Tummy Time: quando mettere il neonato a pancia in giù

Il Tummy Time è una tipologia di ginnastica che permette al neonato di rafforzare i muscoli della schiena e del collo.

In altre parole, aiuta lo sviluppo motorio del neonato, anche se da molti genitori viene considerato solamente alla stregua di un gioco pensato per l’intrattenimento del piccolo.

Con questi presupposti, nelle prossime righe vedremo insieme cos’è nel dettaglio il Tummy Time, quando iniziarlo e quali esercizi fare.

Cos’è il Tummy Time?

Come anticipato, il Tummy Time è una sorta di “ginnastica sul pancino”, ovvero una serie di esercizi fatti a pancia in giù che permettono al neonato di fortificare i muscoli di collo e schiena. 

Ma il Tummy Time consente anche di acquisire tutte quelle capacità che torneranno utili prima nel momento in cui cercherà di imparare a gattonare, e poi in quello dei primi passi.

In altre parole, questa ginnastica aiuta il potenziamento delle capacità motorie. 

Escludendo il tempo dedicato al sonno, per un bebè è di fondamentale importanza passare del tempo a pancia in giù. Durante la nanna invece, il piccolo deve stare a pancia in su per scongiurare il rischio della sindrome da morte in culla (SIDS).

Quando iniziare il Tummy Time

Il Tummy Time può essere iniziato subito dopo la nascita, ovviamente sempre tenendo ben presenti le necessità del piccolo. Con il passare delle prime settimane di vita, la ginnastica a pancia in giù può essere svolta anche 2 o 3 volte al giorno. 

Dal quarto mese in poi, il neonato può passare anche un’oretta al giorno in questa posizione, magari cercando di evitare i momenti dopo la pappa per evitare possibili rigurgiti.

bambino pancia in giù

Come stimolare durante il Tummy Time

La curiosità di un bebè è innata, e per questo motivo il piccolo tende a seguire voce e movimenti dei genitori.

Questo significa che per attirare la sua attenzione, è sufficiente cantare una canzoncina o semplicemente parlare al neonato.

Quando questo accade, il bambino alzerà la testa istintivamente mentre sta a pancia in giù.

Mano a mano che il piccolo crescerà e le settimane passeranno, sarà possibile iniziare a incuriosirlo con giochi sonori e colorati. 

Una raccomandazione in tal senso: durante il Tummy Time il bambino non deve essere mai lasciato solo, ma va supervisionato, e per questo motivo i genitori non dovranno allontanarsi.

Tummy time esercizi

Alcuni Tummy Time esercizi possono tranquillamente essere svolti a casa. Ognuno dei seguenti è propedeutico per sviluppare una parte del corpo specifica:

  • Per lo sviluppo del collo 

Quello per lo sviluppo del collo è l’esercizio di Tummy Time più semplice. I genitori dovranno posizionare il piccolo a pancia in giù davanti a loro, attirando la sua attenzione con la voce. Come spiegato in precedenza, istintivamente il bambino cercherà di alzare la testa.

Facendo questo movimento verranno allenati i muscoli del collo.

Per diversificare l’esercizio, in alternativa è possibile anche utilizzare un cuscino per allattamento. In questo caso sarà necessario posizionarlo sopra un tappetino, adagiandovi sopra il piccolo in modo che le braccia siano appoggiate sopra tale cuscino, e le gambine sopra al tappetino.

Anche in questo caso la voce servirà per attirare l’attenzione del neonato e fargli alzare la testa.

  • Per lo sviluppo della schiena

Il Tummy Time è un ottima ginnastica anche per il rafforzamento dei muscoli della schiena. Il posizionamento del neonato sopra al cuscino e al tappetino sarà lo stesso descritto nel precedente esercizio.

A questo punto sarà necessario posizionare una mano sotto il torace del piccolo, e sollevarlo di qualche centimetro dal pavimento.

L’esercizio andrà eseguito almeno 2 o 3 volte.

neonato pancia in giù

Perché mettere il bambino a pancia in giù

Mettere il bambino a pancia in giù permette di svilupparne i muscoli di collo e schiena, ma evita anche che alcune parti della testa possano appiattirsi (plagiocefalia).

Ma in realtà il Tummy Time non si limita a questo, perché l’opera di rinforzo va a beneficio anche dei muscoli delle gambe. Il bambino in questo caso svilupperà capacità motorie come quella del rotolamento.

In altre parole, il neonato imparerà a raggiungere e quindi conquistare i suoi giochini preferiti intorno a lui, facendo appunto leva sulle gambine. Il finale di questa “pratica” sarà che il bebè in questo modo capirà come iniziare a gattonare.

È doveroso però fare una precisazione: Tummy Time non significa lasciare il piccolo a pancia in giù nella sdraietta per più ore pensando sia la cosa migliore da fare.

Quanto lasciare il bambino pancia in giù

molti bambini essere messi a pancia in giù inizialmente non piace, e in alcuni casi il Tummy Time può anche essere causa di pianto.
Proprio per questo motivo è importante non forzare il piccolo, ma al contrario aumentare il tempo destinato agli esercizi in maniera graduale.

Sarà dunque necessario iniziare con brevi sessioni, posizionando il piccolo per pochissimi minuti nella posizione per una o due volte al giorno.

Incoraggiando con dolcezza il bebè, sarà possibile con il passare del tempo aumentare il tempo da destinare al Tummy Time, fino al punto in cui si cominceranno a vedere i primi risultati positivi sull’umore, e il piccolo sarà contento e “sveglio”.

Così facendo la nuova esperienza non avrà ripercussioni negative sulle giornate del lattante, ma al contrario diventerà un momento piacevole e di gioco.

Come girare il bambino a pancia in giù

Dunque, come mettere il neonato pancia in giù?
Innanzitutto la superficie destinata agli esercizi dovrà essere piana e stabile. 

In secondo luogo, le prime volte è possibile mettere un asciugamano arrotolato posizionato sotto il petto del piccolo, aiutandolo a mettere le manine sul pavimento.

Questo movimento, soprattutto le prime volte, dovrà essere fatto con la massima delicatezza possibile. In questo modo sarà possibile mantenere una sorta di programma costante di allenamento, non recepito dal piccolo come una forzatura.

Ogni volta che devi girare il tuo piccolo, presta estrema attenzione alla testa, reggi sempre il capo.

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