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Gennaio 21, 2024

La cardiotocografia (CTG) è una tecnica di monitoraggio fondamentale durante la gravidanza e il travaglio. Attraverso i tracciati cardiotocografici, si possono rilevare le condizioni del bambino nel grembo materno e assicurarsi che stia bene.

Come deve essere il tracciato per partorire?

I tracciati cardiotocografici ideali per procedere ad un parto deve mostrare determinate caratteristiche. Prima di tutto, il battito cardiaco fetale deve essere stabile e regolare, con valori che generalmente si situano tra 110 e 160 battiti al minuto. È importante che non ci siano decelerazioni significative, o cali improvvisi e prolungati della frequenza cardiaca del feto, che possono indicare una sofferenza fetale.

Inoltre, il tracciato deve mostrare una buona “variabilità battito a battito”, che è la fluttuazione naturale del ritmo cardiaco del bambino. Questo è segno di un sistema nervoso centrale del feto che funziona bene. Un altro segno positivo è la presenza di accelerazioni, ovvero aumenti temporanei della frequenza cardiaca fetale, spesso in risposta a movimenti del feto, che indicano una buona reattività e benessere del bambino.

Quanti tracciati cardiotocografici si fanno?

Il numero di tracciati cardiotocografici da effettuare durante la gravidanza può variare in base alle esigenze specifiche della gestante e del feto. In caso di gravidanze a rischio, come quelle in cui si presentano condizioni come il diabete gestazionale o l’ipertensione, i tracciati possono essere più frequenti.

Durante il travaglio, il monitoraggio cardiotocografico diventa continuo, per poter osservare costantemente lo stato di salute del bambino e intervenire tempestivamente in caso di segnali di sofferenza fetale, eventualmente con un cesareo. La frequenza dei tracciati nel terzo trimestre e durante il travaglio sarà decisa dal ginecologo o dall’ostetrica in base alle condizioni cliniche della madre e del bambino.

A quale settimana si fanno i tracciati?

I tracciati cardiotocografici si iniziano a fare generalmente intorno alla 32ª settimana di gravidanza, quando il sistema nervoso del bambino è sufficientemente maturo da rispondere adeguatamente agli stimoli e mostrare una variabilità del battito cardiaco rilevabile. In particolare, in gravidanze senza complicazioni, può essere effettuato un tracciato di base per valutare il benessere fetale.

Come si vede dal tracciato se ci sono contrazioni?

Le contrazioni uterine possono essere rilevate dal tracciato cardiotocografico grazie al tocografo, uno strumento che misura la tensione dell’addome materno. Sul tracciato, le contrazioni si presentano come delle onde o delle fluttuazioni che mostrano il cambiamento nella tensione. La linea tocografica si alza durante la contrazione, indicando un aumento della pressione all’interno dell’utero, e poi scende, man mano che la contrazione si allenta.

Queste informazioni sono fondamentali, in quanto permettono di correlare l’attività cardiaca del feto con le contrazioni uterine, fornendo una visione completa delle reazioni del bambino allo stato contrattile dell’utero e potendo così valutare eventuali segni di sofferenza durante le contrazioni.

Quando il tracciato non va bene?

Un tracciato cardiotocografico non va bene quando mostra segnali di sofferenza fetale. Questi segnali possono includere decelerazioni della frequenza cardiaca del feto, specialmente se sono frequenti, prolungate o si verificano in concomitanza con le contrazioni uterine. Un altro segnale di allarme è una ridotta variabilità battito a battito, che potrebbe indicare che il bambino non sta reagendo in modo ottimale.

Inoltre, l’assenza di accelerazioni del battito cardiaco fetale in risposta ai movimenti del bambino può essere motivo di preoccupazione. In caso di tracciati anormali, il personale medico può decidere di intervenire con ulteriori indagini diagnostiche o, se si è in fase di travaglio, può optare per un parto cesareo o per altre manovre ostetriche per garantire il benessere del bambino.

Cosa indicano i numeri del tracciato?

I numeri presenti sul tracciato cardiotocografico rappresentano vari parametri importanti. La frequenza cardiaca fetale è indicata in battiti al minuto e, come già menzionato, i valori normali si situano tra 110 e 160 bpm. Questi numeri forniscono informazioni immediate sul ritmo cardiaco del bambino.

Altri numeri possono rappresentare la durata e la frequenza delle contrazioni uterine, misurate in secondi o minuti, e la pressione esercitata dall’utero durante queste contrazioni, misurata in unità tocografiche. La capacità di interpretare correttamente questi numeri è fondamentale per la valutazione del benessere fetale e per prendere decisioni cliniche informate durante la gravidanza e il travaglio.

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Fonti

Ben M’Barek I, Jauvion G, Ceccaldi PF. Computerized cardiotocography analysis during labor – A state-of-the-art review. Acta Obstet Gynecol Scand. 2023 Feb;102(2):130-137. doi: 10.1111/aogs.14498. Epub 2022 Dec 20. PMID: 36541016; PMCID: PMC9889319.

Dott.ssa Claudia Denti

Laureata in Scienze dell’Educazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica.
Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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