La tricomoniasi è una delle infezioni sessualmente trasmesse più comuni al mondo, eppure spesso viene sottovalutata o ignorata.
Questo articolo esplora in dettaglio cos’è la tricomoniasi, come si trasmette, quali sono i suoi sintomi e come può essere prevenuta e trattata efficacemente.
Cos’è la tricomoniasi?
La tricomoniasi è un’infezione causata dal protozoo Trichomonas vaginalis, un microscopico parassita unicellulare.
Questo organismo infetta principalmente l’apparato urogenitale, colpendo sia uomini che donne, ma con una prevalenza e sintomatologia più evidenti nelle donne. Attacca direttamente gli organi genitali, in particolare vagina e uretra.
Epidemiologia della tricomoniasi
Come abbiamo accennato, è una delle IST più diffuse a livello globale. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), si stima che ogni anno si verifichino circa 156 milioni di nuovi casi nel mondo.
Nonostante la sua elevata prevalenza, riceve meno attenzione mediatica rispetto ad altre malattie sessualmente trasmissibili come l’HIV o la clamidia.
Come si trasmette la tricomoniasi?
Questa condizione si trasmette principalmente attraverso il contatto sessuale non protetto. Le modalità di trasmissione includono:
- Rapporti vaginali
- Contatto tra genitali
- Condivisione di sex toys non igienizzati
È importante notare che NON si trasmette attraverso:
- Baci o abbracci
- Condivisione di asciugamani o toilette
- Piscine o vasche idromassaggio
In rari casi, può verificarsi una trasmissione verticale da madre a figlio durante il parto.

Sintomi della tricomoniasi
I sintomi possono variare notevolmente tra uomini e donne, e molte persone infette possono essere asintomatiche.
Sintomi nelle donne
Nelle donne, i sintomi più comuni includono:
- Perdite vaginali abbondanti, spesso di colore giallo-verdastro e dall’odore sgradevole
- Prurito e irritazione vaginale
- Dolore durante i rapporti sessuali
- Dolore o bruciore durante la minzione
- Arrossamento o gonfiore della vulva
Sintomi negli uomini
Gli uomini sono spesso asintomatici, ma possono presentare:
- Leggera irritazione o prurito all’interno del pene
- Bruciore dopo la minzione o l’eiaculazione
- Leggere perdite uretrali
È importante sottolineare che fino al 70% delle persone infette può non manifestare alcun sintomo, contribuendo alla diffusione inconsapevole dell’infezione.
Diagnosi
La diagnosi della tricomoniasi richiede un esame medico e test di laboratorio. I metodi diagnostici più comuni includono:
Esame microscopico
Un campione di secrezioni vaginali o uretrali viene esaminato al microscopio per individuare la presenza del parassita. Questo metodo è rapido, ma può avere una sensibilità limitata.
Test di amplificazione degli acidi nucleici (NAAT)
Questi test, come la PCR, sono altamente sensibili e specifici per il rilevamento del DNA del Trichomonas vaginalis.
Test antigenici rapidi
Questi test possono fornire risultati in pochi minuti e sono particolarmente utili in contesti di assistenza sanitaria primaria.
Coltura
La coltura del Trichomonas vaginalis è considerata il gold standard per la diagnosi, ma richiede più tempo rispetto agli altri metodi.
Complicazioni se non trattata
Se non trattata, può portare a diverse complicazioni:
- Aumento del rischio di contrarre o trasmettere l’HIV
- Complicanze durante la gravidanza, incluso parto prematuro e basso peso alla nascita
- Infiammazione pelvica nelle donne
- Infertilità (in casi rari)
- Aumento del rischio di cancro cervicale nelle donne
Trattamento
La tricomoniasi è generalmente trattabile con una singola dose di antibiotici. I trattamenti più comuni includono:
Metronidazolo
Questo antibiotico è il trattamento di prima linea. Viene solitamente somministrato in una singola dose orale di 2 grammi.
Tinidazolo
Un’alternativa al metronidazolo, anch’esso somministrato in una singola dose orale.
È fondamentale che entrambi i partner sessuali vengano trattati contemporaneamente per prevenire la reinfezione, come con altre malattie, tipo la candidosi. Inoltre, è consigliabile astenersi dai rapporti sessuali fino al completamento del trattamento e alla risoluzione dei sintomi.
Ovviamente, la prescrizione dev’essere fatta dal medico che conosce il tuo caso specifico. Per esempio potrebbero esserci allergie a certi antibiotici che vanno ovviamente superate con prescrizioni e terapie diverse.
Effetti collaterali del trattamento
Gli effetti collaterali più comuni del trattamento includono:
- Nausea
- Sapore metallico in bocca
- Secchezza delle fauci
- Vertigini
È importante evitare il consumo di alcol durante il trattamento e per almeno 24-72 ore dopo l’ultima dose, poiché può causare una reazione simile a quella del disulfiram (nausea, vomito, cefalea).
Prevenzione della tricomoniasi
La prevenzione della tricomoniasi si basa principalmente su pratiche sessuali sicure:
Uso corretto del preservativo
L’uso costante e corretto del preservativo durante i rapporti sessuali riduce significativamente il rischio di trasmissione.
Limitazione del numero di partner sessuali
Avere meno partner sessuali riduce il rischio di esposizione alla tricomoniasi e ad altre malattie.
Screening regolari
Test regolari per le IST sono fondamentali per la diagnosi precoce e il trattamento tempestivo, soprattutto per le persone sessualmente attive con molteplici partner.
Educazione e consapevolezza
La conoscenza dei sintomi e dei rischi associati alla tricomoniasi può portare a una diagnosi più rapida e a un trattamento precoce.
La tricomoniasi in gravidanza e durante il parto
La trasmissione verticale, ovvero il passaggio dell’infezione dalla madre al neonato, può verificarsi durante il parto vaginale, quando il bambino viene a contatto con le secrezioni vaginali infette.
Sebbene meno comune rispetto ad altre infezioni sessualmente trasmissibili, la trasmissione verticale è possibile e può portare a complicazioni neonatali.
La tricomoniasi durante la gravidanza può aumentare il rischio di:
- Rottura prematura delle membrane
- Parto prematuro
- Basso peso alla nascita
Inoltre, l’infezione può causare disagio materno significativo, con sintomi come prurito vulvare, dispareunia e secrezioni vaginali anomale.
Il trattamento della tricomoniasi in gravidanza, tipicamente con metronidazolo, è generalmente considerato sicuro e raccomandato per ridurre il rischio di complicanze sia per la madre che per il feto.
L’importanza della comunicazione con il partner
La diagnosi di tricomoniasi può essere un momento delicato. È fondamentale comunicare apertamente con il proprio partner o i partner recenti per assicurarsi che ricevano il trattamento necessario. Questo non solo previene la reinfezione ma contribuisce anche a interrompere la catena di trasmissione.
La presenza di tricomoniasi può aumentare il rischio di contrarre o trasmettere altre IST, in particolare l’HIV. Questo è dovuto all’infiammazione e alle micro-lesioni che l’infezione può causare nei tessuti genitali. Per questo motivo, è consigliabile effettuare test per altre IST in caso di diagnosi.
Ricorda sempre di consultare un professionista sanitario per qualsiasi dubbio o sintomo relativo alla salute sessuale. La salute sessuale è una componente importante del benessere generale e merita la stessa attenzione e cura che dedichi ad altri aspetti della tua salute.
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Fonti
Schumann JA, Plasner S. Trichomoniasis. [Aggiornato 2023 Giu 12]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2024 Gen-. Disponibile qui: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK534826/
