Vaccinarsi non è una scelta

Perché vaccinarsi non è una scelta? Oggi affrontiamo un argomento semplice che dovrebbe vedere tutti d’accordo.

Ma non è così, per molte ragioni: come sappiamo c’è stato un tracollo nella fiducia verso la scienza cosiddetta “ufficiale” a causa dei (falsi) studi di Wakefield, perciò non esiste occasione che sia sprecata per fare chiarezza su questo argomento.

Ho voluto essere molto schematica e pulita nelle informazioni così che siano comprensibili a tutti.

Cosa sono i vaccini?


I vaccini sono un modo, che abbiamo inventato noi umani, per allenare il sistema immunitario. Vaccinarsi ci permette di non prendere malattie anche mortali.

Come funzionano?

  1. Si prende la minaccia che vogliamo sconfiggere
  2. La si indebolisce in laboratorio in modo tale che sia innocua
  3. Si espone il corpo alla minaccia indebolita o addirittura “uccisa”
  4. Il sistema immunitario risponde allo stimolo creando le difese specifiche (anticorpi) per quello specifico nemico.
  5. Tutto questo in ambiente sicuro.
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Per essere ancora più chiara, ti faccio un esempio:

Immagina di voler imparare la difesa personale: preferisci essere buttato nel ring contro il campione del mondo, oppure allenarti prima dello scontro?

Molto semplificato, questo è il meccanismo dei vaccini… allenare il corpo allo scontro prima che questo avvenga.

Quali sono le vaccinazioni obbligatorie?

  1. anti-poliomielitica
  2. anti-difterica
  3. anti-tetanica
  4. anti-pertosse

Per queste va fatto il ciclo di base di 3 dosi e successivamente il richiamo al sesto anno di vita.

  1. anti-epatite B
  2. anti-Haemophilus influenzale tipo b

Per queste due è previsto un ciclo di 3 dosi entro il primo anno di vita.

  1. anti-morbillo
  2. anti-rosolia
  3. anti-parotite

Queste sono obbligatorie per i nati dal 2001: per loro è prevista una prima dose nel secondo anno di vita e una seconda dose a sei anni.

  1. anti-varicella

Questo vaccino è previsto solo per i nati dal 2017 nelle seguenti modalità: una prima dose nel corso del secondo anno di vita e una seconda dose a 6 anni.

I prossimi quattro, nonostante spesso vengano utilizzati per strumentalizzare le “14” vaccinazioni obbligatorie, in realtà sono solo “fortemente consigliati”.

Dunque: facoltativi, fortemente consigliati e gratuiti:

  • anti-meningococcica B
  • anti-meningococcica C
  • anti-pneumococcica
  • anti-rotavirus
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Cosa comporta la mancata vaccinazione?

I bambini non vaccinati non possono essere ammessi al nido e alla scuola primaria, questo significa che fino ai 6 anni non possono frequentare alcun tipo di struttura.

Per quanto riguarda le scuole successive, possono accedere portando una dichiarazione o la prenotazione dell’iter di vaccinazioni. L’ASL può attivarsi per le verifiche e chi non è vaccinato o non ha portato la documentazione può incorrere in multe fino a 500 euro.

Quali sono le percentuali di copertura?

Nel 2018 L’Organizzazione Mondiale della Sanità pubblica un articolo dove dichiara che nei primi sei mesi del 2018, in Europa, si sono verificati oltre 41 mila casi di morbillo con 37 decessi.

In un rapporto si legge che, dei focolai di morbillo in Europa nel 2017, l’Italia è seconda alla Romania con 5004 casi. Se paragonati ai dati del 2018, l’Italia avrebbe un ottavo dei casi di tutta l’Europa.

Per la cronaca, l’Unione Europea è composta da 28 stati.

Dal 2013, l’AIFA, l’agenzia italiana del farmaco, segnala una forte diminuzione dell’uso dei vaccini.
Nel 2014 la copertura si aggirava intorno all’86%, che è un numero insufficiente per una copertura globale.
Per avere una copertura globale e sicura anche per i non vaccinati la percentuale deve salire fino al 95%. Questo significa che, con una copertura maggiore, i non vaccinati non si ammalerebbero in quanto l’infezione non potrebbe trasmettersi.

Nel 2017 è stato messo in atto il decreto legislativo che tutti conosciamo, per rendere obbligatoria la vaccinazione per i bambini.
Questo decreto ha portato a un aumento al 92%, ma ancora non basta.

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Falsi miti


Se ne dicono tante sui vaccini, vediamo le falsità più comuni.

  1. I vaccini causano autismo
    Falso!
    Non c’è alcun legame di causalità tra il vaccino e l’autismo.
    Questo falso mito nasce dagli studi (già provati falsi) di Wakefield che segnalò una correlazione tra l’autismo e il vaccino per morbillo-parotite-rosolia.
    Non solo è stato provato scientificamente che la correlazione non esiste, ma anche che le prove a sostegno di tale tesi erano accuratamente fabbricate per lo studio in questione. Wakefield, infatti, intendeva vendere i suoi vaccini.
    Il medico venne radiato.
  2. I vaccini sono inutili, le malattie sono già state debellate.
    Falso!
    Molte si sono fermate o ridotte proprio con l’introduzione dei vaccini.
    Solo il vaiolo è scomparso grazie ai vaccini.
  3. I vaccini indeboliscono il sistema immunitario dei bambini.
    Falso!
    Il nostro sistema immunitario incontra migliaia di virus e batteri e produce anticorpi diretti contro gli antigeni che li compongono, fin dalla nascita.
  4. I vaccini non sono efficaci, poiché non proteggono il 100% dei vaccinati
    Falso!
    Proprio perché i vaccini non proteggono al 100%, se svolgiamo una copertura vaccinale di massa otteniamo una protezione globale.

Purtroppo sta diventando sempre più difficile cosa è vero e cosa no, in un mondo sempre più invaso da notizie false e teorie del complotto.

Ma un modo per selezionare le informazioni valide c’è ed è l’unico modo per non navigare a vista. Noi di Genitore Informato usiamo il metodo scientifico che è il modo migliore per orientarsi in questi tempi complessi e abbiamo creato una community riservata in cui trattiamo tutti i temi dell’infanzia con gli esperti del settore e dove ti diamo tutto il supporto necessario.