrica per sapere come intervenire in caso di soffocamento.

A sei mesi il bambino ha raggiunto una sufficiente maturità intestinale e lo sviluppo neurologico, dopo il primo periodo di vita infatti il bambino sviluppa delle capacità di prensione e avvicinamento alla bocca, inoltre avrà imparato a masticare e deglutire.

Non solo, ma riflessi come il gag reflex e il riflesso di estrusione sono in corso di sparizione, proprio per preparare il corpo all’ingestione di cibi solidi diversi dal latte.

Le raccomandazioni aggiornate dell’OMS sul cibo complementare.

Il 16 Ottobre 2023 l’OMS ha rilasciato alcune importanti linee guida che riguardano proprio il periodo dello svezzamento: qui sotto ti lasciamo un piccolo riassunto di quello che ha deciso.

Ecco le nuove Linee Guida dell’OMS (se clicchi puoi leggere il documento originale di 96 pagine) sull’Alimentazione Complementare per l’Infanzia e la Prima Infanzia (6-23 mesi):

Raccomandazioni Generali:

  1. Allattamento al Seno Continuato:
    • Continuare fino a 2 anni o oltre. Servizi di supporto e ambienti favorevoli sono essenziali per le donne che allattano.
  2. Latte (6-11 mesi e 12-23 mesi):
    • 6-11 mesi: Utilizzabile formula di latte o latte animale.
    • 12-23 mesi: Preferibile il latte animale; formule di follow-up non raccomandate (IMPORTANTE: da ricordare che queste sono linee guida mondiali e questa raccomandazione è molto particolare: il latte in formula, in una delle stesse review indicate dall’OMS batte in quasi tutto il latte animale, ma nei paesi dove è difficile sterilizzare l’acqua – e dove ci sono più neonati – è più sicuro usare un latte animale. È importante contestualizzare: in Italia le formule vanno benissimo)
    • Consigliato il latte intero per i lattanti 6-11 mesi se non allattati al seno.

Consigli Specifici sulla Nutrizione:

  1. Cibi Complementari:
    • Iniziare a 6 mesi continuando l’allattamento al seno.
    • L’introduzione precoce può essere vantaggiosa per i lattanti a rischio di carenza di ferro.
  2. Diversità Alimentare:
    • Includere alimenti di origine animale, frutta, verdura, legumi, noci e semi.
    • Ridurre cibi amilacei e cereali raffinati.
    • Preferire cereali integrali.
  3. Alimenti e Bevande Malsani:
    • Evitare cibi con alto contenuto di zuccheri, sale e grassi trans.
    • No a bevande zuccherate.
    • Limitare il succo di frutta al 100%; evitare dolcificanti non zuccherini.
  4. Integratori Nutrizionali e Alimenti Fortificati:
    • Utilizzare in contesti in cui gli alimenti non fortificati non soddisfano le esigenze nutrizionali.
    • Polveri micronutrienti, cereali fortificati e integratori nutrizionali a base lipidica in piccole quantità sono raccomandati in contesti specifici.
  5. Alimentazione Reattiva:
    • Incoraggiare l’autoregolazione nell’alimentazione e sostenere lo sviluppo complessivo.
  • È importante sottolineare i correnti gap nella Ricerca, si è infatti evidenziata una necessità di maggiori ricerche in vari settori, in particolare al di fuori degli integratori e dei prodotti alimentari fortificati.

Osservazioni sulle nuove linee guida:

  • Il supporto e le risorse per famiglie e caregiver sono cruciali.
  • Si enfatizza una dieta diversificata, meno dipendenza da cibi non fortificati e trasformati, e la creazione di un ambiente favorevole a queste linee guida.
  • L’alimentazione reattiva e la sua corretta implementazione sono chiave per nutrire sane abitudini alimentari e lo sviluppo nei giovani bambini.

Cosa dare per iniziare lo svezzamento?

Non è esiste un menù vero e proprio per il nostro bambino, è importante scegliere insieme al proprio pediatra o a un nutrizionista pediatrico un programma da seguire.

Inutile forzare il bambino a mangiare: inizialmente sarà incuriosito da quello che si trova davanti, ma potrebbe rifiutarne la consistenza e il gusto. Se scegliamo uno svezzamento tradizionale, passeremo gradualmente a pasti semi liquidi e via via sempre più solidi.

Si preferisce iniziare con delle merende alla frutta frullata o grattugiata, meglio far assaggiare un frutto alla volta.

I cibi solidi hanno un tempo differente di digestione ed è bene in questo caso non avere fretta.

Un esempio di prime pappe a pranzo:

  • Brodo vegetale 150-180 ml con patate e carote poi, successivamente, le zucchine.
  • 2-3 cucchiai di mais, riso, tapioca e successivamente semolino e pastina
  • mezzo omogeneizzato o carne bianca
  • 1 cucchiaino di olio extravergine di oliva
  • 1 cucchiaino di parmigiano

Questo è solo un esempio e il mio consiglio è SEMPRE quello di consultare un pediatra per avere un apporto calorico equilibrato e ottimale. Inoltre, nei primi mesi, probabilmente dovrai continuare anche con l’allattamento al seno o quello artificiale.

Importantissimo evitare l’utilizzo del sale entro il primo anno di vita e limitare gli zuccheri.

Mai introdurre il latte vaccino prima dell’anno.

La cena invece potrebbe essere integrata con verdure a foglia larga, legumi, cereali, latticini e un uovo a settimana.

Quanto al pesce è bene iniziare con nasello e merluzzo per poi integrare con sogliola, spigola e orata.

Autosvezzamento

Come abbiamo già detto, l’autosvezzamento è una modalità di svezzare i bambini nella più totale autonomia.

svezzamento

Questo significa proporre al piccolo una varietà di cibo e una quantità tale da poter poi essere scelta dal bambino stesso.

Sono state fatte numerose ricerche a riguardo e il risultato è sorprendente: i bambini sviluppano i propri gusti personali senza escludere gli alimenti meno appetibili.

È importante che il bambino – nel caso in cui si vogliano introdurre i cibi attraverso l’autosvezzamento – sia sempre presente al tavolo, fin da quando è in grado di stare seduto sul seggiolone e non introdurre mai gli alimenti solidi prima dei sei mesi.

Far assaggiare al bambino tutto quello che desidera mangiare: solitamente mostra interesse allungando la mano in direzione dell’alimento.
Se il bambino non effettua alcuna richiesta, non bisogna insistere nelle proposte.

Sempre nel caso dell’autosvezzamento è importante che il latte materno venga dato al bambino fino a quando madre e figlio siano d’accordo nel farlo.

Anche in questo caso è bene parlarne prima con il pediatra.

Una volta iniziato lo svezzamento è importante lasciar manipolare al bambino il cibo in modo tale che possa prendere confidenza con le consistenze e poter conoscere da vicino gli alimenti.

Solitamente in questa fase il bambino inizia a giocare con il cibo: non preoccupiamoci troppo e lasciamogli scoprire di cosa sono fatti gli alimenti.

Svezzamento anticipato a 4 mesi

Molti genitori si chiedono se iniziare lo svezzamento prima dei 6 mesi sia utile ai propri bambini e a se stessi.

L’OMS non prevede di iniziare prima dei sei mesi anche se ci sono alcuni pediatri che, in casi eccezionali di reflusso o problemi di vario genere, lo consigliano spesso risolvendo il problema.

Anticipare troppo lo svezzamento può essere pericoloso e controproducente. Si può anche incrociare con la regressione del quarto mese e causare una serie di problemi che poi sono molto difficili da gestire tutti insieme.

Un consulto pediatrico è sicuramente la scelta migliore.

Dopo l’anno

Dopo l’anno il bambino può mangiare quello che mangiano gli altri componenti della famiglia. Se si opta per l’autosvezzamento, questo è possibile già dai sei mesi (ovviamente senza il sale e evitando gli zuccheri)

È importante mantenere un apporto calorico equilibrato e un’alimentazione sana e regolare.

I bocconi di cibo saranno sempre più consistenti, mai lasciar mangiare il bambino da solo.

Il momento del pasto, specialmente durante lo svezzamento è un momento fondamentale. È importante saperlo gestire al meglio per non creare disturbi alimentari e non mettere in pericolo tuo figlio. A tal proposito abbiamo creato la guida Mangio Tutto, che serve a gestire al meglio il momento del pasto.

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Dott.ssa Claudia Denti

Laureata in Scienze dell’Educazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica.
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Dott. Severino Cirillo

Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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