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Viaggiare con bambini: si può fare?

di Claudia Denti, Marzo 18, 2024

Quando si tratta di viaggiare con bambini, si crede che le possibilità siano molto più limitate rispetto a quando eravamo solo una coppia o dei viaggiatori solitari, questo perché i bambini hanno molte esigenze, abitudini radicate e perché comunque non hanno le stesse capacità e resistenza degli adulti. Ma questo è più un mito che una realtà consolidata, e adesso vediamo insieme perché.

Cos’è un viaggio?

Cominciamo a distinguere vacanze e viaggi, solo per avere chiaro di cosa stiamo parlando: un viaggio è un’esperienza profonda di vita tendenzialmente lontano da casa, dove ci si immerge nella realtà scelta e si vivono vari tipi di esperienze, spesso dettate dalle circostanze del momento. Può essere più o meno organizzato, ma è più uno stato dell’essere che un’azione.

La vacanza, invece, è uno stacco dalla realtà quotidiana: in genere qualche giorno a fare l’opposto di quello che si fa nella propria vita normale. Spesso le cose possono coincidere, ovviamente. Perché chiariamo questa differenza? Perché oltre a influenzare l’organizzazione, cambierà il modo in cui ti approcci alle scelte prima, durante e dopo l’esperienza che farete con la famiglia.

Quali viaggi fare con bambini?

Ti stupirà saperlo, ma i bambini possono adattarsi a molte più situazioni di quelle che pensi. Quasi ogni tipo di viaggio può essere fatto con un bambino, di quasi tutte le età (se possibile, da escludere almeno la prima settimana post parto). Certo, bisogna essere in grado di provvedere alle loro necessità e comprendere che hanno molta meno resistenza di noi adulti.

Inoltre, bisogna accettare che ogni viaggio porterà molti cambiamenti temporanei nelle routine e quindi ci sarà un “prezzo” da pagare nel comfort di ogni giorno, ma non illudiamoci che non sia possibile viaggiare bene con dei bambini o che questo debba essere per forza limitante, perché non è così. Quella, al massimo, è una scusa per non partire all’avventura.

viaggiare con bambini

Dove andare in viaggio con bambini piccoli?

Avrai notato una cosa, immagino: ci sono bambini ovunque nel mondo. In linea teorica, si può andare ovunque con i bambini piccoli. Certo, magari portarli in un posto di guerra non è una scelta ottimale ed è una scelta che noi personalmente non faremmo, ma letteralmente si può andare quasi ovunque: si tratta solo di organizzarsi per poter soddisfare le esigenze dei piccoli con anticipo e con un certo margine.

Per esempio, il tuo piccolino ha bisogno di un certo tipo di latte artificiale in una certa quantità? Questa sarà una cosa a cui devi pensare in anticipo, così da non farglielo mai mancare, specialmente nel primo anno e mezzo (anche se dopo lo svezzamento la situazione è sicuramente migliore).

Il tuo bambino usa ancora il pannolino? Assicurati di avere abbastanza pannolini almeno per i primi due giorni e che nel posto in cui andrai sarai in grado di prenderli o sostituirli con una soluzione equivalente.

I bambini “subiscono” le esigenze di cui necessitano, ma a parte queste, sono velocissimi ad adattarsi perché non hanno un vero e proprio concetto di normalità, come ce lo abbiamo noi.

Quando si può viaggiare con un bambino?

Come abbiamo detto, evitando la prima settimana che specialmente per mamma e bambino in genere è molto fragile e c’è bisogno di stabilità e riposo, ci si può muovere con tutte le accortezze del caso da lì in poi. Se è vero che i primi mesi servirebbero a costruire le abitudini e le routine che poi ci si porterà dietro nei mesi successivi, è anche vero che queste routine possono avere ogni tipo di forma.

Volendo, se le scelte di vita lo permettono, si potrebbe decidere di restare sempre in viaggio: quella sarebbe la routine. Certo, non è per tutti e non ci aspettiamo che sia così, ma è comunque una possibilità.

Quante ore può stare un bambino nel seggiolino auto?

Tra gli spostamenti più comuni con i bambini, anche per l’ammontare di cose che bisogna portarsi dietro, c’è l’automobile. Ricordati che il bambino deve stare dapprima nell’ovetto e poi nel seggiolino fino a quando non è possibile liberarlo (cioè a 12 anni e quando è più alto di 1,50m). L’ovetto e il seggiolino, pur aumentando la sicurezza, stressano il corpo del bambino che non dovrebbe essere tenuto lì dentro per più di due ore alla volta.

Ricorda sempre, specialmente nei viaggi lunghi, di dare riposo alla schiena del tuo piccolo, facendolo sgranchire per una mezzoretta ogni massimo due ore di viaggio.

viaggiare in famiglia

Dove viene messo il passeggino in aereo?

Anche in aereo ci possono essere delle necessità, specialmente quando il bambino è particolarmente piccolo. Una delle più importanti è il passeggino, per cui le compagnie offrono diverse soluzioni. Se il passeggino è particolarmente piccolo e racchiuso nella sua borsa di trasporto, può anche essere portato in cabina (ma verifica comunque con la compagnia aerea con cui volerai) al posto del bagaglio a mano, altrimenti va in stiva e tendenzialmente gratis fino all’undicesimo compleanno.

Questo potrebbe comunque dipendere dalla compagnia con cui volerai, per cui informati sempre e comunque. In ogni caso, il bambino viaggerà o per conto suo se è abbastanza grande per farlo oppure ti verrà consegnata una cintura speciale per farlo viaggiare in braccio con te.

Ricorda che la nostra specie è nata nomade e i bambini hanno sempre viaggiato, fin dall’alba dei tempi: la tecnologia non impedirà a te e alla tua famiglia di viaggiare, ci sono sempre soluzioni logistiche che vi permetteranno di godere di un viaggio, quando volete: si tratta di scegliere di farlo.

Come gestire un viaggio in famiglia?

Come abbiamo detto, bisogna sicuramente tener conto delle esigenze dei piccoli, così che non si sentano troppo a disagio soffrendo della nuova situazione (e rovinando l’intera esperienza a tutti): ci vuole di prendersi un po’ di tempo per organizzare almeno le cose più importanti che in genere sono cibo, vestiti, pannolini e sonno.

Una volta sistemate queste cose, si può veramente scegliere ogni tipo di viaggio ed esperienza, anche equipaggiandosi con un buon livello di flessibilità: le cose potrebbero non andare come le hai pianificate, ma questo non è necessariamente un male. È il modo con cui decidi di affrontarle che farà la differenza tra un’esperienza indimenticabile nel bene o nel male.

Detto questo, ci teniamo a dirti una cosa: non limitate i vostri viaggi solo perché avete dei bambini. Il viaggio è un’esperienza formativa incredibile anche per loro e quello che imparerete tutti durante un viaggio ve lo porterete come patrimonio personale per tutta la vita.

I vostri orizzonti si amplieranno e chissà: magari scoprirete cose di voi che non avreste mai scoperto se non foste partiti.

Noi siamo con te.

Noi di Genitore Informato siamo al tuo fianco durante tutto il viaggio (sic.) della genitorialità e lo facciamo attraverso tutti i nostri materiali gratuiti, i nostri corsi e le nostre consulenze personalizzate per aiutarti a risolvere un problema che non riesci a sistemare da solo.

Se hai bisogno di una mano nella gestione dei tuoi bambini, non esitare a contattarci, noi saremo qui per te.

Dott.ssa Claudia Denti

Esperta di Educazione, Sonno e Gestione del bambino. Laureata in Scienze dell'Educazione e Formazione, si occupa di aiutare i genitori a crescere bambini sani e felici secondo principi validati dalla comunità scientifica. Fondatrice di Genitore Informato e ideatrice del metodo Sonno Felice - certificata Sonno Sicuro e Primo Soccorso Pediatrico - supporta i genitori nel loro viaggio dal 2014.

Dott. Severino Cirillo

Esperto di Salute, Benessere ed Educazione. Laureato in Community Health, è il CEO di Genitore Informato e si occupa di validare l'informazione scientifica del blog e coordinare il team di esperti della redazione, composto da ginecologi, ostetriche, psicoterapeuti e altre figure del benessere e della salute in gravidanza, perinatale e genitoriale.

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